Sergio Cerruti, Presidente AFI: “Perché a 30 anni si è troppo vecchi per partecipare al Festival di Sanremo Giovani?”

Sanremo Giovani e il limite d’età per poter partecipare: Sergio Cerruti, Presidente dell’Associazione Fonografici Italiani (AFI) è contrario

Sergio Cerruti, Presidente dell’Associazione Fonografici Italiani (AFI) ha tuonato contro la scelta dell’Organizzazione di Sanremo Giovani di escludere in maniera arbitraria e improvvisa gli over30 dalla competizione canora. Non è un mistero che ci sia un limite d’età per poter sperare di partecipare e ottenere un posto sul palco del Teatro Ariston. E l’uomo sottolinea ancora una vota quanto ciò sia una limitazione non giustificabile:

Un’altra occasione persa per aiutare i giovani: si chiede loro di dare il massimo per poi metterli fuori gioco. A dimostrarlo è la petizione sostenuta da numerosi giovani artisti a cui è stata tolta la possibilità di iscriversi al Festival di Sanremo Giovani perché a 30 anni sono considerati troppo vecchi per partecipare e che ha raccolto oltre 4800 firme. Sembra un eufemismo se si considera che proprio secondo i dati Istat l’Italia è il Paese più vecchio d’Europa, dove ci si può considerare giovani anche dopo i 40 anni

Nonostante la petizione citata e la raccolta firme di cui Cerruti parla, non c’è stato nessun cambiamento nel regolamento sui limiti d’età.

Esprimiamo tutto il nostro supporto nei confronti di quei ragazzi che hanno confidato sino all’ultimo nella possibilità di poter salire sul palco di Sanremo, a cui la RAI ha scelto di togliere la voce. La petizione lanciata dagli artisti emergenti “Lasciateci cantare…a Sanremo” è la chiara espressione di una generazione a cui abbiamo sempre chiesto di dare il massimo ma che oggi è invece costretta a scontrarsi con le resistenze di una classe dirigente indifferente.

Infine, al termine dell’appello, l’invito ufficiale all’Organizzazione del Festival a prendere una posizione ferma, prendendo in considerazione la richiesta di artisti over 30 a poter avere un’occasione e a non sentirsi esclusi solo perché anagraficamente fuori target.

Io credo che quella normalità che manca alla Rai e a Sanremo Giovani sia sintomatica della normalità che manca a questo Paese. Indubbiamente l’ultima parola spetta all’Organizzazione del Festival, da cui però ci saremmo aspettati tutti una chiara e diversa presa di posizione o quanto meno una risposta alle diverse sollecitazioni che abbiamo mandato all’Amministratore Delegato, al Presidente, a tutto il Consiglio di amministrazione della Rai e alla Commissione di Vigilanza sui servizi radiotelevisivi.”

Del resto, questo limite suona un po’ anacronistico, soprattutto se si pensa all’eliminazione voluta delle categoria da parte di un talent show musicale che punta a lanciare nuovi volti e voci, in onda su Sky…