Gemitaiz e MadMan – Non se ne parla: Testo e Video Ufficiale

Il nuovo singolo della coppia di rapper della Tanta Roba Label.

Non se ne parla è il nuovo singolo realizzato dal rapper romano Gemitaiz e dal rapper pugliese Madman che anticipa l’uscita del nuovo album che si intitolerà, molto probabilmente, Da un altro pianeta. Per i rapper, si tratta del secondo lavoro realizzato in coppia: nel 2012, infatti, Gemitaiz e MadMan hanno pubblicato l’ep intitolato Detto, fatto, riscuotendo un buon riscontro di vendite.

Questa volta, però, il loro nuovo lavoro discografico sarà pubblicato dalla Tanta Roba Label. MadMan, infatti, è l’ultimo rapper in ordine di tempo ad essere entrato a far parte della lista di artisti della Tanta Roba e quello con Gemitaiz sarà il suo primo album pubblicato con l’etichetta fondata da Guè Pequeno e Dj Harsh, dopo la pubblicazione del singolo Come ti fa Mad, avvenuta lo scorso ottobre.

Il disco, ovviamente, segna anche il ritorno di Gemitaiz che ultimamente è balzato agli onori della cronaca per questioni extra-musicali. Lo scorso gennaio, infatti, il rapper fu arrestato con l’accusa di detenzione di droga ai fini di spaccio. Gemitaiz, però, tramite un brevissimo messaggio pubblicato su Facebook lo scorso febbraio (“Libero”) ha annunciato ai suoi fans che la vicenda si è conclusa a suo favore. Gli ultimi lavori di Gemitaiz sono stati il primo album ufficiale da solista, L’unico compromesso, e la pubblicazione del mixtape Quello che vi consiglio Vol.4.

Tornando a Non se ne parla, in questo articolo troverete il testo della canzone e il video ufficiale:

Mi ricordo il mio amico diceva manda l’alcool
ci penso sempre quando calco il palco
mi riducevo così male che la chiave di casa finiva che dovevo darla a un altro.
Adesso ho una banconota per ogni volta che a gennaio ho acceso una canna al parco
con il freddo sulla faccia sulle mani ma nel cuore c’avevo il fuoco di Giovanna D’Arco.
E ora sto qua con la gente mia
quella che dieci anni fa stava con me per strada e sui binari
Quella di cui dubitavi
coi problemi cubitali
andavamo dritti dove tu giravi.
Parole tagliate come le buste
difficile trovare quelle giuste
se la testa è la marmitta di un booster
e la mattina a letto fra ti svegliano le fruste.
Nel cuore c’ho le ruspe.
Provano a rimettermi in piedi ma ormai gli mancano le fondamenta
visto che ogni giorno qua gronda merda e la ruota della sorte frate non rallenta.
Ero meglio prima perché ero come te adesso
giro l’Italia con l’agenda dopo aver girato l’Europa con la tenda
quale promessa fatta speri non mantenga?
Culto o leggenda? Resto sulla vetta come un eremita quando sta con la base è incenerita
fino a quando in questo mondo si useranno delle verità
tu sentirai la mia voce che le grida.
Qualunque cifra non cambia chi sono
faccio a botte con i fantasmi e ci suono
per gli infami ho solo versi al tritolo
a chi mi ama chiedo perdono però frate’.

Tornare indietro non se ne parla
Vivo la vita solo per raccontarla
Chi pensa di conoscermi sbaglia
Perché essere me non puoi sapere com’è, no
Te, no, essere me non puoi sapere com’è, no
Te, no, essere me non puoi sapere com’è, no.
Tornare indietro non se ne parla
Perché essere me non puoi sapere com’è, no.

Se ricordo com’ero, ah?
No, a dire il vero.
Ma ricordo che scrivere un foglio per vivere il sogno era ciò che volevo.
Ora per qualche zero pensi che sia meno sincero?
Che abbia fatto di meglio? Ne riparleremo dopo quando mi sveglio.
Sai che ora lo faccio per un salto di segno
il mio nome in alto come un vanto, un cimelio
salgo di un altro livello
cambio la mia vita per il rap in un banco di pegno.
Conto gli amici che ho perso ora che è tutto complesso, ora che sul palco ho un impegno
mi scoppia la testa ma io manco mi ingegno
faccio la tempesta con un lampo di genio.
Tutto il resto è stress, è stare sempre a galla nella kermesse
e hai gli occhi tipo a feritoia per l’insonnia per la paranoia di passare il test
ma anche se il futuro non mi appare saldo
so che per adesso mi sto accarezzando
e io non mi guardo indietro meglio un’ora in alto di crepare e non fare il salto
fuggo da mille domande metto il turbo
loro picchiamo alle gambe ma io reggo l’urto
il passato è distante, dietro è buio, costruito con il sangue, Pietroburgo.
Ora perdo il conto dei drammi con quello dei grammi che ho zoomato tipo metro cubo
per gli infami ho solamente fauci da lupo
se mi ami, bacio e saluto. Chiudo.

Tornare indietro non se ne parla
Vivo la vita solo per raccontarla
Chi pensa di conoscermi sbaglia
Perché essere me non puoi sapere com’è, no
Te, no, essere me non puoi sapere com’è, no
Te, no, essere me non puoi sapere com’è, no.
Tornare indietro non se ne parla
Perché essere me non puoi sapere com’è, no.

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