Sanremo 2015, Giovanni Caccamo a Blogo: “L’Ariston? Datemi un pianoforte e suono pure a casa vostra!”

Sanremo 2015: Giovanni Caccamo si racconta a Blogo alla vigilia del Festival.

di grazias

Il prossimo 10 febbraio inizierà ufficialmente la sessantacinquesima edizione del Festival di Sanremo. Tra i Giovani in gara c’è anche Giovanni Caccamo che porterà il brano Ritornerò da te. Il nostro ha in cantiere un disco, Qui per te, in uscita il prossimo 12 febbraio che vanta un duetto con Franco Battiato, ovvero colui che l’ha scoperto in tempi non sospetti portandoselo addirittura in tour e che ora commenta la sua partecipazione al Festival con due sole parole: Era ora! Nel frattempo l’album di Caccamo è prodotto da Daniele Luppi che in cv ha collaborazioni con grandissimi nomi della musica internazionale, tra cui Norah Jones e John Legend. Sono una briciola rispetto a tutto ciò, racconta emozionato Giovanni, ma sono felicissimo!

Ciao Giovanni, ormai manca pochissimo a Sanremo…

Che figata! Quel palco ha qualcosa di magico e allo stesso tempo inquietante. Ma inquietante in senso positivo, naturalmente…

Eppure sei abituato a calcare palchi prestigiosi. Hai aperto i concerti di Franco Battiato, per esempio…

Anche lì non è che fossi tranquillissimo, te lo posso assicurare! Mi ha salvato l’inconsapevolezza. Spero di riuscire a portarmela dietro anche in questa nuova avventura!

Ma restando su Battiato: è vero che l’hai conosciuto in spiaggia?

Più che conosciuto casualmente, l’ho proprio stalkerato! Aveva affittato una casa a Donnalucata, a pochi km da dove abito, io mi sono nascosto dietro un cespuglio e appena è uscito gli ho lasciato il mio cd. Lui mi ha guardato malissimo e ho pensato “Vabbè, non lo ascolterà mai!”. E invece nel pomeriggio mi sono trovato cinque chiamate anonime e un messaggio in segreteria: era proprio lui!

Quindi Battiato ti ha chiamato e tu non gli hai risposto?

Eh, ero al mare…non avevo sott’occhio il cellulare…che dovevo fare??

Dai, ti è andata benissimo lo stesso, direi. Ma temo che in tutto ciò ci stia sfuggendo una “notizia”. Puoi dire di aver visto Battiato in spiaggia? Che ne so, magari intento a prendere il sole? No perché a questo punto vogliamo sapere che costume aveva…

Non ha un vero e proprio costume, porta una specie di maglia fatta di un tessuto simile a quello di una muta. Non conosco il termine specifico ma spero di aver reso l’idea…

Bene, ho saputo ciò che più premeva su Battiato. Ora voglio conoscere meglio te e la tua musica. Ti ricordi quando hai pensato per la prima volta: “Io voglio fare il cantante?”

Ci ho pensato molte volte praticamente da sempre, ma un po’ come se fosse un gioco. È diventata una vera e propria vocazione quando ho cominciato a scrivere. È successo dopo un innamoramento. Mi sono messo ad ascoltare i grandi del cantautorato italiano da Fabrizio De André a Ivano Fossati. Leggendo i loro testi mi si è aperto davvero un mondo nuovo. Lì ho capito che la cosa che avrei voluto fare era proprio scrivere e cantare brani miei.

Ma quindi mi stai dicendo che per scrivere belle canzoni bisogna soffrire per amore? Mi hai parlato di un innamoramento come molla della tua vena artistica. E se dopo questo innamoramento ti sei dedicato all’ascolto di Fossati e De Anrdè, desumo che quella storia non fosse andata a finire proprio bene…

Ma no! Intendevo che mi sono innamorato delle canzoni di De André e Fossati, non parlavo di una storia d’amore! Anzi, da quel punto di vista è un vero e proprio disastro. Già che ci sono quasi quasi farei un appello…

Guarda, questo te lo sconsiglio. Ti ho visto nel video di Ritornerò da te ed è un attimo che ti ritrovi casa presa d’assedio da corteggiatrici varie ed eventuali. Ma già che ti ho citato Ritornerò da te…qual è il messaggio che vuoi mandare con questo brano?

