Michele Bravi, Anime di carta: la conferenza stampa

Michele Bravi presenta il nuovo album, Anime di Carta: conferenza stampa. Tutte le dichiarazioni.

  • Inizia la conferenza stampa. Helio di Nardo di Showreel: “Il duro lavoro ci sta portando dove noi sognavamo di essere”.

  • Michele Bravi: “Questo per me è un disco importante. Questo è stato un percorso intenso, diverso dal percorso standard post-talent. Ho preso scelte difficili ma Sanremo mi serviva per dimostrare quanto fossero state giuste le mie scelte sbagliate. Ho iniziato a scrivere le prime cose di questo disco tre anni fa e solo a dicembre sono riuscito a finire quelle canzoni iniziate tre anni fa”.

  • “E’ stato anche un percorso umano. Il lavoro e la vita personale si sono incontrate spesso. Ho iniziato a pensare a me stesso… ho perso una persona importante a cui tenevo e c’ho scritto un disco (quasi si commuove, ndr). E’ stata una seduta di psicanalisi con me stesso. Ho capito che siamo tutti Anime di Carta. La carta è quel materiale accessibile a tutti, un pezzo di carta ce l’hai sempre vicino, quindi non è un qualcosa di ricercato ma lì ci puoi scrivere la tua storia. Ci si può accartocciare, si può prendere fuoco, si può diventare un’origami bellissimo”.

  • “A vent’anni non posso parlare di queste cose? Il punto è proprio questo. La mia prima storia è stata a vent’anni ed è stata una storia perfetta. Non mi sono posto problemi perché ci sono andato a braccia aperte, come si va la prima volta. Dopo la prima scottatura, ci si rende maggiormente conto. Avevotrovato una persona che mi illuminava. E questo disco è quella luce. Sono contento di aver potuto dimostrare che quelle scelte sbagliate erano giuste e spero di poter continuare a scrivere questo diario degli errori. Sono arrivato ad una fase di serenità, anche se non sembra (lo dice quasi piangendo, ancora, ndr)”.

  • “Ho fatto delle enormi cavolate, sono stato uno stronzo e ho sbagliato. Dalle scelte sbagliate spero di imparare ancora. Prima ero più stabile ed energico. Ora sono più emotivo ma perché ho tolto ogni filtro. Queste di questo disco non sono 13 canzoni ma sono il racconto della mia vita degli ultimi tre anni”.

  • “L’intervista a Vanity Fair (con il coming out, ndr) è stata solo un’anticipazione di quello che si sentirà nel disco. Avevo bisogno di dire le cose come stavano, senza filtri. C’è anche un pezzo che parla di sesso orale con una ragazza. Avevo bisogno di togliermi quella sovrastruttura. Canto quello che vivo e vivo quello che canto. Spero anche che questo disco divida. Spero che ci siano tanti a cui questo disco faccia schifo perché questo significherà che sono riuscito a raggiungere le persone che mi interessavano”.

  • Il tour: “A maggio sarò a Milano e Firenze con un’anteprima. Anche nel concetto dal vivo mi piacerebbe parlare di spettacolo. Ci sarà un filo conduttore. Mi sto dedicando a queste due date. Non ci sarà una normale band ma ci saranno musicisti specifici. E sul palco ci sarà una rivisitazione del concetto di carta. Ho il timbro interessante, questo disco mi ha permesso di vestirlo bene e coccolarlo”.

  • E’ un album di rivincita? “Ho capito che non me ne frega un cavolo. Ho imparato a capire le regole del mercato discografico. Quando mi hanno stracciato il contratto, era giusto. Non ho ritenuto giusto l’atteggiamento di quella persona di merda che mi voleva far sentire morto. Non è una rivincita, questo è un inizio. Il primo disco era un debutto nella discografia e chiedevo ai grandi autori ‘cosa può diventare Michele?’. Il secondo disco era più mio. Ma questo è il mio primo vero disco perché sento di poter dire che queste canzoni posso cantarle solo io. Me lo sono sudato tanto”.

  • “Ho un rapporto particolare con gli autori, infatti mi odiano tutti. Ho chiamato personalmente degli autori e prime di iniziare a scrivere, ho iniziato a frequentare queste persone. Noi ci vedevamo, pomeriggi su pomeriggi, anche solo per parlare o perché c’era la voglia di prendere un caffè insieme, senza dover scrivere nulla per forza. Non riesco a sedermi al tavolino con una persona solo perché so che scrive delle hit. Non funziona così. Ci sono anche autori impensabili per il pop, da Contessa de I Cani in poi… ma umanamente ci siamo trovati bene”.

  • “Mi sono incontrato con questi autori. Faccio l’esempio di Federica Abbate. Ci sono incontrati a cena per la prima volta a marzo. Ci siamo messi a parlarci, poi abbiamo iniziato a condividere pezzi e consigli. Un giorno, dopo una chiacchierata sulla fine della mia storia, si è presentata a casa mia con Il Diario degli Errori. E’ nato su di me e mi aveva capito come un’amica vera. Quel pezzo era perfetto così, non ho cambiato una parola”.

  • Sanremo è andato bene (i voti delle giurie erano ottimi): “Non ho visto percentuali o cose. So solo che sono arrivato quarto perché ero davanti alla tv. Senza presunzione, sapevo di avere un pezzo importante e sapevo che quella canzone meritava una platea ampia. Se è piaciuta alle varie giurie sono contento, però riconosco il merito alla canzone perché quello è il Festival della canzone. Ha vinto il pezzo, non io. Lo metto nel mio diario delle vittorie… anche se partivo sotto zero”.

  • Pausa sarà il nuovo singolo? “Non ne ho idea. Mi tiro indietro sulle scelte discografiche”.

  • Hai delle influenze particolari? “Ascolto di tutto. Ho approfondito tanto la musica elettronica. Da lì ad ispirarmi mi sembra di mancare loro di rispetto”.

  • Perché anche le canzoni in inglese? “E’ una scelta lucida. Non voglio rinnegare il vecchio disco, però il fatto di aver cantato in inglese mi sono reso conto che mi faceva nascondere dietro qualcosa. Era una protezione o un filtro. Io penso in italiano, la mia lingua. Se ti devo dire ‘vaffanculo’, te lo dico in italiano perché in inglese non avrebbe la stessa forza”.

  • “Mi piacerebbe duettare con Chiara. Io e lei ci facciamo già delle cantate infinite”.

Venerdì 24 febbraio 2017 uscirà Anime di Carta, il nuovo album di inediti di Michele Bravi. L’artista umbro, recude da un eccellente Festival di Sanremo, torna come autore ed interprete di tredici tracce, nate insieme ad autori del calibro di Federica Abbate, Giuseppe Anastasi, Cheope, Niccolò Contessa dei Cani, Antonio Di Martino e Alessandro Raina.

I brani, da Il Diario degli Errori in poi, raccontano gli ultimi tre anni della vita del cantante.

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