Fiction su Rino Gaetano: successo di ascolti, insuccesso per i fan

Che sia chiaro, qua la televisione non si snobba. Oggi musica e tv sono due mondi assolutamente integrati e come tali verranno presi e scandagliati nelle parentesi sempre più numerose che li vedono mano per mano. Come avete potuto ben notare non abbiamo mai parlato, nè prima nè durante, della fiction su Rino Gaetano annunciata

di aleali

Che sia chiaro, qua la televisione non si snobba. Oggi musica e tv sono due mondi assolutamente integrati e come tali verranno presi e scandagliati nelle parentesi sempre più numerose che li vedono mano per mano. Come avete potuto ben notare non abbiamo mai parlato, nè prima nè durante, della fiction su Rino Gaetano annunciata alcuni mesi fa e trasmessa lo scorso 11 e 12 novembre in prima serata su Raiuno.

Grande successo di pubblico, due colpi secchi in due serate di grande valore (in termini di share) che dimostrano quanta affezione ci sia ancora per il cantautore crotonese trapiantato a Roma e scomparso nell’81, lasciando numerosissimi amanti e fan della sua musica così deliziosamente italiana, così deliziosamente moderna.

Ma c’è un ma. Per capire un po’ gli umori del pubblico degli “amici” di Rino Gaetano, ho spulciato un po’ il Myspace ufficiale dell’artista, andando a scoprire alcuni commenti critici che non posso non riportarvi:

Ho visto la fiction sulla Rai, sono davvero amareggiato. Che devo dire di più? No, non parlo mica degli attori. Non può certamente essere colpa loro. E’ un problema più profondo. Quella leggerezza, mi ha fatto sprofondare.

Ieri sera sono uscito e mi ci sono fatto anche due bicchieri su, ma ancora non mi passa il nervoso dopo aver visto al fiction su Rino Gaetano. Già l’operazione di per se era abbastanza inutile, nel senso che si trattava di mettere in fiction un’esistenza assolutamente normale. Poi il modo in cui è stata fatta (da fiction per famiglie appunto) mi ha dato veramente il voltastomaco. Dialoghi imbarazzanti, situazioni al limite del trash e avvenimenti totalmente inventati che se in una situazione normale sono utili allo scorrere della storia in questo caso non hanno fatto che aumentare la sofferenza e rendere la vicenda ancor più ridicola. Il gioco ha retto fino a quando si è trattato di mettere in fila una serie di aneddoti, poi la sceneggiatura (ma chiamarla così mi pare eccessivo) e crollata e si è accartocciata su se stessa perdendo il confronto anche con un posto al sole. La musica di Rino è stata lasciata in secondo piano tanto che nella seconda puntata si son sentite forse tre canzoni in tutto. L’unico a salvarsi è stato Santamaria. Ne parlo con tutta questa foga perchè Rino è il fratello che non ho mai avuto. La sua voce ha urlato nella mia stanza per non so quante giornate. E’ una delle poche cose per cui provo i brividi solo a pensarci. Lo sento vicino.

Purtroppo è stato tradito per l’ennesima volta!!!! era meglio lasciar perdere anziché fare un film che praticamente parla di un altra persona!!! Se qualcuno legge questo commento e vuole conoscere davvero Rino dimentichi la fiction e vada ad ascoltarsi i suoi dischi!! Se poi lo vuole conoscere un po di più legga qualche sua biografia, ma dimentichi la fiction!!!

Riassumendo un po’ tutto ciò che sono riuscito a leggere, c’è davvero solo più un apprezzamento per le doti attoriali di Claudio Santamaria. La percezione che si ha leggendo questi commenti è che sia stato costruito un prodotto che portava la firma (il nome) di una vita diversa da quella raccontata. L’imbonimento finzionale formato divano della biografica di un uomo che meritava più attenzione e fedeltà. Il rimando è sempre lo stesso: se lo volete conoscere davvero, ascoltate la sua musica. Mi piace pensare che la fiction abbia creato un buon pretesto per fare proprio questo.

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