Qualcuno potrebbe pensare che Ritornerò da te parli d’amore. In realtà non è così: di amore, come di malinconia e di ricerca della propria identità, parlerò nel disco non perché io sia innamorato ma perché lo sto cercando, l’amore. La canzone di Sanremo, invece, è nata di recente: ero appena tornato da un incontro positivo con Caterina Caselli ed ero molto gasato, felice, euforico. Avevamo parlato dell’essere consapevoli. Da quello spunto mi sono seduto al piano e ho scritto Ritornerò da te. Questa canzone per me è un antidoto per sconfiggere l’alienazione di cui siamo succubi, corriamo sempre a destra e sinistra e secondo me si è per il rapporto che ognuno dovrebbe avere con se stesso. È un po’ come se il titolo fosse Ritornerò da “me”. Siamo protagonisti di questa figata che è la vita e dovremmo ricordarcelo ogni giorno!

Ma a proposito di cose molto fighe: è vero che hai fatto un tour “a domicilio”?

Sì, e poi ci ho fatto anche un video parodia su Youtube. Ma praticamente la versione originale del tour, organizzato a livello europeo, funzionava così: chiunque avesse un pianoforte in casa poteva candidare il proprio salotto come location del tour. L’idea che ho messo su Youtube, invece, partiva dalla diffidenza che la gente ha nei confronti del prossimo. Ho voluto sfatare questa diffidenza andando a citofonare porta a porta chiedendo a chi mi rispondeva se avesse un pianoforte da farmi suonare…

E com’è andato questo tuo primo tour europeo? Ti ha mai “ospitato” qualcuno di particolarmente bizzarro?

In realtà no. Bene o male è stato tutto molto piacevole proprio come me l’aspettavo. Mi è piaciuta molto soprattutto la dimensione intima che si creava con le persone che mi ascoltavano. Il palco per quanto ti esponga ti protegge perché stai lontano dal pubblico. Così invece hai 50 persone a un metro di distanza. Ogni due pezzi mi fermavo a chiacchierare con loro. È uno scambio di storie e di esperienze. Per una persona che scrive questa è una risorsa perché la musica per me è uno scambio a tutti gli effetti: il pubblico ha la stessa importanza dell’artista.

E il pubblico, tra l’altro, ha spesso un potere enorme: quello del televoto. Hai mai considerato l’ipotesi di partecipare ad un talent?

Non solo l’ho considerata, ci ho proprio provato! Ho fatto i provini per X Factor un bel po’ di anni fa ma non mi hanno preso. Oggi penso che sia stato meglio così. Non per snobismo ma perché davvero non era quello il mio momento. Pensa che ai tempi ancora non scrivevo. Alla fine, ci sono state tutta una serie di evoluzioni positive sorte da quel no. Non mi posso proprio lamentare!

A proposito di X Factor, il vincitore dell’ultima edizione del talent, Lorenzo Fragola, parteciperà fra i Big. Tu al suo posto ti saresti sentito “pronto” per un palco prestigioso come quello dell’Ariston?

Mah, non lo so. Io con i miei passi da lumaca mi sento abbastanza sicuro. Però capisco anche la sua scelta: nel momento in cui c’è questa possibilità e a fronte del fatto che sei già riuscito ad ottenere un disco di platino che fai? Rifiuti? Quindi ha fatto bene, è giusto che cavalchi l’onda.

Ah, e parlando di lenti (ma inesorabili) “passi da lumaca”, tu quest’anno hai già messo una zampina nella categoria Big. C’è anche la tua firma sul pezzo di Malika Ayane…”Soffri” quando dai una tua canzone a qualcun altro?

Grazie ad una connessione di Caterina Caselli, ho curato le musiche di Adesso e Qui (Nostalgico Presente) che Malika Ayane porterà a Sanremo. Non sono per niente geloso dei miei pezzi, se l’artista che lo interpreta è contento, anche se il brano in questione dovesse essere molto significativa per me, glielo affido molto più che volentieri. Alla fine rimangono miei, non è mica un furto! Anzi, posso dire che sentire la mia canzone cantata da Malika durante le prove mi ha emozionato più di quando le prove le ho dovute fare io!

Quindi è superfluo chiederti chi tifi nella categoria Big…

Naturalmente Malika. Ma mi piace molto anche Nina Zilli.

E tra i Giovani, se tu non fossi in gara, chi vedresti bene come vincitore?

Ho apprezzato molto il brano di Amara.

E se invece teniamo conto anche di Giovanni Caccamo, chi vincerà?

Beh, ovviamente Giovanni Caccamo!

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