David Bowie: la morte del cantante e il 'sussurrato addio' (con Blackstar e l'e-mail a Brian Eno)

David Bowie è morto. Blackstar è il suo ultimo album. E, oggi, in molti lo leggono sotto una luce diversa.

E' sempre delicato, a pochissimo tempo di distanza da una notizia inaspettata -come quella della morte di David Bowie, in questo caso- cercare una sorta di spiegazione, di traccia, di indizi a cui afferrarsi per dare un senso e raffigurare qualcosa che prima si era ignorato. In queste ore, l'attenzione mediatica è prepotentemente virata in direzione dell'ultimo lavoro del cantante britannico, Blackstar.

E' uscito l'8 gennaio 2016, pochissimi giorni fa. Un giorno non a caso: era il compleanno di David Bowie. E quale modo migliore se non festeggiarlo con un disco di inediti tanto atteso? Ma pochi giorni dopo, dalla "festa" per il compleanno del cantautore, si è arrivata al piangere l'artista per la sua morte. Tutto in pochi giorni, uno scenario cambiato. Un nuovo album che diventa l'ultimo. Canzoni inedite che diventano, secondo alcune interpretazioni postume, molto più di semplici pezzi ma brani dai molteplici significati.

Il sito Ultimate Classic Rock prova anche a evidenziarne qualcuno. Si parte dall'ultimo singolo, Lazarus, presente in Blackstar. La canzone si apre con "Look up here, I'm in heaven". Guarda qui, sono in Paradiso. E il video ufficiale, rilasciato pochi giorni prima della morte di Bowie, lo vede confinato in un letto d'ospedale, i suoi occhi oscurati da bende. Successivamente, forse come simbolo degli sforzi per portare a termine Blackstar, si vede Bowie lavorare freneticamente alla scrivania. Lo stesso titolo della canzone -Lazzaro- è un chiaro riferimento al personaggio biblico risorto e Bowie allude chiaramente ai passaggi della vita.

david-bowie.png

Tony Visconti, produttore di lunga data di Bowie, ha confermato che era a conoscenza del triste destino di Bowie mentre erano a lavoro insieme sull'ultimo disco.

"Ha fatto Blackstar per noi, il suo regalo d'addio. Sapevo da un anno che questo sarebbe stato il modo. Non ero tuttavia preparato a questo"

Tornando a Blackstar, nel video ufficiale del pezzo c'è anche la scena molto lugubre di una sepoltura (“Something happened on the day he dies / Spirit rose a meter and stepped aside"). Nella traccia "Dollar Days", le parole si fanno ancora più terribilmente esplicite:

"I’m dying to. I’m trying to"

Nel brano "I Can’t Give Everything Away", sembra facile leggere una comprensibile lotta contro la sua diagnosi ("I know something is very wrong / The pulse returns the prodigal sons / The blackout hearts, the flowered news, with skull designs upon my shoes").

Brian Eno, compositore e produttore discografico britannico con cui ha collaborato tantissimo David Bowie, ha rivelato di aver ricevuto una e-mail di addio proprio dal collega:

"Ho ricevuto una sua e-mail sette giorni fa. E' stato divertente come sempre, e anche surreale, tra giochi di parole e allusioni e tutte le solite cose che abbiamo sempre fatto. Si è conclusa con questa frase: "Grazie per i nostri bei tempi, Brian. Non si decomporranno mai". Si è firmato come 'Dawn' (alba). Adesso ho capito che mi stava dicendo addio"

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