Laura Pausini si regala un museo: apre la casa‑archivio che racconta trent’anni di carriera
A Solarolo nasce il Laura Pausini Museum, tra premi, abiti e memorie, proprio nella casa dove era cresciuta.
C’è molta attesa per il taglio del nastro del Laura Pasini Museum annunciato per il 7 settembre, dal 13 l’apertura al pubblico: è una sorta di ricongiungimento quello che si legge nelle parole con cui Laura Pausini annuncia il suo museo: non un mausoleo, non una teca, ma una casa che torna a essere racconto.
“Ma non sono mica morta”
Anzi, la parola museo sotto un certo aspetto mette anche un po’ di ansia alla cantante romagnola: “Mi sembra una roba prematura perché non sono mica morta – ha detto Laura Pausini – ma tutto sommato in quella casa cui sono così legata tornano molte delle cose che mi hanno raccontato. E dunque va bene così”.
La casa è quella di Solarolo, in provincia di Ravenna, dove l’artista è cresciuta e dove il suo fan club ha avuto sede fin dagli anni Novanta: sarà proprio la “casa del club” a diventare uno spazio espositivo permanente.
Museo di Laura Pausini: date, orari, biglietti
Il nastro si taglia domenica prossima, 7 settembre 2025, con Laura presente all’inaugurazione. Da sabato 13 settembre il percorso apre al pubblico su prenotazione. L’indirizzo è quello storico del fan club, via F. Santi 14. Per i soci del fan club l’ingresso è gratuito (con prenotazione) fino al 31 dicembre 2025; per i non soci il biglietto costa 30 euro. È un museo “di prossimità”: capienza contingentata, fasce orarie, una visita che chiede tempo e attenzione, come si conviene a una casa.
Dalla casa al museo: un archivio vivo
Il percorso è costruito come una timeline immersiva: dagli esordi ai primi passi sanremesi, dai tour internazionali ai premi, fino agli abiti di scena che hanno accompagnato singoli iconici e capitoli discografici. Non c’è solo la celebrazione del successo – dischi, riconoscimenti, fotografie – ma anche il dietro le quinte: bozzetti, materiali di lavorazione, memorabilia che ricuciono lo spazio tra pubblico e privato.
È la stessa Laura Pausini a spiegare la chiave di lettura dell’iniziativa: “Se le mura sono quelle della mia famiglia, ciò che vedrete dentro lo avete reso possibile voi come pubblico”. Una dichiarazione d’amore che spiega anche la scelta di mantenere la narrazione “in casa”, senza trasformarla in una installazione impersonale.
Un progetto rallentato dall’alluvione, ripartito più forte
L’idea era partita parecchio tempo fa ma è stata ostacolata dall’alluvione che due anni fa ha colpito la Romagna. I lavori di sistemazione hanno slittato l’apertura e reso più complesso ogni passaggio logistico.
Proprio per questo la data del 7 settembre ha il sapore di una restituzione: non solo alla community globale che segue Pausini, ma alla comunità locale che in quelle strade l’ha vista crescere. La festa del Pau Party 2025 – il 6 settembre al PalaCattani di Faenza, per i trent’anni del fan club – fa da prologo naturale al museo, saldando la rete internazionale dei fan con il territorio.
Laura Pausini, perché un museo adesso
La scelta di inaugurare “da viva” uno spazio espositivo sposta il baricentro dal ricordo alla condivisione. È un museo che dialoga con un presente ancora in corso: la carriera di Laura, gli impegni, la musica nuova.
L’operazione ha anche un valore culturale: si tratta infatti del primo museo in Italia dedicato a un’artista pop italiana che nasce per iniziativa dell’artista stessa e dentro il suo ecosistema creativo (fan club, management, famiglia). Un archivio che non ferma il tempo, ma lo organizza: per ritrovarsi, riconoscersi, e magari scoprire – stanza dopo stanza – perché certe canzoni hanno attraversato