Trivium: Matt Heafy parla di Ember To Inferno, in esclusiva per l’Italia

Il cantante dei Trivium ha deciso di fare una sola intervista con l’Italia, per parlare della nuova edizione di Ember To Inferno: ecco quel che ci ha detto

Esce oggi, 2 Dicembre 2017, la ri-edizione di Ember To Inferno, il primo disco pubblicato dai Trivium nel 2003. L’album sarà pubblicato, nella sua versione standard, esattamente come fu pubblicato tredici anni fa, senza aggiunte nè ritocchi – ma il motivo di attenzione per gli appassionati della band americana è dato dall’edizione speciale chiamata “Ab Initio” del disco: questa edizione deluxe comprende 13 demo aggiuntive mai pubblicate prima, un vero e proprio cimelio imperdibile per i tanti fan della band che da anni cercavano i demo chiamati “rosso, blu e giallo”.
Abbiamo quindi contattato Matt Heafy, cantante e fondatore della band, che ha deciso di parlare solo con noi per l’Italia. Matt incise i primi demo dei Trivium, quelli che ora si trovano sul cd, quando aveva 15-16 anni: di tempo ne è passato parecchio, e c’è stata una crescita impressionante a livello musicale e personale. Ma tutto è nato da Ember To Inferno, e quindi partiamo proprio da qui, per la nostra chiacchierata…

Perchè pubblicare questa ristampa proprio ora?

“Il nostro contratto con la LifeForce Records, l’etichetta che pubblicò Ember, è scaduto nel 2013, ed il disco è diventato introvabile – a dirla tutta, già all’epoca non era facilissimo trovarlo, perchè la LifeForce non aveva le possibilità distributive di una grossa etichetta, quindi non ne stampò tantissimi. So che in Germania andò forte, ma nel negozio sotto casa mia non arrivò mai. Poi la LifeForce ottenne un buon contratto per la distribuzione ed il disco iniziò ad arrivare nei negozi, ma arrivò quasi in contemporanea con l’uscita di Ascendancy, ed il nuovo disco attirò tutta l’attenzione, quindi in molti ignorarono Ember.
Quindi, ora che i diritti di pubblicazione sono tornati in mano nostra, sapevo che avrei voluto ristampare Ember To Inferno, ma volevo farlo nella maniera giusta, con un bel po’ di bonus, e quindi mi sono messo a frugare fra tutti i demo in mio possesso, per dare ai fan qualcosa di particolare.
L’idea era quella di far sentire ai fan tutte le primissime canzoni scritte dai Trivium prima di Ascendancy – compreso Ember ovviamente, ma la cosa importante di questa ristampa sono le bonus tracks. Thrust, ad esempio, è la primissima canzone mai scritta dai Trivium, e le sette canzoni sul “blue demo” sono quelle grazie alle quali siamo stati messi sotto contratto con la LifeForce, e grazie ad Ember To Inferno firmammo il contratto con la RoadRunner Records per pubblicare Ascendancy, mentre Like Light To The Flies sul terzo demo è l’ultima canzone che scrivemmo per Ember, anche se poi finì su Ascendancy registrata molto meglio.
E’ un viaggio nel tempo, nella nostra evoluzione, e ci andava di condividerlo ora.”

Dove hai trovato tutti questi demo di cui parli?

“Non è stato un grande sforzo o il frutto di una ricerca complicata: sinceramente io ho un raccoglitore pieno di cd dei Trivium, tutto quello che abbiamo mai registrato dall’inizio: demo, registrazioni di concerti… tutto. Ho tirato fuori i primi cd-r, li ho ascoltati tutti per trovare le migliori versioni di ogni singola canzone.”

Hai ri-ascoltato anche Ember To Inferno?

