Steel Panther a Milano: live report dal concerto all’Alcatraz, 15 Giugno 2022

Un concerto degli Steel Panther è, oggi più che mai, un mix fra musica live e cabaret: una manciata di canzoni suonate con potenza, e una serie di gag.

In perfetta sintonia con la Pride Week, arriva a Milano un altro gruppo di uomini che indossano parrucca e vestiti attillati, per suonare su un palco attirando l’attenzione sui problemi moderni.
Ok, no, gli Steel Panther sono semplicemente talmente uomini da non aver paura di vestirsi come donne, e i loro problemi sono principalmente legati al fatto di essere belli belli in modo assurdo: le tipe asiatiche ci provano di continuo, le madri degli altri membri della band ci provano con loro, nei gloryh0le c’è sempre la fila per loro, e via così.
Un concerto estivo degli Steel Panther a Milano è diventata una sorta di tradizione, e dopo due anni di stop forzato, il tour si chiama, giustamente, “Reserection”. Quella di Milano è la prima data headliner in un club europeo: le prime due settimane del tour sono state unicamente su palchi di festival enormi, davanti a 40,000 persone al giorno. L’Alcatraz è pieno, come è sempre stato pieno nelle volte precedenti, e la band non sembra curarsi del ridimensionamento delle persone che hanno di fronte: suonano come se fossero su un palco colossale, e agiscono di conseguenza.

Steel Panther all’Alcatraz di Milano: la recensione del concerto

In realtà, i 100 minuti di spettacolo degli Steel Panther uniscono, oggi più che mai, musica a cabaret: ogni 2 canzoni c’è un lungo intermezzo di battute, e quando ci si accorge che in 60 minuti hanno suonato solo 8 pezzi (durata media: poco più di 3 minuti), ci si trova davanti ad una scelta: decidere che questo intrattenimento è divertente, o indignarsi perché ad un concerto si vorrebbe più musica.
Quindi ok, capisco gli integralisti della musica live, però è impossibile andare ad un concerto degli Steel Panther e non ridere davanti alle dozzine di cazzate che dicono: offrono mascherine speciali anti-Covid per chi volesse comunque cimentarsi in un Gloryh0le post-concerto, assicurano che comunque la clamidia di Michael Starr ha sconfitto il Covid, annunciano che l’ex bassista Lexxi Foxx si è dato ad una carriera come pornoattore gay (onestamente, con il suo look perfetto, io spererei che sia semplicemente andato a fare i provini per le Karma B, che si sono esibite Domenica scorsa a Milano con Immanuel Casto e che sono praticamente le sue sosia in drag), Michael dice che sbaglia chi gli dice che è solo una copia grassa di Van Halen, perché lui si sente più come una copia magra di Vince Neil. E via così, con intermezzi di parolacce in Italiano, e tanto altro.
Inoltre, le azioni contano più delle parole: quindi, via a gag visive come Stixx Zadinia che promette una imitazione del batterista dei Def Leppard, semplicemente nascondendo dentro la tshirt un braccio e suonando un brano con un braccio solo; l’imitazione praticamente perfetta di Ozzy Osbourne durante Crazy Train, compresa la decapitazione di un pipistrello; Satchel che dimostra come la pandemia sia finita, mettendosi di continuo plettri sulla lingua e sputandoli sul pubblico.

Se tutte queste cose vi fanno ridere, un concerto degli Steel Panther vi metterà di buon umore per oltre una settimana. Se le trovate di cattivo gusto, o se non conoscete bene la lingua inglese, probabilmente vorrete sapere solamente se la band ha suonato bene.
In questo caso, sareste fuori luogo tanto quanto il tizio che cercò di portare avanti una intervista totalmente seria durante il primo tour Italiano degli Steel Panther (non vi dirò chi sia il tizio né per quale sito scrivesse, dovrete spulciarvi tutte le interviste italiane su YouTube fin quando troverete ciò che incarna per me il concetto di “cringe”) (mentre spulciate, potreste però anche trovare la nostra intervista condotta quel giorno per MusicaMetal, con una inviata specialissima selezionata fra le Suicidegirls).

Volete ancora sapere se la band ha suonato bene, e cosa ha suonato? D’accordo, la cosa è semplice: hanno suonato le loro greatest hits, e le hanno suonate dannatamente bene. Non serve dire altro, al massimo c’è la setlist qui di seguito. E’ stato un concerto super-divertente, dopo anni (7, a dire degli Steel Panther) di pandemia e lockdown. E’ stato ciò che serviva a molti di noi.
Tra l’altro, più di metà delle persone presenti ha alzato la mano quando la band ha chiesto se per qualcuno fosse il primo concerto. Gli Steel Panther stanno guadagnando nuovi ascoltatori anche in Italia, e fra questi è stato interessante notare almeno tre bambine di età ampiamente inferiore ai 10 anni, che hanno passato il concerto sulle spalle dei genitori a fare corna e salutare Michael quando le indicava. Una bella scena, sperando che non siano figlie di qualche membro della band (il primo concerto italiano, dopotutto, risale a 10 anni fa…).

PS: se siete qui per vedere le foto del concerto, purtroppo rimarrete a bocca asciutta (al contrario di tutte le ragazze che hanno frequentato i camerini dopo il concerto), perché la band non ha rilasciato photo-pass per nessun fotografo da sotto al palco. Dovrete accontentarvi di una foto scattata da lontano e con il cellulare, durante il sempre affascinante momento dell’invasione di palco da parte del lato femminile del pubblico.

La scaletta del concerto

Goin’ in the Backdoor
Tomorrow Night
Asian Hooker
All I Wanna Do Is F*ck (Myself Tonight)
Fat Girl (Thar She Blows)
Party All Day (F*ck All Night)
Crazy Train
Let Me Cum In
Weenie Ride
17 Girls in a Row
Community Property
Party Like Tomorrow Is The End Of The World
Death to All but Metal
Gloryhole