La Rua a Blogo: “Stiamo scrivendo il nuovo album”

Intervista ai La Rua – Dall’esclusione a Sanremo alla sigla del DopoFestival, passando per il tour ed il nuovo album.

Daniele Incicco, William D’Angelo, Davide Fioravanti, Nacor Fischetti, Alessandro Mariani e Matteo Grandoni (aka i La Rua) ripartono da due appuntamenti live. Uno a Roma, il 25 gennaio (al Quirinetta). L’altro a Milano, il 26 (alla Salumeria della Musica). L’esclusione dai Giovani del Festival di Sanremo brucia ancora, ma la band esplosa con Amici di Maria de Filippi guarda al futuro.

Partiamo proprio dall’esclusione da Sanremo perché da lì si sono aperti nuovi orizzonti. C’è stata tanta delusione?

“C’è stato tanto dispiacere, soprattutto perché alla fine della nostra esibizione, durante la serata Sarà Sanremo, il pubblico era intervenuto positivamente nei nostri confronti. Si era creato un bel clima che ci faceva pensare positivamente sull’esito finale. Quando ci hanno comunicato l’esclusione, invece, c’è stato un bel tumulto dentro di noi. C’eravamo rimasti davvero male ma la ‘protesta’ del pubblico c’ha fatto enormemente piacere”.

Vi siete chiesti il perché di quella protesta?

“Credo si fosse creata una bella empatia con il pubblico. Forse in quei tre minuti siamo riusciti a trasmettere la nostra energia ed il pubblico si è fatto paladino del nostro progetto”.

Carlo Conti aveva promesso un “premio di consolazione”. Promessa mantenuta.

“La nostra canzone sarà la sigla del DopoFestival. Quindi Tutta la vita questa vita in qualche modo sarà a Sanremo e ci saremo anche noi, perché parteciperemo al programma di Nicola Savino e la Gialappa’s Band. Ci riteniamo assolutamente soddisfatti. Certo, non possiamo salire sul palco dell’Ariston ma sarà per la prossima volta. Continueremo a lavorare”.

Per chi tiferete?

“Abbiamo una grande amicizia con Sergio ed Elodie, così come con Fabrizio Moro. Mi auguro che tutti loro possano fare delle grandi performance e so che questo accadrà. Il brano di Moro ci emoziona tanto”.

Tutta la vita questa vita, invece, vuol essere un elogio alla musica?

“Quel brano è nato tra uno spostamento di un concerto e l’altro. Ci siamo detti: ‘Vogliamo fare tutta la vita questa vita’. Dopo anni di secondi lavoretti per mantenerci, adesso abbiamo la fortuna di fare questo come mestiere. Succede solo grazie al pubblico, quindi volevamo cantare la nostra gratitudine nei confronti di tutte quelle persone che ci sostengono”.

Cosa significa fare musica per voi?

“Non rincorrere il successo. La popolarità si può sfruttare per tante cose. Noi l’abbiamo utilizzata per lanciare dei messaggi: penso a Mai come mi vuoi tu, Non Sono Positivo Alla Normalità, Non ho la tristezza con il bacio gay. Ogni nostra canzone ha al suo interno un messaggio ben definito. La speranza è che aumenti sempre di più la nostra audience per arrivare a fare delle performance che al momento abbiamo in mente ma non possiano ancora mettere in scena. L’obiettivo è, appunto, arrivare a fare qualcosa di eccezionale”.

Come saranno i due concerti di Roma e Milano?

“Stiamo cercando di portare a casa il nostro miglior live di sempre. Abbiamo lavorato tanto in sala prove per rendere il live più fluido possibile e bello carico di energia”.

Ci sarà tutto l’album Sotto effetto di felicità?

“Ci saranno pure brani degli album passati, richiesti a gran voce dal nostro pubblico. E ci sarà anche qualche cover di quelle presentate ad Amici, meritano di essere riascoltate dal vivo”.

Poi ci sarà un tour?

“Non so dirtelo, sicuramente stiamo scrivendo il nuovo album. Ci stiamo concentrando su quello. La chitarra ed il taccuino sono sempre a portata di mano”.

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