“Sì, anche se la mia attenzione si è focalizzata principalmente sulla ricerca del materiale raro di quell’epoca, ho ascoltato varie volte anche Ember, ed erano anni che non lo facevo! E’ stata un’esperienza interessante, perchè le mie opinioni sul disco derivavano dai ricordi che ne avevo – ad esempio, ricordavo che Ember fosse molto simile ad Ascendancy, come stile, e invece sono due album molto diversi e me ne sono reso conto solo ora. Ember era molto più grezzo, violento e arrabbiato – tutte qualità che apprezzo molto! Ma ha anche molta più melodia rispetto ad Ascendancy, e le parti pesanti sono scritte in maniera diversa.
E’ stato proprio per questo che abbiamo deciso di ri-pubblicare il disco così come era, senza remix, remaster o reincisioni. Il disco è tale e quale a 13 anni fa, perchè vogliamo ricordare al mondo da dove siamo partiti, senza barare. So che molti fan dei Trivium posseggono già Ember, ed è per questo che abbiamo creato le edizioni speciali con i demo e le rarità, ma il disco originale doveva rimanere esattamente quello.”

Non vi è nemmeno venuta la tentazione di ri-registrare il disco con la nuova formazione?

“Sì, ci abbiamo pensato un po’, ma abbiamo deciso di non cambiare il passato. Piuttosto, preferiremmo suonare un concerto con tutto Ember, per dimostrare come possiamo suonarlo adesso, ma a livello di disco, Ember è il nostro primo disco, uscito nel 2003, e sarebbe come “barare” se lo reincidessimo. Per farti un paragone con il mondo del cinema, io sono un grande fan di Guerre Stellari, e ho odiato quando sono uscite le versioni digitalizzate degli episodi IV, V e VI, perchè avevano aggiunto un sacco di cazzatine che ne snaturavano l’essenza. Sono film usciti fra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, ed è innaturale vedere certi effetti speciali aggiunti trent’anni dopo.”

E’ interessante quel che dici riguardo ad un eventuale concerto in cui suonereste tutto Ember To Inferno. Avete pensato ad un tour del genere?

“Abbiamo pensato anche a questo, ma sappiamo che molti dei nostri fan hanno gusti molto precisi riguardo le “epoche” dei Trivium: ci sono quelli che amano Ascendancy e odiano The Crusade, quelli che amano The Crusade e non sopportano In Waves… ognuno ha il suo disco preferito, e penso che quello che metta d’accordo tutti sia Ascendancy – quindi se mai dovessimo suonare un disco per intero, probabilmente sarebbe quello. O forse IN Waves o Shugun… Ember è un disco particolare, forse troppo “vecchia scuola” per i nuovi fan, rischieremmo di scontentare troppe persone.”

Questi show-anniversario sono molto di moda ultimamente – solo nell’ultimo mese ho visto i concerti dei Moonspell che hanno suonato interamente i primi due dischi, Max Cavalera con suo fratello Igor ha suonato tutto Roots per i vent’anni del disco, e gli Europe hanno fatto tutta The Final Countdown per i trent’anni. Secondo te qual è il momento giusto per uno show di anniversario?

“Il concerto degli Europe deve essere stato interessante! Trent’anni di Final Countdown… wow.
Comunque hai ragione, anche io ultimamente ho visto tanti concerti che celebravano qualche data importante. Mi sono goduto gli Emperor che festeggiavano i 20 anni di In the Nightside Eclipse, e siamo stati in tour con i Machine Head quando suonavano una larga fetta di Burn My Eyes, che compiva 20 anni. I Metallica hanno suonato per i trent’anni di Kill’Em All e poi per il Black Album, e sono sicuro che tutti attendano l’anniversario giusto per sentire anche tutti gli altri dischi… poi ok, loro sono i Metallica, fanno quel che vogliono e magari suoneranno tutto Justice senza bisogno di una scusa!
Penso che 10 anni sono troppo pochi, forse già 15… ma dai 20 in poi sicuramente un festeggiamento degno ci sta tutto. Ovviamente deve essere anche un disco che abbia avuto un certo successo e che piaccia ancora anche alla band, per questo dico che personalmente uno Shogun o I Waves per intero potrei farli!”

