Verdiana, l’intervista a Soundsblog: “Non cantavo più, avevo appeso la voce al chiodo. Tale e Quale Show? È stato difficile”
Soundsblog incontra Verdiana, vincitrice di Tale e Quale Show 2024. L’artista racconta le tappe più importanti della sua carriera.
Dapprima Sanremo Giovani, poi Amici e molte altre esperienze che hanno costruito la sua carriera. Verdiana è reduce della vittoria di Tale e Quale Show e, dopo la sua partecipazione al programma Rai di Carlo Conti, non smette mai di sorprendersi attraverso la musica. Un percorso artistico fatto di alti e bassi, ma che l’ha consacrata come una delle artiste più di impatto nel panorama musicale italiano.
In questa intervista a Soundsblog, si racconta prima della sua partecipazione a Minturno Musica Estate, che si terrà il 31 agosto alle ore 21.15 a Minturno (Latina) e che è arrivato alla sua 19esima edizione. La cantante parla delle tappe più importanti della sua vita, di come ha affrontato il suo primo periodo buio e di come n’è uscita, svelando anche qualche retroscena sulla sua partecipazione a Tale e Quale Show. E su Sanremo 2026 dice: “Se Carlo Conti ha voglia di prendermi in considerazione, mi fa la persona più felice al mondo“.
Un percorso tutto in salita, che le ha permesso di portare la musica in tv, iniziando da Sanremo Giovani per poi partecipare ad Amici. Quanto le è servita la strada dei talent?
Quando penso ai talent show, penso a una tappa del mio percorso. Io ho iniziato da bambina, quando avevo 9 anni, con Mike Bongiorno per poi lavorare anche con Raffaella Carrà. Prima di Amici, avevo già fatto un Sanremo e tanta gavetta nei locali, piano bar, matrimoni. Avevo anche aperto dei concerti importanti come quelli di Vasco Rossi e Giorgia. Quando sono arrivata ad Amici, avevo già un bagaglio di esperienze. È stato questo che mi è servito. Si parla tanto oggi di ragazzi che durano sempre meno dopo il talent e che vengono lasciati allo sbaraglio. Lo vedevo molto nei miei compagni, ma secondo me è importante il modo in cui si arriva a fare un talent. L’esperienza e la gavetta servono per rendere l’artista la persona che vuole diventare.

Il talent è stato per me una vetrina, che mi ha sicuramente regalato esperienze incredibili, perché ho avuto la possibilità di fare anche duetti con ospiti internazionali. Anche dopo il programma, ero però molto con i piedi per terra perché ero consapevole del fatto che tutto è sempre legato a un momento, e non è assoluto quello che sta accadendo. Ho potuto così costruire una realtà musicale ma parallela alla discografia, che mi ha permesso di conservare un equilibrio psicologico, che mi era invece stato leso all’età di 16 anni in occasione di Sanremo Giovani. Il mio discografico morì e tutti i pezzi che avevo scritto vennero persi e non potei più utilizzarli. Il mio momento buio è stato in quel periodo. Dai 16 e i 18 anni non cantavo più, avevo appeso la voce al chiodo, ma un giorno mi sono ripromessa che non avrei mai più permesso al sistema di ledere la mia serenità. Ho quindi sempre vissuto tutto con maggiore consapevolezza.
In questi ultimi anni è capitato che molti giovani dichiarano pubblicamente di essere crollati dopo aver raggiunto il successo. Secondo lei, perché questo accade?
Questo succede sicuramente quando si è molto giovani e non si ha una gavetta alle spalle. Si critica molto la musica attuale: si dice che le canzoni siano tutte uguali e che non c’è più un’identità musicale, un’omologazione. Forse è un po’ così, perché una volta gli artisti avevano uno stile molto forte e marcato. L’arte viene spesso oscurata dall’immagine; si presta molto al contenitore più che il contenuto, e questo può diventare pericoloso. Gli artisti si fanno portavoce di un momento storico e culturale. Bisognerebbe quindi fare uno sforzo, cioè quello di educare il pubblico e le giovani generazioni ad un ascolto più maturo, non semplicemente legato alla semplice canzone. La musica nasce per emozionare, e c’è bisogno – ora più che mai – di sviluppare delle coscienze emotive.
Negli anni c’è stata anche la collaborazione con Le Deva, un progetto di “girl power” unico nel panorama italiano. A che punto è il ruolo che ha la figura femminile nel mondo discografico? Quanti passi ci sono ancora da fare?
C’è ancora questo problema, ecco perché ne parliamo. Non so perché si è radicato nella nostra cultura questo pensiero, ma le donne devono sempre faticare di più. Sembra che non siano mai libere di poter scegliere come vestirsi, come parlare, se essere mogli o madri, se non esserlo. C’è sempre questo pregiudizio nei loro confronti, che porta la diminuzione delle quote rosa nella discografica.
Quando lavora come solista, le manca fare parte di un gruppo?
Il progetto de Le Deva mi ha dato tanto, perché si è creato quel rapporto di condivisione e sorellanza, che ci ha permesso di spalleggiarci. Da un anno sto cantando da sola, dopo l’esperienza di Tale e Quale Show. Loro mi mancano sul palco, perché negli ultimi otto anni avevo dato priorità al gruppo.

Essendo un progetto correlato alla mia attività di solista, il gruppo è semplicemente in stand by in questo momento. Loro mi hanno insegnato in primis ad equilibrare l’ego che ogni artista porta con sé, anche perché c’è una divisione delle parti e dei ruoli. Per me è bello imparare ad essere un contesto senza dover pestare i piedi a nessuno. Mi trovo cambiata dopo l’esperienza de Le Deva.
Nel 2024 ha vinto il talent Tale e Quale Show. Quali sono state le maggiori difficoltà nell’arrivare fino alla fine in un programma di grande impatto mediatico? Sfide da raccontarci?
Si tratta di una trasmissione molto complessa, ma mi sono divertita perché mi sono cimentata in una cosa nuova. La parte più difficile è parteciparvi da cantante: si investe tutta la propria esistenza nella ricerca di un’identità, di un suono e timbro vocale, ma lì bisogna svestirsi di quello che si è costruito in una vita intera e andare ad abitare nella testa di altri artisti. Ho trovato difficoltà nel forzare il mio timbro vocale e cercare di far uscire un timbro che non fosse il mio.
Il 31 agosto sarà ospite al Minturno Musica Estate. Quali sono le sue aspettative? Futuri progetti?
Non vedo l’ora di essere a Minturno; ci sono stata qualche anno fa con Le Deva insieme a Orietta Berti. Stavolta canterò con una band incredibile e sarò lì a condividere il palco con altri artisti che stimo moltissimo. Ci sono intanto molti nuovi brani in cantiere, che abbiamo scritto insieme ad altri amici e autori, con cui condividiamo le ore di studio. Penso anche io a Sanremo, ma recentemente è diventato sempre più difficile, perché ci vogliono andare tutti. Sto terminando inoltre il tour che mi ha visto impegnata dal mese di maggio e che si concluderà il 3 settembre.
Parlando di Sanremo, potrebbe esserci la possibilità che Carlo Conti punti di nuovo su di te dopo Tale e Quale Show?
Credo che lui punti alle canzoni e a costruire un Festival che gli possa dare una varietà di artisti. Lui ripone attenzione sulle proposte che gli arrivano e, se ha voglia di prendermi in considerazione, mi fa la persona più felice al mondo. Sanremo è un megafono incredibile e permette di arrivare a più persone possibili.