Italia Wave e l’irrequietezza dei venti anni

Arezzo Wave è stato per quasi venti anni un appuntamento imperdibile per gli amanti della musica indie italiana e non solo. Forse l’unico paragonabile ai grandi festival europei e internazionali di cui tanto abbiamo parlato anche su questo sito. Con l’aggiunta che Arezzo Wave è da sempre gratis o quasi (si paga infatti solo 10

Arezzo Wave è stato per quasi venti anni un appuntamento imperdibile per gli amanti della musica indie italiana e non solo. Forse l’unico paragonabile ai grandi festival europei e internazionali di cui tanto abbiamo parlato anche su questo sito. Con l’aggiunta che Arezzo Wave è da sempre gratis o quasi (si paga infatti solo 10 euro a serata se si entra dopo le 21).

Succede che Arezzo Wave diventa Italia Wave perché da Arezzo passa a Firenze. Città più grande, più possibilità e anche meno grane con la cittadinanza e alcune istituzioni aretine anche in relazione ad un servizio delle Iene montato quasi ad arte per infangare il festival (salvo rettifiche molto meno spettacolari del servizio stesso).

Bene siamo quasi pronti: la location sarà quella di Villa Montalvo nel comune di Campi Bisenzio. Pronti allora? Non proprio perché dopo qualche mese di preparativi Villa Montalvo non è più la sede adatta. Colpa dei parcheggi, dice il sindaco. Nuovo spostamento allora nella zona dell’Osmannoro , nel comune di Sesto Fiorentino. Zona da costruire ex novo dove per ora ci sono solamente verde e qualche stagno. Tutto questo a poco più di quattro mesi dal festival che parte il 17 luglio. Con gli sponsor da ricontattare, magari qualcuno che pure decide di andarsene per colpa dei continui cambiamenti.

Mi chiedo solo se in Spagna o in Germania chi si occupa di festival come Italia Wave si trova davanti tutti i problemi come qui o se anche questo è parte della particolarità tutta italiana.

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