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Verdena, Roberta Sammarelli lascia la band: “Scelta difficile”, ma il gruppo andrà avanti

Saranno i fratelli Ferrari a portare avanti il progetto dei Verdena “Stiamo già lavorando a un nuovo album”. Roberta Sammarelli lascia il gruppo al quale ha contribuito per quasi trent’anni confezionando un suono caratteristico e molto riconoscibile

23 Ottobre 2025 18:00

“Sarò onesta perché è nella mia natura esserlo… non suonerò più nei Verdena”. Con un post asciutto e profondamente emotivo, Roberta Sammarelli ha messo un punto a una storia cominciata da giovanissima e durata quasi tre decenni. La decisione, spiega, risale “alla fine del tour del 2023”, quello che ha chiuso la lunga corsa di Volevo magia, ed era stata comunicata subito ad Alberto e Luca Ferrari: “È stata una scelta (molto difficile) ma ora sento il bisogno di andare avanti, in un’altra direzione. Sono stati anni speciali, a volte incredibili, a volte complessi. Niente potrà cancellare quello che è stato fatto”.

Verdena: “Ognuno per la sua strada”

La risposta dei Verdena arriva con la stessa misura che ha sempre contraddistinto il trio bergamasco: “Lei proseguirà per la sua strada. E noi per la nostra, lavorando a un nuovo album”.

Un congedo affettuoso, figlio di un tempo necessario per “metabolizzare”, come ammettono Alberto e Luca Ferrari, una separazione che cambia la fisionomia di una delle band più influenti del rock alternativo italiano. Il futuro dei Verdena continua, con un nuovo capitolo già in scrittura; quello di Roberta riparte da un altrove creativo che ancora non ha confini, ma che sente “il momento di intraprendere”.

Il pollaio: la parabola di un gruppo irripetibile

Nati ad Albino, provincia di Bergamo nel 1995 attorno ai fratelli Ferrari, i Verdena trovano in Roberta – entrata nel 1996 dopo i primi passaggi di basso e una esperienza con una punk band femminile, le Porno Nuns – un equilibrio raro e che farà scuola. Dal demo in italiano, alle selezioni di Arezzo Wave fino all’album d’esordio del 1999, e alle evoluzioni più sperimentali ed ardite, il trio ha costruito un linguaggio riconoscibile: abrasivo e viscerale agli inizi, poi via via più stratificato, psichedelico, libero dalle mode.

Il cantiere dei Verdena, capaci di coinvolgere un pubblico estremamente affettuoso e informato che li segue fin dall’inizio, è sempre stata il leggendario pollaio, un po’ studio e un po’ covo in cui i tre si chiudevano per lunghe sessioni, limando canzoni che hanno segnato un’epoca e fissando un’idea di rock indipendente, testardo, anti-spettacolare.

“Io suono, tu ascolti, vibriamo insieme”, diceva Sammarelli in una vecchia conversazione: una professione di fede destinata a restare nella memoria di chi li ha seguiti.

Verdena, Roberta Sammarelli
Roberta Sammarelli, bassista dei Verdena dal 1995 – Credits Instagram @rsammareli (Soundsblog.it)

Dopo Volevo magia, la divisione

Con Volevo magia, ultimo album di inediti del 2022 il cerchio della formazione storica si è chiuso su un disco che ha ribadito la capacità di reinventarsi senza tradirsi. Da lì in poi probabilmente la continuità si è interrotta.

I Verdena nella loro formazione originale hanno pubblicato 11 album, sette dei quali di inediti anche se il loro lavoro più amato dai fan è senza dubbio il primo, che porta il loro stesso nome dove si distinguono, Valvonauta, poi sviluppato in un EP di quattro sole canzoni e capace di scuotere una scena rock italiana in ebollizione e con moltissimi elementi di novità e di creatività, e Ormogenia, unica canzone del gruppo cantata proprio da Roberta Samarelli, pubblicata solo nella versione in vinile.

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