Ritrovate le cassette perdute di John Lennon: “Sarò in giro per altri 60 anni” | Riemerge un’intervista del 1975
Ritrovata un’intervista del 1975 a John Lennon in cui parla di piani per ‘altri 60 anni’ di musica, dubbi sull’FBI e il desiderio di rifare ‘Walls and Bridges’. In onda su Boom Radio alla vigilia degli 85 anni.
Un nastro dimenticato in una cantina riporta la voce di John Lennon del 1975: tra progetti smisurati, timori di intercettazioni e l’autocritica su “Walls and Bridges”. L’audio andrà in onda su Boom Radio, proprio alla vigilia di quello che sarebbe stato l’85esimo compleanno dell’ex Beatles.
John Lennon, un’intervista nascosta per 50 anni
A scoprire l’intervista è il dj Nicky Horne, allora 24enne di Capital Radio, ha ritrovato nel suo scantinato le bobine originali di una lunga conversazione con John Lennon registrata nel 1975 nel celebre appartamento del Dakota, al numero 1 della 72esima strada di New York.
Parti dell’audio andarono in onda all’epoca, ma il nastro completo che conteneva tutta l’intervista era scomparso. Oggi riemerge come da una capsula del tempo: un John Lennon domestico, che mette a proprio agio l’ospite con qualche biscotto al cioccolato e una chiacchierata informale seduti sul tappeto.
“Sarò qui per altri 60 anni”
Nel dialogo Lennon afferma: “A parte la volontà di Dio, sarò in giro per altri 60 anni e lo farò fino a crollare”. Parole che suonano struggenti, sapendo che cinque anni dopo verrà assassinato.
L’artista confida anche una forte insoddisfazione creativa dicendo che avrebbe voluto buttare via l’album Walls and Bridges, salvo poi pubblicarlo perché incoraggiato a farlo dagli amici. Un Lennon estremamente severo con se stesso, convinto però che il meglio dovesse ancora arrivare.
Il sospetto di intercettazioni e le ombre della politica
Con franchezza, nel corso di questa intervista John Lennon racconta anche i timori di essere monitorato dalle autorità statunitensi per la sua attivissima militanza pacifista che il governo USA non apprezzava: “So riconoscere quando il telefono è normale e quando, ogni volta che alzo la cornetta, ci sono un sacco di rumori strani”.
Lennon parla anche di pedinamenti, di “riparazioni” sospette nelle cantine del Dakota e di un clima di pressione che riteneva legato alle sue posizioni contro l’amministrazione Nixon.

L’ascolto oggi: memoria, mito e quotidiano
La speciale messa in onda su Boom Radio offre uno spaccato intimo: tra confessioni artistiche, ironia e vita di tutti i giorni che trapela quando dice… “Mi divido tra una camera da letto, uno studio, la tv, una serata fuori, per poi tornare di nuovo a casa”.
È il ritratto di un Lennon fragile e visionario, ma capace di sdrammatizzare e, insieme, di misurarsi con le paure del suo tempo. Un documento che restituisce carne e voce al mito, proprio alla vigilia di un anniversario che ne rinnova la memoria.
La morte di John Lennon
John Lennon verrà ucciso cinque anni più tardi, subito dopo la pubblicazione dell’album Double Fantasy, rientrando a casa al Dakota Building la sera dell’8 dicembre 1980, intorno alle 22.50, al termine di un pomeriggio trascorso al Record Plant Studio dove aveva provato alcune canzoni per un concerto. Era con la moglie Yoko Ono.
Proprio di fronte alla porta di ingresso un fan squilibrato di nome Mark David Chapman, 25 anni, lo freddò con cinque colpi di pistola colpendolo quattro volte Fu dichiarato morto alle 23.15 al Roosevelt Hospital. Aveva 40 anni…
Chapman alcune settimane ha chiesto un regime di semilibertà che ancora una volta gli è stato negato…
Proprio oggi John Lennon avrebbe festeggiato il suo 85esimo compleanno.