Noyz Narcos a Blogo: “Prima di Monster Reloaded non avevo mai fatto remix, perché mi affeziono alle canzoni”

Il rapper romano ci parla della nuova edizione di Monster, del nuovo tour (che parte con un soldout), di featuring e musica da viaggio.

E’ uscito settimana scorsa Monster Reloaded, ri-edizione del disco uscito nel 2013 e che ha portato Noyz Narcos verso nuove vette di successo, sia di critica che di pubblico. Il quarto lavoro del rapper romano viene ora proposto con due brani inediti, due remix ed un dvd che raccoglie tutti i video, e al contempo parte un nuovo tour. Abbiamo raggiunto telefonicamente Noyz proprio durante una spostamento da concerto a concerto, fresco del soldout della prima tappa a Legnano.

Cosa rappresenta per te Monster Reloaded? La possibilità di rimettere mano ad un tuo lavoro, una occasione promozionale, qualcosa per rilanciare un album già di successo…
“La ri-edizione è un’operazione che in Italia viene fatta ultimamente, quando la prima stampa di un disco viene esaurita e c’è l’esigenza di stamparne nuove copie, si opta per stamparle con qualcosa in più, nuove canzoni, nuovo packaging, si dà nuovo valore all’oggetto, e per me è una soddisfazione perché vuol dire che sono state vendute tutte le copie di Monster, e la gente ne vuole ancora. E’ un modo per prolungare la vita di un disco, facendogli toccare nuovi punti con nuovi contenuti. Al di fuori dell’Italia è una pratica già affermata da anni, ora abbiamo iniziato anche qui ad andare nella giusta direzione del piano promozionale di un disco.”

Sei di solito precisissimo nella selezione della posizione delle tracce su un disco, cercando di seguire un certo flow brano per brano, è stato difficile per te inserire i due brani nuovi all’interno di Monster?
“I due pezzi sono messi alla fine del cd, sono gli ultimi due, e sono continuativi rispetto a tutto il resto, seguono la linea tematica delle canzoni che già c’erano, quindi non è stato qualcosa di difficile. C’è anche chi dice che il singolo nuovo suona in maniera diversa dal mio solito, ma a me sembra in linea con il resto, perlomeno con il concept di Monster.”

La produzione di Big Joe cambia molto il carattere di “Via Con Me”, rendendola più aggressiva rispetto all’originale… L’avresti piazzata in un altro punto del disco, in questa sua nuova natura?
“Ho lasciato carta bianca sia a Big Joe che Salmo, avendo stima totale di loro, volevo che interpretassero le canzoni a loro modo, e sono stato molto soddisfatto fin dal primo ascolto di entrambe le produzioni. Via Con Me prima aveva una base un po’ più “tappetosa”, un po’ più triste, mentre adesso è più incisiva, ha preso una bella piega: è difficile fare il remix di una canzone che è andato molto bene, io fino ad ora non ne avevo mai fatti perché mi ci affeziono alle canzoni, mi sembrava strano rimetterci mano, temevo di snaturarle, ma in questi casi direi che gli hanno dato un bel tocco.”

Una cosa che ho trovato molto interessante è il remix di Salmo, tutto suonato con strumenti veri. Ti sei fatto trascinare dalla sua passione per sonorità quasi metal e suonate con chitarra e batteria vere?
“In realtà quella cosa me l’ha messa in testa lui, una volta che andai a casa sua appena si era trasferito a Milano, prima ancora che tutta la Machete andasse a vivere insieme. In quella casa avevano montato una saletta sempre pronta per suonare, e per diletto mi han fatto sentire che suonavano con gli strumenti sopra una canzone. Mi han detto che sarebbe stata una figata incidere così, e quando adesso dovevo fare dei remix, ho chiamato subito Salmo per fargli fare questa cosa, perché mi era piaciuta l’idea.”

L’amicizia con Salmo direi che sia cosa consolidata, ma ti ricordi quali furono le tue sensazioni quando entrasti in contatto per la prima volta con la sua musica, così vicina a quella che proponevi tu come tematiche e immaginario?
“Sono MOLTO amico con Salmo, e l’ho apprezzato subito dall’inizio, l’ho visto molto genuino, molto originale in quel che proponeva, anche se la commistione dubstep / drum’n’bass con il rap non sempre mi fa impazzire. Ma lui ha accostato tutto in maniera così giusta, era quel che doveva succedere in quel periodo storico, poi mi piacevano i testi, scrive molto bene e si vede che ha sempre molta cura nella musica. Salmo è uno dei pochi musicisti che fanno rap, che ne capisce di come si crea una canzone originale. Non senti mai nei suoi pezzi la base con la strofa da 8, il ritornello, la strofa da 16 e il ritornello, ancora la strofa… c’è sempre qualche bridge, qualche cambio, è molto bravo nel produrre. Mi piace lavorare con lui, perché è un’occasione per mettersi in gioco e raggiungere canali su cui a volte viaggi ma che non sono esattamente i tuoi – io e lui facciamo musica simile per alcuni versi, ma abbiamo una fanbase un po’ diversa…”

