Jay-Z, Magna Carta… Holy Grail: recensione del web e dei lettori

Ecco le prime recensioni della critica al nuovo album di Jay-Z, Magna Carta… Holy Grail

A distanza di settimane prima dell’uscita del suo album Magna Carta… Holy Grail, Jay-Z ha saputo monopolizzare l’attenzione mediatica grazie anche all’accordo con la Samsung (e alle successive polemiche). Numerose e appetitose anche le collaborazioni, che spaziano da Rick Ross, Nas, Justin Timberlake fino alla moglie Beyonce Knowles e all’amico Frank Ocean

Ma come ha reagito la critica al disco? Ha promosso le canzoni inserite oppure ha bocciato il nuovo lavoro del rapper americano? Scopriamolo insieme, leggendo le principali recensioni estere.

Usa Today: L’ampiezza del soggetto in materia – che tocca anche la famiglia, la lealtà, la spiritualità e la fama – si sposa con la sua acutezza dei testi. La prospettiva è quella di una persona che ha ottenuto molto, ma che non ha perso di vista ciò che lo ha portato a questo punto

The New York Daily News: il fatto che Jay abbia permesso maggiore vulnerabilità nel bilanciare la sua continua arguzia unita al divertimento vuol dire che potrebbe essere sulla buona strada per diventare la sua risposta in questo genere

The Toronto Star: l’album è una sorta di “Jay-Z che fa Jay-Z” per la sua risonanza tematica con il lavoro precedente, l’album non vola alto come il suo “titolo immodesto”, i 16 pezzi generalmente offrono abbastanza grinta e spavalderia per muovere la testa annuendo

The New York Times: suona come una continuazione della sua collaborazione con Kanye West su Watch Teh Throne del 2011. L’album ha “alti e bassi”, con una particolare qualità ai pezzi che meditano sulla religione, superstizione e filantropia, ma ci sono anche “mix imbarazzanti di riflessi di Jay-Z e la sua determinazione fallita a schivarli

Spin: Questo non è Watch the Throne ricco di contributi da un uomo che ha ancora enorme talento. E’ la musica rap come transizione, con una miriade di stelle ospiti e nomi per convincerti che non lo è.

The Telegraph: Questo album suona come l’equivalente musicale di essere un autista nel regno di Jay-Z, con aria condizionata, una blindata limousine, mentre l’uomo si adagia al suo posto accanto a te, casualmente sottolineando scene della sua vecchia gloria.

The Indipendent: Jay-Z, essendo Jay-Z, passa la maggior parte del tempo ribadendo quanto ricco sia, quanto brillante sia, il fatto che è sposato con Beyoncé e come irritante che alcune persone non lo trovino altrettanto meraviglioso come lui stesso, invece, si vede

Los Angeles Times: “Magna Carta Santo Graal” è certamente brillante, pesante e, a volte uno stordimento dal punto di vista sonoro, Jay-Z può lanciare una metafora brillante come niente. Ma è anche un vero capolavoro a livello musicale e tematico

Exclaim:Jay-Z coopta e ridefinisce le tendenze attuali riaffermando la sua potenza culturale in corso