Robbie Williams, l’allarme sul farmaco dimagrante: “Sto perdendo la vista”
Il cantante racconta i problemi di vista dopo le iniezioni per dimagrire a base di Mounjaro e avverte i fan: nessuna scorciatoia per la forma fisica è davvero gratis o non rischiosa
Quando Robbie Williams parla di sé, non lo fa mai a metà o con mezzi termini. Dopo aver raccontato pubblicamente dei suoi problemi legati alla sindrome di Tourette e gli anni di fragilità psicologica che lo avevano portato a un drammatico confronto con farmaci e droghe, l’ex Take That ha svelato un nuovo timore: le iniezioni per dimagrire che sta facendo potrebbero stargli rovinando la vista.
Robbie Williams e le iniezioni per dimagrire
In una intervista al tabloid britannico The Sun ripresa dalle principali agenzie internazionali, il cantante ha spiegato di assumere Mounjaro, un farmaco iniettabile usato per il diabete che avrebbe però un forte impatto sul controllo del peso. Si tratta dello stesso farmaco recentemente al centro della cronaca anche in Italia, con il malore di una donna andata in collasso ipoglicemico.
Robbie Williams sta assumendo il farmaco sotto controllo medico, ma da quando ha iniziato il trattamento, ha notato un peggioramento rapidissimo della vista, tanto da non distinguere più bene i giocatori durante una partita di football o i volti del pubblico ai concerti.
Un serio problema di vista
Il cantante ha raccontato di essersi inizialmente rivolto a un ottico pensando fosse “solo” un problema di età. Cambiati gli occhiali, però, la situazione non è migliorata. Da lì il sospetto che il legame fosse con le famose punture dimagranti, già finite al centro di studi scientifici e dibattiti tra medici, soprattutto nel Regno Unito e negli Stati Uniti, dove questi farmaci sono diventati una moda tra le celebrity.

Che cos’è Mounjaro e perché preoccupa gli specialisti
Mounjaro è un farmaco a base di tirzepatide, molecola che agisce sugli stessi recettori di altri medicinali “star” come Ozempic e Wegovy: nati per il diabete di tipo 2, ma sempre più prescritti – e talvolta usati in modo eccessivamente disinvolto – anche per perdere peso. Agiscono imitando alcuni ormoni intestinali (GLP‑1 e GIP) che riducono l’appetito favorendo il calo ponderale.
Il rovescio della medaglia sono gli effetti collaterali: i più noti sono nausea, vomito, problemi gastrointestinali, ma negli ultimi mesi diversi studi di farmacovigilanza hanno segnalato un possibile aumento di disturbi oculari in chi assume questi medicinali.
In particolare, le autorità sanitarie britanniche hanno raccolto centinaia di segnalazioni di problemi di vista – dalla visione offuscata fino a una rara neuropatia del nervo ottico – in pazienti trattati con semaglutide e farmaci simili. Gli scienziati sottolineano che si tratta di eventi rari e che non è ancora provato un rapporto causa‑effetto diretto, ma il campanello d’allarme è sufficiente per chiedere prudenza: soprattutto in chi ha già una retinopatia diabetica o altri difetti agli occhi.
“Nulla è gratis, attenzione ai rischi”
Il messaggio di Robbie è chiaro… “Le scorciatoie comportano rischi, nessun farmaco è innocuo, soprattutto fuori controllo medico. Le conseguenze ci sono, incluso un certo ‘dolore mentale’ costante…”
Parole che hanno avuto molto risalto sui social e sulla stampa britannica questa mattina.
Gli esperti ricordano che questi medicinali vanno prescritti solo a chi ne ha reale indicazione clinica – diabete, obesità con complicanze, alto rischio cardiovascolare – e che la terapia richiede monitoraggi regolari, inclusi quelli oculistici. Oltre ai costi, che sono decisamente molto ingenti. Nell’ordine delle migliaia di euro per poche punture.