Francesco Guccini: X-Factor è utile, più di Sanremo

Su Il Tempo di oggi è uscita un’intervista a Francesco Guccini in cui il cantautore esprime inaspettatamente apprezzamento per X-Factor e scetticismo sull’utilità del Festival di Sanremo. Riguardo al talent show racconta: «L’ho visto l’altra sera e sono rimasto colpito da quel gruppo di ragazzi argentini che ha proposto “Bocca di rosa” di De Andrè.

di dodo


Su Il Tempo di oggi è uscita un’intervista a Francesco Guccini in cui il cantautore esprime inaspettatamente apprezzamento per X-Factor e scetticismo sull’utilità del Festival di Sanremo.

Riguardo al talent show racconta:

«L’ho visto l’altra sera e sono rimasto colpito da quel gruppo di ragazzi argentini che ha proposto “Bocca di rosa” di De Andrè. Conosco Mara Maionchi e penso sia molto brava»

E alla domanda se programmi come questo possano essere utili alla musica:

«Più che utili. Oggi le case discografiche non possono più investire tanti soldi sui personaggi. Per cui è difficile sfondare se non si passa per questi canali. È l’unica possibilità per un giovane che voglia fare musica nuova. Un tempo questo ruolo era svolto da Sanremo»


Incalzato su Sanremo aggiunge poi:

«Non mi piace la gara. E poi le canzoni nascono appositamente per quel palco e non le trovo molto interessanti. Non è un discorso da snob ma è come se i brani fossero falsati».

Chi l’avrebbe detto che il mitico modenese seguisse e soprattutto apprezzasse queste nuove forme (e questi programmi) a cui spesso i suoi colleghi guardano con scetticismo.

In fondo le statistiche dicono che X-Factor è seguito principalmente dalla fascia di persone colte, laureate, benestanti. Così dicono.

Vista l’analisi del Guccio e i risultati – basti pensare ai fenomeni Giusy Ferreri qui da noi e Leona Lewis in campo internazionale – come dargli torto?

Aggiornamento: Mara Maionchi, raggiunta telefonicamente, dichiara:

“Mi fa molto piacere il pensiero di Francesco che ritengo sia un uomo molto colto ed intelligente che ha dato e continua a dare alla musica canzoni popolari e culturalmente importanti.

Sono contenta che gli siano piaciuti i miei Farias e che abbia capito lo spirito con cui si sono accostati ad un autore così importante come Fabrizio de Andrè.

Programmi di questo tipo danno sicuramente una mano alla musica, così come è stato anche per Usa e UK”

Via | Il Tempo