Videoclip Story: Soundgarden – Black Hole Sun

Uno dei capisaldi nella realizzazione di videoclip, soprattutto negli anni recenti, è un uso massiccio degli effetti speciali. Ogni videomaker però sa anche che non bisogna assolutemente esagere con essi ed, in particolare, che bisogna farne un uso per così dire “giustificato”, ovvero non usare l’effetto speciale solo perché è “cool”. Dal mio punto di

di morgan

Uno dei capisaldi nella realizzazione di videoclip, soprattutto negli anni recenti, è un uso massiccio degli effetti speciali. Ogni videomaker però sa anche che non bisogna assolutemente esagere con essi ed, in particolare, che bisogna farne un uso per così dire “giustificato”, ovvero non usare l’effetto speciale solo perché è “cool”.

Dal mio punto di vista “Black Hole Sun” (1994) dei Soundgarden mostra come un effetto speciale, in questo caso il morphing, possa essere al servizio della musica. I dettagli anatomici dei protagonisti vengono totalmente sfigurati, grazie proprio al morphing, in corrispondenza dei suoni prolungati, regolari e ricchi di frequenze acute. Tutto ciò contribuisce a drammatizzare fortemente l’ascolto e la visione di un video che ha come tema centrale l’ormai imminente apocalisse che sta per colpire una cittadina americana. I suoi abitanti sono persone di ceto medio di cui una parte sembra non curarsi dell’imminente disastro, mentre l’altra si affida alla fede o a pseudo-religioni per cercare la redenzione. Appare chiara dal clip la critica alla borghesia statiunitense.

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