Kneecap banditi dal Canada per presunto sostegno a gruppi terroristici: il trio annuncia querele
Il governo canadese ha dichiarato i Kneecap “inammissibili e non graditi” all’ingresso delle frontiere del paese per presunta apologia di violenza e terrorismo. La band nordirlandese, che aveva in programma alcune date, respinge le accuse come “false e maliziose” e fa sapere che citerà in giudizio il parlamentare Vince Gasparro.
È ancora polemica intorno al trio rap nordirlandese Kneecap (Mo Chara, Móglaí Bap e DJ Próvaí) che è stato bandito dall’ingresso in Canada.
Kneecap, banditi dal Canada
A comunicarlo è stato il parlamentare Vince Gasparro, segretario parlamentare per il contrasto al crimine, che in un video postato su X ha affermato che il gruppo avrebbe “espresso posizioni contrarie ai valori e alle leggi canadesi”, riconducibili – secondo la sua ricostruzione – a promozione di violenza, odio e sostegno a gruppi terroristici. Di conseguenza, la band è stata dichiarata “inammisibile e comunque non gradita a entrare nel Paese”.
La posizione del governo canadese
Nel messaggio, Vince Gasparro ha ribadito la linea di tolleranza zero verso “l’apologia di violenza politica, terrorismo, antisemitismo e discorsi d’odio in generale”. La stretta arriva alla vigilia di una serie di date canadesi dei Kneecap previste per ottobre, che ora di fatto sono state cancellate.
La replica dei Kneecap
I Kneecap hanno reagito con una nota via Instagram definendo le affermazioni del parlamentare “totalmente false e profondamente maliziose”. Il trio ha annunciato di voler intraprendere un’azione legale contro Gasparro e ha promesso di donare “ogni centesimo” ottenuto in sede giudiziaria per eventuali risarcimenti a sostegno delle migliaia di bambini amputati colpiti a Gaza.
La band – nota per i suoi live ad alto tasso militante e per i messaggi pro-Palestina dal palco – sostiene che il ban sia un tentativo di censurare la loro opposizione a quello che definiscono “il genocidio di Gaza”. In un messaggio separato ai fan canadesi, i Kneecap hanno chiesto di “non essere indifferenti e di far sentire la propria voce”.

Gli ultimi casi negli USA
Ad agosto il gruppo aveva già cancellato alcuni show negli Stati Uniti dopo che il gruppo era stato raggiunto da accuse simili anche in Inghilterra ed era stata chiamata a difendersi nel corso di un’udienza a Londra. I capi d’accusa in particolare riguardavano Mo Chara, che dovrà difendersi dall’accusa di sostegno a organizzazioni terroristiche (tra cui Hamas e Hezbollah) proprio per le frasi pronunciate dal palco.
La band dal canto suo respinge ogni accusa e rivendica la natura politica ma assolutamente non violenta del proprio attivismo. L’episodio canadese, dunque, s’inserisce in una stagione di forti tensioni e scrutinio sulle espressioni politiche degli artisti legate al conflitto israelo-palestinese.
Il tour dei Kneecap tra mille difficoltà
Saltate le date canadesi, quattro in tutto, due a Vancouver e due a Toronto, resta da capire se i Kneecap – che al momento sono in tour nel continente nordamericano – tenteranno di riprogrammare i concerti in qualche altra città o se concentreranno gli sforzi sulla battaglia legale.
Al momento, dopo diverse altre cancellazioni a New York, Philadelphia, in Tennessee e Washington, i Kneecap avrebbero in programma due sole date negli USA. Per poi rientrare dal 14 novembre in Inghilterra per altre 25 date che al momento non sono in discussione. A dicembre saranno di scena in Irlanda, dove ci sono moltissime polemiche, e a gennaio terranno il loro primo concerto in Giappone.
Nel frattempo, la band invita i fan a seguire i canali ufficiali per aggiornamenti e ribadisce la propria intenzione di non arretrerare di un passo rispetto alle proprie posizioni.