Interessante quel che dici riguardo al mettersi in gioco su altri canali – in questo 2014 mi pare che tu abbia fatto più featuring che mai, da Rocco Hunt e Ensi fino ad arrivare al Machete Mixtape 3
“Guarda, una cosa che ti posso garantire è che tutti i featuring che ho fatto, fin da quando ho iniziato a fare rap, li ho fatti in primis perché avevo stima nell’artista, perché c’era stata l’occasione di conoscerli da prima e scoprire che mi piacevano. Ci sono featuring di artisti che non si sono nemmeno mai incontrati, ma questa è una cosa che proprio non mi appartiene… Se capita che ci incontriamo per la prima volta ad una serata, a me piace quel che fai, a te piace quello che faccio, ci divertiamo un po’, il pezzo scatta quasi in automatico.”

Quelle rime per featuring ti nascono così, senza pensarci troppo, o ti portano via tempo dai tuoi progetti personali?
“No, no, che scherzi? Mi portano via del tempo sì, da dopo Monster con tutti i featuring che ho fatto ci avrei tirato fuori un altro disco – tra l’altro son tutte belle strofe, niente di buttato lì! Devo dirti che da qualche tempo, quando scrivo da solo, trovo qualche difficoltà in più che non quando devo scrivere per un featuring. Confrontarmi con un altro artista mi stimola molto – quando ho iniziato a fare rap con il mio crew era sempre un confronto, con i TruceBoys erano sempre 4 rapper che cercavano di fare meglio dell’altro, c’era sempre uno stimolo in più. Quando devi scrivere una canzone tutta tua, totalmente da solo, dove sei l’unico responsabile del tutto, è difficile trovare delle direzioni in cui muoverti, sei troppo libero a volte… Per tornare ai featuring, e lo sanno anche tutti i miei colleghi, è sempre un brutto momento quando ricevi una telefonata per un featuring e stai lavorando alla roba tua, devi togliere qualche strofa che avevi scritto per te per qualche canzone tua, a meno che tu non sia qualcuno che scrive tantissimo!”

Il tour di Monster Reloaded è partito da Legnano, in provincia di Milano. Come mai non Milano direttamente?
“Quando vengono organizzati i tour sentiamo tutte le opzioni che ci vengono offerte, e quello che ci interessa lo prendiamo. E’ un caso, se si parte da Legnano questa volta. Comunque è andata bene, abbiamo fatto sold out”

Che sensazione ti fa, da romano, salire a Milano ed essere accolto con estremo calore, come ho visto in tutte le tue date recenti, dal concerto in apertura al Wu Tang Clan per arrivare a tutte le ospitate fatte ai concerto di Salmo o agli Hip Hop All Stars vari?
“Per me le rivalità Roma-Milano erano cose più legate al calcio, ma pure quelle ormai mi sembrano una cosa superata, fà tanto anni Novanta. Anche quando viene gente di Milano a suonare a Roma, c’è sempre una grossa risposta, e per me già le prime volte che suonavo a Milano, nel 2006, trovavo alle serate rapper di vari posti, calabresi, napoletani: se un rapper convinceva era applaudito, e basta. Non ho mai sentito questa rivalità fra città.”

Un’ultima domanda, visto che stai viaggiando in macchina: state ascoltando musica? Se sì, cosa?
“Ci siamo sentiti un sacco di roba da quando siamo sentiti, io uso un programma chiamato iTube, tipo YouTube ma di canzoni, elencarti tutto quel che abbiamo sentito ora è un po’ lunga, perché tu lo fai partire, e da una parte un’altra… c’è Vasco Rossi, un sacco di rap, qualcosa di brutale tipo Iron Maiden, qualche classicone… dipende dalle fasi di guida, c’è il momento relax in cui ci siamo sentiti anche due pezzi reggae, ti dirò la verità!”

I Video di Blogo

Francesco Guccini e Mauro Pagani per l’album “Note di viaggio – Capitolo 2” (intervista)