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“Non riesco a smettere di leggerlo”: quale libro Kurt Cobain dei Nirvana completò ben 10 volte

C’era un libro che Kurt Cobain, frontman dei Nirvana, ha letto ben 10 volte: di quale si tratta e perché

5 Novembre 2026 19:35

Kurt Cobain non tirò fuori un manifesto punk, né un classico della controcultura americana. Quando la VJ Erica Ehm, durante un’intervista per MuchMusic, gli chiese quale fosse il suo libro preferito, il frontman dei Nirvana rispose senza esitazioni: Il profumo di Patrick Süskind, romanzo tedesco del 1985 diventato un caso editoriale in tutto il mondo. Disse di averlo letto «circa dieci volte». E aggiunse un’immagine rimasta addosso: non riusciva a smettere, come se quel libro fosse sempre nella sua tasca.

La confessione a MuchMusic: il romanzo che Kurt Cobain portava sempre con sé

L’intervista viene indicata da alcune fonti come del 1993, da altre come del 1994. La data non è certa, ma quel passaggio è rimasto tra i fan dei Nirvana perché mostra un Kurt Cobain diverso dalla solita etichetta di portavoce di una generazione.

Alla domanda sul suo libro preferito, citò Il profumo, in originale Das Parfum, pubblicato in Germania nel 1985 e poi tradotto in decine di lingue. Non si limitò a nominarlo: raccontò di averlo riletto molte volte, quasi con ostinazione, come qualcosa da cui non riusciva a separarsi. E non era certo un libro rassicurante. Il profumo è un romanzo cupo, fisico, attraversato da solitudine, repulsione e desiderio di controllo. Il fatto che fosse così presente nell’immaginario di Cobain racconta il suo interesse per storie estreme, abitate da figure ai margini e da ossessioni impossibili da addomesticare.

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Il Profumo di Patrick Suskind – Soundsblog.it

Il protagonista del romanzo, Jean-Baptiste Grenouille, nasce nella Parigi del Settecento con una contraddizione inquietante: non ha alcun odore, ma possiede un olfatto fuori dal comune. Vive isolato, incapace di costruire un rapporto normale con gli altri, e trasforma il suo talento in un’ossessione feroce: creare un profumo capace di suscitare amore e venerazione.

Non possiamo sapere con certezza che cosa Cobain riconoscesse in quella storia, perché non ne lasciò una spiegazione ampia. Ma il fascino del libro, per lui, sembra passare proprio da qui: Süskind racconta la diversità come condanna, potere e isolamento.

Nel percorso dei Nirvana, dalla tensione ruvida di Bleach alla ferita aperta di In Utero, Cobain ha spesso messo al centro corpi scomodi, disagio, alienazione e rifiuto delle superfici lucide. Il profumo non spiega la sua musica. Però lascia intravedere una parte della sua biblioteca emotiva: quella attratta da personaggi irrisolti, mondi sporchi e desideri spinti fino al punto di rottura.

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