Dj Tayone a Soundsblog: ‘Sono fiero di suonare con i “miei rapper”!’

Il dj salernitano si sta godendo il successo di Gunboy, e si prepara al tour con Clementino.

La carriera di Tayone, classe 1979, inizia nel lontano 1992, quando da Salerno si avvicinò al mondo della musica hip-hop e scoprì l’arte dello scratch insieme a Giorgio Prezioso. In questi 21 anni di carriera come dj ha fatto di tutto e lavorato con tutti, nella scena italiana e internazionale: dalla Alien Army, prima e storica turntablist crew italiana, a Marracash, Clementino, Roy Paci, Samuele Bersani, alle apparizioni come dj a MTV Spit.
Di recente, il ‘gran colpo’: la possibilità di associare una sua canzone, Gunboy, all’immagine di un videogioco di gran successo, Payday 2. Il videoclip viene diretto da un regista molto affermato, e nel giro di pochi giorni diventa virale, girando tantissimo anche in America (basta vedere i commenti “internazionali” su YouTube): merito sia di un video molto ‘pulp’, che di un brano decisamente orecchiabile, imperniato su un motivo immortale come quello di “Trinity”, composto da Franco Micalizzi per ‘Lo chiamavano Trinità’.
Partiamo proprio da questo punto, per fare il punto della situazione con Tay e scoprire cosa gli riserva il futuro…

Come è arrivata la chiamata per Gunboy e per la promozione di Payday 2?
“Non è arrivata una chiamata all’improvviso, anzi la storia è un po’ più lunga. Da qualche anno ho un contatto nell’industria dei videogiochi, e che ogni tanto mi manda qualosa da giocare – ammetto di non essere un grande giocatore, ma quando ho tempo mi piace giocare a PES, ad esempio. Recentemente mi hanno mandato Payday 2, e proprio in quei giorni avevo finito di incidere Gunboy, che altro non sarebbe che una sorta di remix del tema di Lo Chiamavano Trinità, composto in originale da Franco Micalizzi e usato recentemente anche nel film Django Unchained di Tarantino.
Mentre giocavo al videogioco, che parla di rapine, mi è venuto da fischiettare il tema di Gunboy, perchè tematicamente le due cose erano legate: Trinità era un fuorilegge (anche se buono) e rapinava banche, così come i protagonisti di Payday. Anche la maschera americana del protagonista del gioco richiamava al mito americano de cowboy, e c’era tutta una serie di suggestioni che mi hanno portato ad associare musica e gioco. Quindi ho mandato un messaggio al mio contatto, e dopo parecchi scambi di idee (ormai la colonna sonora ovviamente era già completata), sono entrato in contatto addirittura con Demian Lichtenstein, già produttore di video per Cypress Hill, Sting ed Eric Clapton: lui si sta occupando della web-serie legata a Payday, ed un giorno dovrebbe dirigerne il film, quindi si è interessato alla cosa e ha girato il mega-videoclip che ora sta spopolando su YouTube.”

Quindi sei tu ad esserti proposto: un atteggiamento propositivo, in contrasto con chi pensa che sia stato un colpo di fortuna inaspettato?
“La fortuna bisogna un po’ crearsela, io ho proposto la cosa alle persone giuste – in questo caso, l’azienda che si era già occupata del video PES dei Club Dogo, quindi che aveva già contatti all’interno dell’industria del videogioco.”

Una cosa molto divertente è il ‘teaser’ del videoclip intitolato “Li chiamavano Trinità”, pubblicato qualche giorno prima dell’uscita del video e in cui si vedono gran personaggi della scena hip-hop che fischiettano il tema. Ti è bastato un colpo di telefono, per chiedere a Clementino, J.Ax, Gue Pequeno di farsi un video per te?
“Sono tutte persone con cui ho lavorato e amici, la cosa non sarebbe potuta essere più veloce ed informale. Ad esempio, Clementino l’ho ripreso io stesso sui tetti di Bologna, dove ci trovavamo per le prove del tour imminente, che partirà a Dicembre. Con tutti gli altri è stato un breve giro di wazzap, ad esempio Albertino non ha nemmeno risposto, mi ha direttamente inviato il video!”

Dà una bella idea di ‘scena’, una parola che viene spesso usata ma che non sempre si concretizza in qualcosa…
“La spontaneità del video mi ha molto divertito, ed è stata sicuramente funzionale per creare attesa su Gunboy. Dai commenti su YouTube sembra essere stata molto apprezzata!”

Gunboy è accreditata come “Dj tayone featuring Pat Cosmo”, insomma sei tu sotto i riflettori e ad aver collaborato con Pat. Ti dà fastidio quando, per definirti, ti dicono che sei “il dj di”, ovvero il di Marracash per “king of spit”, il dj di Clementino, il dj di Spit… insomma, ti senti “di” qualcuno?
“Funziona sempre così, è un modo di dire che si usa per descrivere l’unione fra un rapper e un dj, ma io a mia volta potrei dire che un certo brano è “mio”, e che loro sono “i miei rapper”! Al di là di tutto, sono anche fiero e contento se qualcuno mi definisce così, creando un legame fra artisti che diventano complementari.”

Che differenza c’è fra il lavorare con musicisti hip-hop (d’ora in poi li chiameremo ‘i tuoi rapper”!), e con gente come Samuele Bersani e Roy Paci, che decisamente suonano lontano da quei canoni?
“Per me è tutta musica, quindi non ho problemi a lavorare con qualcuno che suona rock piuttosto che hip-hop. Sia con Roy che con Samuele siamo molto amici, lavorare con loro è un piacere – con Clementino e Marracash magari sono più legato, più che altro perchè facciamo insieme una marea di live, e quindi si crea un contatto umano permanente. Detto questo, Samuele abita a Bologna e ci vediamo spesso – con Roy magari un po’ meno, ma rimane comunque un legame solido, anche perchè gli ho fatto diverse produzioni ed è sempre un piacere.
Chiaramente forse mi trovo più a mio agio in campo elettronico piuttosto che con brani troppo suonati o troppo leggeri, ma è comunque un modo per mettermi alla prova e studiare nuovi sbocchi per la musica.”

A proposito di contesti diversi in cui proporre la tua musica, sei anche stato uno dei due dj di MTV Spit: come si conciliano i tempi televisivi, in cui sicuramente c’erano pause, con i tempi di una freestyle battle o di un concerto in generale? C’è il rischio di annoiarsi, dietro alla consolle in tv?
“Parlando onestamente, a Spit non facevo grandi cose: mettevo semplicemente le basi, e dovevo stare attento solo nei cut, per evitare di incasinare il ritmo a chi stava facendo freestyle. Chiaramente i tempi televisivi sono molto dilatati, devi un po’ abituarti a continue pause… da una parte Spit ti dà molta visibilità, è una vetrina per mettere in mostra quelle che fai, ma bisogna un po’ adattarsi ed essere consapevoli che non puoi arrivare, suonare quel che ti pare e andartene.”

Per quello esistono i concerti, e appunto a breve sarai con Clementino nel Mea Culpa Tour…
“A Dicembre ci sarà quella che definiamo una ‘anteprima’ del tour, il 3 Dicembre a Milano e il 5 a Roma, poi il tour effettivo partirà il 23 Febbraio 2014 e ci terrà impegnati per un bel po’ di tempo.

E dopo il tour?
“I progetti sono sempre tanti, sto preparando un nuovo album, che potrei anticipare con un EP – non ho ancora ben chiaro come metterò in giro le nuove canzoni, ma ci sto già lavorando sopra parecchio.”