Gorillaz, il ritorno a Londra con Demon Days vent’anni dopo
In uno degli eventi di punta della stagione londinese dei concerti, i Gorillaz di Damon Albarn hanno riportato sul palco Demon Days, vent’anni dopo l’uscita, con ospiti speciali e numerosi colpi di scena
Esattamente vent’anni dopo aver stupito il mondo con Demon Days, i Gorillaz – all’epoca misteriosissima side band guidata dal cantante dei Blur Damon Albarn – hanno deciso di riportare per intero il loro secondo album in concerto, a Londra, nella cornice della Copper Box Arena.
I Gorillaz venti anni dopo
Damon Albarn e Jamie Hewlett tuttavia hanno notevolmente rilanciato la posta in palio, anche in considerazione di una risposta davvero entusiastica da parte del pubblico e hanno trasformato l’evento in qualcosa di più di un semplice concerto.
Si è trattato di uno spettacolo immersivo, un vero evento di punta della stagione, rievocando le atmosfere del 2005, quando la band virtuale si impose come fenomeno culturale e musicale, mescolando rap, elettronica, funk, soul e una vena narrativa unica nel suo genere.
All’epoca dei Gorillaz, interpretati come meme – e i meme nemmeno esistevano – erano personaggi virtuali che evitavano qualsiasi confronto con la realtà. Il pubblico apprezzò molto calandosi in una realtà atipica e distopica. E a distanza di venti anni ha preteso di fare altrettanto…
Demon Days, i Gorillaz per intero
Il pubblico ha rivissuto uno dopo l’altro i brani che hanno fatto di Demon Days un disco epocale. L’apertura con Last Living Souls e Kids With Guns ha subito acceso l’arena, mentre O Green World è tornata con le animazioni di Hewlett sullo sfondo e Albarn al pianoforte, quasi di spalle al pubblico.
La magia di Dirty Harry è stata amplificata dalla presenza di Bootie Brown, che ha fatto saltare la folla, ma l’apice è stato toccato dall’arrivo dei De La Soul per Feel Good Inc. ha scatenato un boato davvero impressionante.

Emozioni e momenti irripetibili
Non sono mancati i brani riscoperti dopo anni di assenza dalle scalette. All Alone è tornata in dimensione live per la prima volta dal 2006, mentre November Has Come ha rivissuto sul palco dopo almeno quindici anni di silenzio. Albarn, come suo solito, ha alternato momenti di energia sfrenata a gesti imprevedibili: durante DARE, con Shaun Ryder proiettato sullo schermo a cantare la parte principale, si è concesso un’incursione in platea, regalando al pubblico un siparietto spontaneo e in perfetto stile Gorillaz.
Ma l’apice emotivo è arrivato con il finale quando il London Community Gospel Choir è salito sul palco per una versione trascinante di Demon Days, trasformando il brano in un inno corale che ha coinvolto l’intera arena. Un momento che ha confermato come i Gorillaz sappiano ancora una volta trasformare i loro concerti in rituali collettivi, capaci di fondere suoni, immagini ed emozioni.
I Gorillaz, bis e sorprese
Il bis ha aggiunto ulteriore valore alla serata. Tra le chicche, Rockit dal progetto D-Sides e Hong Kong, arricchita dal suono etereo della guzheng, lo strumento tradizionale cinese suonato da Qing Du. Un ponte tra culture, epoche e linguaggi, che ha reso il congedo ancora più suggestivo.
La Copper Box Arena, che aveva già ospitato la sera precedente l’esecuzione integrale del primo album della band, è diventata così il cuore pulsante di una vera e propria residenza musicale. Nei prossimi giorni i Gorillaz proporranno anche Plastic Beach e un misterioso concerto finale del quale si sa pochissimo che, secondo i rumors, potrebbe includere brani inediti legati al nuovo album in arrivo.
Gorillaz, attesa per il nuovo album
Il ritorno live di Demon Days non è soltanto un’operazione nostalgia. Damon Albarn che lo scorso anno è tornato sulle scene con uno straordinario e attesissimo tour che ha riportato a Wembley i Blur, ha già lasciato intendere che il 2025 sarà l’anno di un nuovo progetto discografico targato Gorillaz. Tra interviste e mezze conferme, si parla di un album già in fase di rifinitura, che potrebbe essere presentato proprio durante questa serie di concerti londinesi. Jamie Hewlett ha alimentato l’attesa con indizi visivi e dichiarazioni sibilline sui social, rendendo il clima ancora più elettrico.

La scaletta della prima serata dei Gorillaz alla Copper Box Arena
M1 A1
Re-Hash (con Miho Hatori, prima volta dal vivo dal 2018)
5/4 (con Miho Hatori)
Tomorrow Comes Today
New Genious (Brother) (con Miho Hatori)
Clint Eastwood
Man Research (Clapper) (con Miho Hatori, prima volta dal vivo dal 2002)
Punk (prima volta dal vivo dal 2018)
Sound Check (Gravity) (prima volta dal vivo dal 2002)
Double Bass
Rock the House
19-2000 (con Miho Hatori)
Latin Simone (¿Qué Pasa Contigo?) (primo verso e ritornello in inglese, il resto in spagnolo)
Starshine (prima volta dal vivo dal 2002)
Slow Country (prima volta dal vivo dal 2002)
Film Music (suonata durante l’intervallo, con nuova parte di synth)
BIS
Dracula
Ghost Train
Clint Eastwood
La scaletta della seconda serata dei Gorillaz alla Copper Box Arena
Intro
Last Living Souls
Kids With Guns (con Michelle Ndegwa)
O Green World (intro al piano di Damon)
Dirty Harry (con Bootie Brown e Lifted Up Community Choir Youth)
Feel Good Inc. (con i De La Soul)
El Mañana
Every Planet We Reach Is Dead
November Has Come (prima volta dal vivo dal 2010)
All Alone (con Skye Edwards, prima volta dal vivo dal 2006)
White Light
DARE (con Michelle Ndegwa e Rebecca)
Fire Coming Out of the Monkey’s Head
Don’t Get Lost in Heaven (con intro del coro “Demon Days”)
Demon Days (con London Community Gospel Choir)
BIS
68 State
We Are Happy Landfill
Rockit
Hong Kong (con Qing Du)