Home Interviste Il premio Tenco a Caroline Pagani: “I brani di mio fratello Herbert, scritti 50 anni fa per la gente di oggi” | Intervista esclusiva

Il premio Tenco a Caroline Pagani: “I brani di mio fratello Herbert, scritti 50 anni fa per la gente di oggi” | Intervista esclusiva

Attrice impegnata e versatile, Caroline Pagani ha un curriculum di tutto rispetto estremamente sfaccettato e interessante, ma come cantante ha realizzato un doppio album dedicato al fratello Herbert, autore geniale prematuramente scomparso, con tanti ospiti di rilievo

13 Ottobre 2025 18:09

Herbert Pagani è stato un artista davvero straordinario non solo per le canzoni che ha scritto ma per il modo in cui concepiva il senso stesso dello spettacolo, una serie di combinazioni e di vasi comunicanti che lo portavano a mischiare musica, teatro, fotografia e arti figurative cercando di trovare un equilibrio e un senso nel flusso del tutto.

Caroline ed Herbert Pagani

Caroline è la sorella minore, tra loro molti anni di differenza. Caroline Pagani ha pubblicato un album – Pagani per Pagani – che ha appena vinto la Targa Tenco nella categoria miglior album a progetto. Il disco raccoglie alcune delle canzoni più belle di suo fratello re-interpretandole e dando loro nuova vita e nuova luce. Un’operazione necessaria se si considera che Herbert è scomparso molto prematuramente nel 1988 a soli 44 anni quando Caroline era ancora una bimba.

“Di lui ho pensieri ancora estremamente vivi e felici. Ricordo la sua casa atelier di Milano dove raccoglieva materiali di scarto che poi trasformava in opere d’arte. Manufatti bellissimi, realizzati con cocci, scarpe vecchie… La sua immagine mentre disegnava e dipingeva è una delle cose più care che ho in testa. Ma il ricordo più bello è di quando facevamo a gara a fare ritratti, io a lui e lui a me”.

Difficile oggi limitare Herbert Pagani a una definizione. Persino quella di artista per un uomo così eclettico gli sta stretta: “Mi piace pensarlo come a un artista a 360 gradi, davvero completo. Era un grandissimo appassionato di arte che non si poneva limiti e qualsiasi cosa facesse, desiderava che riuscisse al 100%. È stato pittore, paroliere, autore, conduttore radiofonico, uno dei primi veri disk-jockey, scrittore, un grande interprete di arti visive e un ottimo cantante. Ma soprattutto era mio fratello: di lui ho un ricordo geloso e felice. Credo che da piccola quando dicevo che avrei fatto la pittrice fosse il mio omaggio a lui, perché so che questa cosa lo avrebbe fatto contento…”

Il lavoro di Herbert Pagani

Oggi c’è un disco che rievoca il suo lavoro del quale sarebbe ugualmente contento… “Mi piace pensare di sì, e non solo perché nel disco c’è la mia voce con la mia interpretazione ma perché le canzoni che abbiamo scelto rappresentano davvero qualcosa di straordinario del suo repertorio, qualcosa che meritava di essere ascoltato anche oggi”.

Anche perché le canzoni di Megalopolis, l’opera teatrale scritta da Herbert Pagani – tra l’altro in alcuni brani con la collaborazione di Ivan Graziani – più di quarant’anni fa e che ebbe enorme successo in Francia e venne presentata a Spoleto, era tremendamente informata su quello che saremmo diventati: “È vero… Megalopolis parla di città alveare dove le persone vivono in uno stato di alienazione quasi senza parlarsi tra paura e agitazione perenne. L’opera ipotizza guerre, periodi di incertezze economiche, pandemie. Pensare che lui rappresentasse già così tanto tempo fa i protagonisti dell’opera coperti da maschere fa riflettere”.

Caroline Pagani
Caroline Pagani sulla scena con Mobbing Dick – Credits Ufficio Stampa (Soundsblog.it)

Ecologista, pacifista, ambientalista: artista

Ci sono molte delle cose in cui Herbert credeva in quell’opera, cose che oggi hanno forse ancora più senso: “Indubbiamente ci sono tutti gli aspetti dei quali amava scrivere, cantare e disegnare. La pace e la cooperazione, l’amore non solo tra due individui ma anche in una famiglia. Mio fratello in fondo era un attivista che ha trasferito in quello che ha realizzato i suoi credo di ambientalista, pacifista e animalista. La sua Concerto per un cane credo che sia ancora oggi una delle cose più belle e intense che ha scritto”.

In realtà Herbert Pagani ha avuto molto successo con una canzone storica della tradizione come Albergo a Ore ma anche con un classico del pop come Cin Cin con gli Occhiali: “Un piccolo compromesso giovanile che gli ha permesso di dedicarsi poi ai temi cui teneva di più”.

Sul disco, che è diventata anche una pièce teatrale che a giugno tornerà in programmazione a Milano (Teatro Menotti) venti canzoni, quindici le canta Caroline: “In altre cinque sono stata affiancata da artisti come Fabio Concato, Shel Shapiro, Danilo Rea, Giorgio Conte e Moni Ovadia che credo abbiano arricchito i brani di un ulteriore accento. Mio fratello aveva scritto tantissimo per tanti artisti, Dalida, Gaber, Morricone, ad alcuni di questi brani sono profondamente legata. La mia speranza è quella di poter presto realizzare un volume 2 con altrei brani. Abbiamo trovato anche qualche inedito…”

Caroline Pagani
La deliziosa copertina di Pagani per Pagani, con Caroline sulle spalle di Herbert – Credits Ufficio Stampa (Soundsblog.it)

Caroline Pagani a teatro

Nel frattempo Caroline continua a portare in giro le opere teatrali che ostinatamente scrive, adatta e mette in scena: “Amo questo lavoro, è il mestiere che ho scelto ma ammetto che la libertà di  fare a tutti i costi le cose che amo mi costa l’impegno di fare tante cose da sola e occuparmi di tutto. Ed è davvero estenuante. Cantare invece è una liberazione, soprattutto brani come quelli di Herbert con i quali sono cresciuta e che mi suscitano ancora una emozione fortissima”

L’8 e il 9 novembre Caroline Pagani sarà in scena al Teatro Gerolamo di Milano con due suoi spettacoli: Mobbing Dick, una lettura teatrale del mobbing in chiave femminile che ha vinto tra gli altri il Premio Ginestre, e Luxuriàs performance che rievoca il dramma di Francesca da Rimini con il quale Caroline ha finto il Premio Fersen alla drammaturgia.

Ecco… I premi non sono mancati nella carriera di Caroline. Il Tenco è solo l’ultimo: “Ne sono profondamente orgogliosa perché riporta al centro dell’attenzione il nome e il lavoro di mio fratello che soprattutto oggi merita di essere ascoltato e compreso. Nel suo caso quando si dice che queste canzoni, che hanno quasi cinquant’anni, sembrano scritte ieri non è una frase fatta. Ma la verità. È bastato un arrangiamento moderno che fosse rispettoso delle idee di Herbert perché i brani fossero di nuovo attuali e conquistassero un pubblico e addirittura una giuria autorevole come quella del Tenco”.

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