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Baby Gang, arresto convalidato: il trapper resta in carcere a San Vittore | Cosa rischia in termini penali

La GIP di Milano Fiammetta Modica ha convalidato l’arresto di Baby Gang e disposto la custodia cautelare in carcere per detenzione di arma clandestina e ricettazione. Ecco i fatti accertati finora, le motivazioni del giudice, la versione del trapper e i prossimi passi dell’inchiesta.

13 Settembre 2025 17:46

L’arresto di Zaccaria Mouhib, 24 anni, ben più famoso come trapper con ilnome di Baby Gang, è stato convalidato dalla GIP di Milano Fiammetta Modica, che ha disposto la custodia cautelare dell’artista che dunque resterà in cella a San Vittore.

Baby Gang, quali sono le accuse

Le contestazioni a suo carico sono detenzione di arma clandestina e ricettazione. Il provvedimento arriva all’esito dell’interrogatorio di garanzia: il trapper, assistito dal legale Niccolò Vecchioni, ha risposto a tutte le domande. Secondo l’ordinanza, ricorrono esigenze cautelari elevate per il rischio concreto di reiterazione del reato e la capacità di procurarsi e occultare armi.

La perquisizione e i sequestri: cosa è stato trovato

La perquisizione che ha portato al fermo è scattata alle prime ore del mattino in un aparthotel della zona Città Studi, a Milano. Nella stanza utilizzata dall’artista, i carabinieri hanno rinvenuto una pistola con matricola abrasa, nascosta in un mobile della cucina, insieme a denaro contante e a pochi grammi di stupefacente. In un successivo controllo nell’abitazione di Calolziocorte (Lecco) sono state individuate altre due armi, ora oggetto di accertamenti balistici e tecnici.

Il controllo rientra in un’indagine più ampia della Procura di Lecco su traffici di armi e droga — un filone rispetto al quale, stando agli atti finora noti, Baby Gang non risulta indagato per associazione a delinquere come altre persone coinvolte nell’inchiesta. Ci sono però molti aspetti da chiarire: l’ostentazione di armi da guerra, come il fucile d’assalto AK‑47 (definito dal trapper “il bambino”) in alcuni nei suoi video come “Bentley” e “Mocro Mafia”. 

La sagoma dello stesso fucile compare anche nel logo della pagina ufficiale dell’artista su Spotify seguita da oltre due milioni e mezzo di fan.

La versione di Baby Gang

Davanti alla GIP, Mouhib-Baby Gang ha sostenuto di avere tenuto l’arma “per paura di essere derubato”, citando il timore di aggressioni legato ai beni di valore che indossa durante i suoi spostamenti. Ha affermato di non aver mai usato né puntato la pistola contro nessuno e di avere compreso la gravità del possesso, parole con cui ha provato a smontare il pericolo di condotte violente.

La difesa del trapper sta puntando a ridimensionare il quadro cautelare evidenziando la collaborazione dell’indagato e l’assenza — allo stato — di episodi in cui l’arma sia stata effettivamente impiegata. È atteso un eventuale ricorso al Tribunale del Riesame, che potrebbe essere depositato nei prossimi giorni, per chiedere una misura meno afflittiva. Ma al momento il trapper resta in cella a San Vittore.

Baby Gang in uno dei suoi video
Baby Gang espone un fucile d’assalto in uno dei suoi video – Credits Baby Gang (Soundsblog.it)

Le motivazioni della custodia cautelare

Nell’ordinanza la giudice sottolinea la “totale indifferenza” dell’indagato alle pregresse vicende giudiziarie e la capacità di procurarsi armi clandestine, elementi che — sempre secondo il provvedimento — integrano un “elevatissimo rischio di reiterazione del reato”.

A pesare nella decisione c’è poi anche il profilo penale pregresso: a marzo 2025 la Cassazione ha reso definitiva la condanna a 2 anni e 9 mesi per la sparatoria del 2022 in corso Como, mentre su altri episodi il trapper ha ottenuto proscioglimenti parziali in appello. Il quadro, nel suo insieme, ha spinto la gip a escludere misure alternative e a confermare il carcere.

Gli sviluppi dell’inchiesta

Le indagini, coordinate tra le Procure di Milano e Lecco, intanto proseguono su più fronti: cercando di fare luce anche sulle amicizie pericolose di Baby Gang, in particolare con i quattro malavitosi di origine macedone arrestati nel corso della stessa operazione.

Si indaga sulla tracciabilità delle armi. E dunque provenienza, eventuali intermediari di compravendita, compatibilità con altri fatti di cronaca, su accertamenti balistici sulle pistole sequestrate e analisi dei dispositivi elettronici e dei flussi di denaro trovati durante la perquisizione.

Solo l’esito di questi riscontri potrà chiarire il perimetro delle responsabilità e indicare se le contestazioni resteranno circoscritte alla detenzione e alla ricettazione o se matureranno ulteriori ipotesi di reato.

Cosa rischia Baby Gang

Per Baby Gang si apre una fase giudiziaria delicata: in attesa dell’eventuale Riesame, l’indagato resta in carcere. La difesa proverà a far leva sulla collaborazione e su un percorso di responsabilizzazione personale, mentre l’accusa punta a consolidare il quadro probatorio sull’arma clandestina.

Al netto delle appartenenze musicali e delle polarizzazioni social e di un certo ruolo di ostentazione artistica sicuramente forzato, la magistratura vuole insistere su un punto fondamentale: la disponibilità e ostentazione di armi illegali non è una scenografia di videoclip, ma un fatto che la giustizia italiana considera – e sanziona – con il massimo della severità.

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