Sai che adesso i fan inizieranno a fare i conti per vedere quanti anni mancano per il raggiungimento dei vent’anni di questi dischi? (per la cronaca: son solo 12 anni per Shogun, e 15 per In Waves!) In ogni caso, sarete in tour in Europa nella Primavera 2017, con una data in Italia il 13 Marzo ai Magazzini Generali di Milano con SikTh and shvpes. Conosci queste band?

“Certo! Conosco i SikTh dal 2004, da quando durante un tour i Machine Head ci fecero sentire il loro disco perchè ne erano mega-fan. Mi spiaceva non essere mai riuscito a lavorare con loro, li avevo anche contattati per il progetto Roadrunner United, ma ormai erano sulla via dello scioglimento. Adesso che sono tornati, abbiamo cercato attivamente di organizzare un tour, e finalmente ce l’abbiamo fatta. Sono musicisti incredibili, molto tecnici, capaci di mischiare generi diversi di musica. Per quel che riguarda gli Shvpes, conosco Griffin (Dickinson, figlio di Bruce… -NdR) da anni e lo reputo un ottimo cantante, alla pari di suo fratello Austin (cantante di Rise To Remain e As Lions -NdR) e molto diverso dallo stile di suo padre. I fratelli Dickinson sono miei ottimi amici, e sono contento di questo nuovo gruppo di Griffin – sarà sicuramente un tour in cui mi divertirò molto, e questo spero si traduca anche in ottima energia trasmessa dal palco verso il pubblico.”

Tornando al disco, l’edizione deluxe di Ember To Inferno, intitolata “Ab Initio”, contiene 13 demo. C’è ancora materiale inedito dell’epoca, dopo questa pubblicazione? Alcuni vostri fan di Trivium Italia vorrebbero sapere se in futuro dovranno continuare a cercare materiale rarissimo…

“La maggior parte dei cd in mio possesso contengono moltissime versioni diverse delle stesse canzoni dei demo, e penso di aver scelto le migliori e più interessanti, sarebbe poco utile un giorno far sentire versioni con una nota diversa o un accordo più basso. Detto questo, sì, c’è una piccola quantità di canzoni che avevamo registrato come prova, ma che non erano molto buone e che registrammo in presa diretta, quindi il suono è orribile e le canzoni non sono un granchè, sono veramente idee abbozzate che non abbiamo mai registrato seriamente. Quindi penso che nessuno mai al mondo le ascolterà…”

Beh, questo almeno lascerà un alone di mistero sul vostro passato – fino ad oggi alcuni dei brani contenuti nei demo erano ancora molto rari e ricercati dai fan, mentre adesso saranno disponibili con questa nuova edizione, e la “caccia alla rarità” è finita… almeno per quei brani.

“Eheh, capisco quel che dici, ma i brani rimasti inediti rimarranno inediti. Penso che solo una manciata di persone con cui andavamo a scuola all’epoca potrebbe avere quei cd masterizzati, li distribuivamo a scuola per farci conoscere, ma penso che se fino ad ora nessuno li ha messi su Ebay, allora semplicemente saranno finiti nella spazzatura insieme ad altri cd-r, e le uniche copie sono quelle in mio possesso!”

Un’ultima domanda: all’epoca di Ember era difficile per voi fare interviste?

“Sì, penso che all’epoca ne abbiamo fatte tipo due, per parlare del disco! E’ interessante quindi poter parlare oggi di Ember To Inferno, sviscerare qualche canzone, raccontare qualche retroscena… è anche questo in segno che, in questi 13 anni, siamo cresciuti come band e come fama: ora qualcuno che ci vuole intervistare c’è sempre!”

Qui finisce l’intervista – per i fan, linkiamo qui di seguito l’intervista a Matt e Corey del 2013, in cui Soundsblog li portò in un altro viaggio nel tempo, mostrando loro foto antichissime scattate in Italia…
Per tutti, l’appuntamento per i commenti all’intervista è sulla pagina Facebook di MusicaMetal/Soundsblog!