Home Gossip e curiosità La malattia di Cristiano Malgioglio, la scoperta e le tragiche parole: “Cinque mesi di vita, ho avuto…”

La malattia di Cristiano Malgioglio, la scoperta e le tragiche parole: “Cinque mesi di vita, ho avuto…”

Cristiano Malgioglio racconta a “Da noi a ruota libera” del melanoma scoperto per caso: “Se avessi aspettato, mi restavano cinque mesi di vita”.Cristiano Malgioglio è apparso visibilmente sorpreso, e forse anche un po’ turbato, quando domenica scorsa è entrato nello studio di Da noi a ruota libera e ha trovato il pubblico con indosso maschere

24 Novembre 2025 20:30

Cristiano Malgioglio racconta a “Da noi a ruota libera” del melanoma scoperto per caso: “Se avessi aspettato, mi restavano cinque mesi di vita”.

Cristiano Malgioglio è apparso visibilmente sorpreso, e forse anche un po’ turbato, quando domenica scorsa è entrato nello studio di Da noi a ruota libera e ha trovato il pubblico con indosso maschere raffiguranti il suo volto. “Sono spaventato, me ne andrei via”, ha detto ridendo, ma la battuta lasciava intravedere un fondo di disagio autentico. Seduto di fronte a Francesca Fialdini, ha accantonato per un momento l’ironia che lo accompagna da anni in tv per raccontare una pagina dura e personale della sua vita. Una testimonianza che parte da un episodio di salute grave, ma si intreccia con la memoria di chi ha perso, e con una consapevolezza che ora, a distanza di tempo, sente il dovere di condividere.

La sua voce, inizialmente leggera, ha cambiato tono quando ha ricordato i genitori, la sorella e la nipote. “Quelle sono le lacerazioni del mio cuore, non riesco a trattenere le lacrime”, ha detto con commozione. Poi è arrivato il racconto più intimo: quello del melanoma scoperto per caso, pochi giorni prima di partire per il Brasile. Stava per promuovere il brano Mi sono innamorato di tuo marito quando, durante un gesto qualunque – mettere la crema dopo la doccia – ha notato un neo diverso dal solito. Da lì è cambiato tutto.

La diagnosi e la corsa contro il tempo: “Se aspettavo, sarei morto”

“Mi sono guardato allo specchio e ho notato un neo che non mi convinceva. Non so nemmeno da quanto tempo fosse lì. Ma qualcosa mi ha detto di farlo controllare”. Malgioglio si è rivolto a Giuseppe Mercuri, primario di Dermatologia al San Raffaele di Milano. La visita ha lasciato poco spazio al dubbio. Il neo andava rimosso immediatamente. L’intervento è stato eseguito in tempi rapidi, ma dopo tre giorni è arrivata la chiamata: il tessuto analizzato aveva rivelato la presenza di un melanoma maligno, e occorreva una seconda operazione più profonda, senza rinvii.

Cristiano Malgioglio
La diagnosi e la corsa contro il tempo: “Se aspettavo, sarei morto” ( Fonte IG @cristianomalgioglioreal ) – soundsblog.it

Il medico gli ha parlato senza mezzi termini: se avesse atteso ancora due o tre mesi, la malattia si sarebbe diffusa. “Mi disse che mi sarebbero rimasti cinque mesi di vita. Una frase che non dimenticherò mai”. In quel momento, il paroliere ha iniziato a fare i conti con una paura concreta, diversa da qualsiasi altra. “Ogni mattina mi guardavo allo specchio e piangevo”, ha raccontato, con una sincerità che ha toccato il pubblico. L’idea di aver rischiato la vita per una distrazione o per una visita rimandata lo ha segnato a fondo. Ed è per questo che oggi parla apertamente dell’importanza della prevenzione, in tv e ovunque possa farlo.

Ha citato anche il suo amico Rossano Rubicondi, scomparso di recente: “Si è trascurato moltissimo. Non voglio che qualcuno commetta lo stesso errore”. Il ricordo dell’amico e la consapevolezza che bastava poco – una visita dermatologica – per evitarlo, rendono il suo racconto ancora più urgente.

L’elaborazione del dolore e il bisogno di condividere: “Dietro il mio personaggio c’è un uomo”

Cristiano Malgioglio è da sempre associato a un’immagine pop, colorata, a tratti teatrale. Ma quando abbassa il volume del personaggio, la sua storia personale prende il sopravvento. La morte dei genitori, della sorella e della nipote, che continua a citare senza mai nominarle solo per compassione, è una ferita ancora aperta. “Quando ci penso, divento triste. È qualcosa che non passa. Quelle perdite non si dimenticano”.

Il racconto ha toccato anche il dietro le quinte dei suoi momenti pubblici. Durante una fase della malattia, ha dovuto annullare viaggi, impegni, progetti già avviati. “Avevo paura anche solo di vedere la mia faccia riflessa. Non ero più lo stesso. Mi sentivo fragile e vulnerabile”.

Eppure, da quella esperienza è nato un nuovo modo di essere in scena, più consapevole. Da allora, ogni volta che torna davanti alle telecamere, porta con sé quella storia, anche quando non la racconta esplicitamente. Lo ha fatto anche a Da noi a ruota libera, con la forza di chi ha visto da vicino qualcosa di serio e ha deciso di trasformarlo in una lezione da condividere.

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