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One More Light a Milano: quando la musica unisce veramente

Il tributo italiano a Chester Bennington è stato un vero e proprio miracolo

Piangere di gioia, sorridere di tristezza: al tributo italiano a Chester Bennington si è assistito a tutto lo spettro delle possibili emozioni contrastanti. E’ stato bello trovarsi in mezzo a tanti altri fan dei Linkin Park, è stato triste il motivo per cui ci si è uniti in questo modo. Ma, come detto più volte dal palco, bisogna considerare questo “tributo italiano a Chester Bennington” non un memoriale, ma un motivo per festeggiare la sua vita e quello che ci ha lasciato.
E a guardare un Fabrique pienissimo, ci ha lasciato molto – innanzi tutto la speranza nell’amicizia fra sconosciuti.
La nascita di questo “One More Light – Il Nostro Ultimo Saluto a Chester” è in sè un miracolo: un crowdfunding per crearlo, ideato da persone “non dell’ambiente” (insomma senza agganci discografici o concertistici), le donazioni monetarie addirittura raddoppiate rispetto al previsto (con tutto il surplus donato in beneficienza), le tshirt, i pass e tutto il resto stampati in tempo, le band che si sono offerte di suonare fin dal primissimo pomeriggio (solo cover dei Linkin Park), il “gruppone” dei Living Theory che suona un gran concerto la sera, e soprattutto l’aver trovato in pochi giorni un locale ottimo come il Fabrique, dopo che due settimane prima dell’evento i promoter che si erano impegnati per un’altra location (addirittura il Parco Experience all’area Expo) hanno dato buca. Il tutto, organizzato a ingresso gratuito sia per chi aveva donato, sia per i curiosi o i ritardatari.

Il pomeriggio è stato lungo, ma già pienissimo di appassionati accorsi da tutta Italia per assistere alle dozzine di voci e musicisti che si sono alternati sul palco. La sera, dopo una pausa per il cibo (il camion fuori dal locale non ha mai visto tanti clienti, probabilmente!), gli organizzatori della serata hanno fatto parlare, in un momento molto emotivo, i rappresentanti delle due ONLUS che riceveranno la donazione: Telefonoamico e Associazione Amico Charly, da sempre attive nella prevenzione al suicidio.

Il messaggio è stato “siamo qui per aiutarvi, non siete soli”, e a chiunque fosse perseguitato dagli stessi pensieri di Chester, è bastato guardarsi intorno per capirlo.
Il messaggio è stato ripetuto dal palco tante altre volte, anche durante il concerto dei Living Theory. Parlare della loro esibizione, “recensirli in un live report”, sarebbe fuorviante per la descrizione della serata: basti dire che hanno suonato veramente alla grande, che sembrava di avere nelle orecchie (se non negli occhi) i veri Linkin Park. La scaletta ovviamente si chiude con “One More Light”, ed il cantante Rob Marconi dice che probabilmente non ce l’avrebbe fatta. Invece ce la fa, alla grande, proprio mentre sullo schermo scorrono le immagini del nuovissimo video del brano, e gli occhi di tutti si inumidiscono ancora una volta.

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Il concerto di fine Ottobre a Los Angeles, con i membri dei Linkin Park e tantissime guest star (già annunciati membri di Korn, System Of A Down, Avenged Sevenfold) sarà sicuramente fenomenale, ma qui in Italia abbiamo costruito qualcosa di miracoloso, partendo dal nulla (e dal vuoto lasciato da Chester). Sarà qualcosa che tutti i presenti ricorderanno – e non solo grazie alla maglietta dell’evento…

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