Immanuel Casto a Milano: foto e commenti dal concerto al Magnolia, 11 Giugno 2022

Immanuel Casto, con il concerto al Magnolia, porta il Malcostume a Milano: ecco com’è andata.

Il concerto di Immanuel Casto al Magnolia avrebbe dovuto tenersi il 7 Gennaio 2022 con il suggestivo titolo “Epifaniah Live Show”, ma sappiamo quanta poca festa si potesse fare in Italia all’inizio dell’anno: meglio quindi spostare tutto in contesto estivo, all’aperto, con più gente, più voglia di divertirsi, meno mascherine e soprattutto con Malcostume, un nuovo disco appena uscito, e il weekend del Milano Pride.
Insomma: gli astri si sono allineati, la “full band” del Casto Divo si è riunita, il corpo di ballo è pronto, il palco è caldo, le Karma B sono entrate nel roster della Freak & Chic e aprono alla perfezione il concerto, e anche Romina Falconi trova lo spazio giusto per duettare divinamente, mentre nel pubblico si raggiunge un climax di emozioni.
A volte, bisogna accettare gli incidenti di percorso, e puntare ad un ritorno alla grande, proprio come ha fatto Immanuel (e tutta la sua crew).

Karma B

Il duo di Drag Queen è perfetto per aprire (lo spettacolo di) Immanuel Casto. Hanno una ironia tagliente, un repertorio di canzoni accattivanti in continuo aumento, e come vocal coach Romina Falconi. Hanno l’obiettivo di trasformare la musica in qualcosa di politico, e prendono canzoni famose (come quelle di Donatella Rettore) per rivisitarne il testo e parlare del presente – in questo caso, della tristemente famosa tagliola sul DDL Zan. Insomma, si ride ma al contempo si riflette, portando poi tutti a cantare Amore Disperato e facendo impazzire il pubblico proprio con l’arrivo di Romina sul palco.
E’ un piacere sentirle parlare, e abbiamo scoperto che è anche un piacere sentirle cantare dal vivo – il piacere di guardare queste “Dive con qualcosa in più” è sottinteso, ovviamente.

Immanuel Casto

Il Casto Divo è sempre più divo. In forma smagliante, sia fisica che vocale – ma anche intellettuale. Le introduzioni ai suoi brani sono pungenti ma anche profonde, cercando sempre di dare coraggio a chi ne ha bisogno, mettendo al contempo un sorriso sulla bocca di tutti, come quando nell’outro di Zero Carboidrati sottolinea come la body positivity non abbia ancora raggiunto il Magnolia, che applaude questo (ironico) inno al soffrire per perdere peso – ma d’altronde, il Magnolia si esalta anche per gli inni alla prostituzione minorile (Escort 25) e all’amore ariano (il nuovo singolo)…
Immanuel Casto va preso con seria ironia. Chi si ferma alle volgarità, rimarrà una persona volgare. Sì, dice le parole proibite come “Fr*ci*”, ma le dice con un senso – per fortuna il pubblico del Magnolia
(a partire dalle Upupe e dai Biondissimi, fan club che hanno dominato le prime file del concerto) è prontissimo, quindi nessuno si scandalizza, e anzi si canta fino alla fine, fino al momento in cui Deepthroat Revolution ci ricorda che “basta un pompin* per cambiare il mondo”. Il Magnolia è un fermento di carica sensuale LGBTQIA+ (ma anche etero) esplosivo, alla fine dei 100 minuti di show.
Uno show nel quale succede di tutto: la band picchia pesante, riarrangiando anche brani vecchissimi (vi rendete conto che Anal Beat compie 15 anni, e Bondage 18?) e venendo definita “come i Linkin Park”; Romina Falconi non solo duetta per 4 canzoni, ma si prende anche il suo spazio per presentare La Suora; le Karma B tornano sul palco con misteriosi rigonfiamenti sulla pancia per cantare Piena; il corpo di ballo ammalia tutti. E al centro, appunto, Immanuel Casto, con una voce più profonda del solito.
Sognando Cracovia è esemplificativa: non è mai suonata così bene dal vivo, e forse neanche su disco – Immanuel ha una voce profondissima, e Romina un’estensione maggiore, mentre la band è compatta alle loro spalle. Nel mondo della musica, le canzoni sono fluide – e se migliorano con l’esperienza, vuol dire che vale sempre la pena assistere ad un concerto, per vederle sbocciare.
E poi ok, vale la pena assistere ad un concerto per sentire il calore di tutti, mentre si urla di quei famosi pompin* che servono a cambiare il mondo, e andare a casa con questo pensiero.