Recensione – “Liberi da sempre” – Sonohra

I Sonohra hanno scelto il modo migliore per presentarsi nel mercato italiano. Il rock pop dei loro brani, rivolti al pubblico giovanile, dimostrando di essere tanto ovvi quanto incisivi allo stesso tempo.Le piacevoli chitarre elettriche ed acustiche che caratterizzano l’album (anche un po’ troppe, in effetti) sono a presa rapida, conquistano nella loro commerciale basilarità.

di aleali

I Sonohra hanno scelto il modo migliore per presentarsi nel mercato italiano. Il rock pop dei loro brani, rivolti al pubblico giovanile, dimostrando di essere tanto ovvi quanto incisivi allo stesso tempo.

Le piacevoli chitarre elettriche ed acustiche che caratterizzano l’album (anche un po’ troppe, in effetti) sono a presa rapida, conquistano nella loro commerciale basilarità. I colori dei brani sono pochi, così alcune tracce diventano monotone e meno apprezzabili.

La versatilità radiofonica di alcuni pezzi invece è assolutamente percepibile, come in “Love show” e il singolo vincitore a Sanremo “L’amore”, i pezzi migliori dell’album. Nota di demerito per “English dance”, senza dubbio il brano peggiore. Per essere un primo lavoro discografico, “Liberi da sempre” ha degli ottimi punti di forza, anche se non ha alcun flusso di apprezzabile creatività.

A seguire, la pagella dei brani, con voti singoli alle tracce.

Liberi da Sempre – Sonohra – (Sony Bmg)

Cinque mila mini mani – 6
English Dance – 5
I believe – 7
Io e te – 6
L’amore – 8
L’immagine – 6
Liberi da sempre – 6
Love show – 8
Salvami – 6
So la donna che sei – 7
Sono io – 6