Follya, ex Dear Jack: “Ci sentiamo come l’araba fenice che rinasce dalle sue ceneri. É come se ci fossimo davvero conosciuti adesso”

Follya, intervista video alla band esplosa con il nome Dear Jack. Ora il gruppo è tornato con un nuovo singolo, Morto per te

I Follya sono Alessio Bernabei (voce), Francesco Pierozzi (chitarra), Alessandro Presti (basso) e Riccardo Ruiu (batteria).

La band si forma nel 2022, ma nasce dal successo dell’esperienza dei Dear Jack, tra i gruppi che hanno segnato la scena pop italiana negli ultimi anni con all’attivo quattro album in studio – “Domani è un altro film – Prima Parte” (2014), “Domani è un altro film – Seconda Parte” (2014), “Mezzo respiro” (2016) e “Non è un caso se…” (2017) – e ben 3 Dischi di Platino, 2 partecipazioni al Festival di Sanremo e tour sold out nei principali palazzetti e arene italiane. Nel 2014 sono tra i protagonisti di Amici di Maria De Filippi dove raggiungono il secondo posto e vincono il Premio della Critica. Nel 2015 partecipano per la prima volta al Festival di Sanremo con il brano “Il mondo esplode tranne noi” e sempre nello stesso anno si esibiscono all’Arena di Verona, dopo un lungo tour nel segno del sold out.

Seguono anni di grandi cambiamenti interni alla band che tornerà a Sanremo nel 2016 e pubblicherà altri due album con formazioni diverse. Nel 2022, dopo anni di silenzio, Alessio, Francesco, Alessandro e Riccardo si ritrovano e iniziano una nuova fase del loro percorso artistico e umano. Una storia di musica e amicizia che continua oggi con i FOLLYA e sancisce un nuovo capitolo della loro storia insieme. “Morto per te” è il primo singolo dei Follya che segna il debutto di questa nuova esperienza. La band attualmente è in studio di registrazione al lavoro sul loro primo disco in uscita nel 2022.

Abbiamo intervistato la band in occasione del loro ritorno con il brano “Morto per te“. Una canzone intensa che racconta la storia di un amore tossico e tentacolare, di una dipendenza affettiva, in cui non è più possibile restare insieme.

“Quando l’amore supera ogni limite da raggiungere la dipendenza. L’amore, del quale non si riesce a fare a meno, può essere definito tale? Morire per amore vuol dire rinascere, imparare dagli errori del passato per crescere e vivere meglio il presente. In questo brano l’amore è tossico, raffigurato come una giostra, dove si alternano continuamente momenti di estrema euforia a lacrime di dolore. L’unico modo di salvarsi da questo luna park è mettere fine alla storia, essere consapevoli. Così anche nell’arte, una morte precede sempre una grande rinascita”

I Follya sono entusiasti di fronte a questa nuova avventura:

Siamo felici, sereni soprattutto, sono stati mesi abbastanza tosti di lavoro che ci hanno portato a questa situazione attuale. Non possiamo che essere soddisfatti, ce l’abbiamo fatta

Siete tornati da poco con il nuovo singolo, “Morto per te”, su un amore tossico dove il morire è come una rinascita. Anche un po’ per voi, con questo secondo capitolo con i Follya…

Sì, vero, l’hai detto tu. Prendiamo sempre ad esempio l’araba fenice che dalle ceneri rinasce. Ci è servito morire per poi ripartire alla grande, fare un riepilogo di quello che siamo, prendere anche degli schiaffi e ripartire con una nuova consapevolezza.

Dall’inizio con i Dear Jack, le vostre strade si sono separate e poi siete tornati insieme. In cosa vi sentite cambiati in questi anni?

E’ un deja-vu nuovo. Ci sentiamo diversi perché sono passati quasi dieci anni. Dai 20 ai 30 un po’ si cambia e cambia anche l’approccio che abbiamo con le cose, i gusti a livello musicali, i generi, i testi delle canzoni, la vita… E’ qualcosa che non è forzato e sta avvenendo spontaneamente. In questi mesi di work in progress in cui ci siamo ritrovati, ci conosciamo adesso meglio rispetto a 10 anni fa quando abbiamo fatto Amici, poi tutto il tour, poi il firmacopie, poi Sanremo, non avevamo nemmeno il tempo di discutere tra di noi, di dire la nostra. Era solo lavoro, lavoro, lavoro… Non ci conoscevamo in realtà. In questi mesi lavoravamo in studio, eravamo più tranquilli, ci chiamavamo… E’ come se ci fossimo conosciuti adesso

Può essere anche proprio questa centrifuga e questi mille impegni uno dietro l’altro ad aver dato vita a frizioni o incomprensioni?

Conoscendoci adesso è più come se le nostre parti più belle e nascoste di noi non venissero fuori, prima. Ce lo diciamo, ce lo siamo detti “Sei stata una bella scoperta”. Non tiravamo fuori la nostra essenza, c’era, ma eravamo presi da una giostra. Secondo me pure il fatto di venire da questi anni di pandemia ha portato anche la possibilità di scoprire se stesso, di avere un’armonia propria e a trovare un’armonia anche con gli altri.

Abbiamo poi chiesto ai Follya la tempistica sulla lavorazione del disco, sulla scelta di abbandonare il nome Dear Jack per abbracciare quello dei Follya, dei prossimi progetti e dei loro attuali rapporti con Lorenzo Cantarini che non fa più parte del gruppo.

“Il primo messaggio di Lorenzo nel gruppo Whatsapp creato da Riccardo è stato quello di non voler partecipare a questo progetto. E’ stata una sua esigenza di voler prendere un’altra strada. E noi ovviamente non siamo qua a imporre niente a nessuno. Da un punto di vista di ruolo, credo sia legata questa cosa. Sappiamo quello che ci ha detto lui, che aveva voglia di esprimersi con un’altra strada, noi siamo felici se questa è la sua scelta”

Potete vedere la video intervista completa qui sopra.