Neo Garfan: “La scrittura è un processo che prevede tanto lavoro, sofferenza: chiudersi dentro casa faccia a faccia con te stesso”

Neo Garfan, Al di là del limite è il suo nuovo singolo che anticipa l’uscita dell’album “Suoni dalla luna”: leggi l’intervista

Neo Garfan (nome d’arte di Antonello Garofalo) ha rilasciato il video del suo nuovo singolo “Al di Là del Limite”, scritto da Neo e prodotto insieme a Daniele Ferreri. Il brano arriva dopo una pausa discografica dell’artista, e annuncia l’arrivo del terzo album “Suoni Dalla Luna” per gli inizi del 2021. Un brano intenso, impetuoso e toccante che parla dei limiti che appartengono al genere umano, di qualsiasi entità. Limiti che, come l’artista stesso racconta, «definiscono la nostra statura morale, che si oltrepassino o meno». E il video, diretto da Neo e Francesca Debri, con la collaborazione di Alfonso Alfieri che ha realizzato le riprese, il montaggio e la post produzione, non è da meno.

Neo racconta:

“Quali sono i veri limiti? Quelli che noi stessi disegniamo. La quotidianità che dovrebbe proteggere le nostre certezze finisce per divenire la nostra gabbia, una camicia di forza interiore, il vestito di una maschera moderna, sopportabile, che fa della rassegnazione una virtù. Abbiamo immaginato un contesto onirico, scarno, nel quale i due protagonisti si confrontano e si affrontano. Una porta li separa, a rappresentare il punto di contatto che troppe volte siamo incapaci di trovare. Ognuno si barrica dentro i propri limiti e li trasforma nell’ultima linea di difesa. La figura libera e danzante (la ballerina Greta Martucci, già nel corpo di ballo di Amici), contrapposta a quella costretta nella camicia di forza (lo stesso Neo), sono complementari e opposte, due aspetti che convivono in tutti noi. Per brillare dobbiamo rinunciare a qualcosa lungo la strada? Il finale è scontato: resta il rimpianto nel comprendere di essere in ritardo con se stessi”

Abbiamo intervistato il cantante (qui il suo account Instagram) per parlare del suo nuovo singolo e del disco previsto per l’inizio del 2021.

Mi racconti come è nato il brano?

Il pezzo è nato molto semplicemente, al pianoforte. Io sono parecchio macchinoso nella fase di scrittura, molto spesso l’ultima stesura non somiglia alla prima. In questo caso, invece, è uscito così com’è fin da subito. Poi ho lavorato alla stesura del testo. Inizialmente è nato in inglese, ho iniziato a lavorarlo a Londra.

Nel titolo della canzone si parla del limite. Quali sono secondo te, in generale, i limiti più grandi e pericolosi per l’essere umano in questo periodo e quelli che tu, invece, hai superato o messo da parte?

Sono dell’idea che il limite sia una cosa molto personale e definisca la statura morale delle persone. Possiamo superarlo dando una nota positiva, gettando il cuore oltre l’ostacolo. Oppure superare il limite nel senso negativo, come le manifestazioni di violenza. Dipende tutto molto dall’estrazione sociale, dalla cultura, dal temperamento. Per quanto riguarda me ho vissuto sempre al di sotto, a cavallo e oltre, cercando di rispettare le mie certezze etiche. I limiti dell’umanità… ne abbiamo tanti. Il limite più grande dell’uomo è la natura prevaricante, dover per forza, per riuscire, calpestare o andare a scapito di qualcun altro.

Secondo te il giudizio più essere un limite?

Assolutamente, il giudizio è un limite da parte di chi lo esprime. Oggi assistiamo ad un pantano generale, la rete contribuisce a questo guazzabuglio. Ognuno deve fare il suo lavoro, scrivo canzoni e non mi sbilancerò mai in giudizi che non mi competono. Il limite è anche questo, capire qual è il recinto nel quale ci muoviamo e andarne fieri. Io sono un cantautore e faccio questo. Non darò mai un’opinione politica o che esuli dal mio campo. Posso esprimere un opinione, essere contro il razzismo ad esempio, lo ripeterò sempre, sono miei punti fermi.

Al di là del limite anticipa il prossimo album, in uscita nei primi del 2021. Cosa ci puoi anticipare?

Anni fa ho lasciato l’Italia e avevo ripromesso a me stesso che non avrei più scritto cose mie. Poi ho incontrato una persona che mi ha convinto a tornare a scrivere. Per me è un processo molto doloroso la scrittura. C’è tanto lavoro, tanta sofferenza, chiudersi dentro casa faccia a faccia con te stesso. Ho iniziato il percorso a Londra, sono tornato in Italia, Ho lavorato con Daniele Ferreri, un giovanissimo produttore che è stata una mia scelta, e giovane e talentuoso. Abbiamo prodotto il disco in tre anni, misura per misura, insieme anche a Sebastian Marino, tra i vari nomi. Il disco uscirà nei primi mesi del 2021, c’è stato un dibattito sul titolo del disco che rimane coerente, col singolo, a livello sonoro. Non mancheranno ballad, l’abbiamo visto come un’unica lunga traccia composta da 11 pezzi. Sarà molto coerente con quello che avete ascoltato col primo singolo.

 

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