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Lionel Richie: “La politica non mi piace, e le cose vanno sempre peggio”

A 76 anni Lionel Richie resta ancora estremamente attivo, si appresta a una breve residency a Las Vegas pagata a peso d’oro e guarda con preoccupazione a un. Mondo che non gli piace più

6 Ottobre 2025 09:30

Turista in Europa per qualche giorno, un po’ per cantare e un po’ per presentare il suo libro biografico Truly, Lionel Richie si prepara a riprendere il suo spettacolo a Las Vegas.

A 76 anni lo show è ancora estremamente spettacolare e divertente e lui non ha la minima intenzione di rallentare il ritmo: “Gli spettacoli e i concerti sono la cosa che mi fa sentire vivo e mi entusiasma, ovunque io sia. In Europa poi in modo particolare. Non so perché ma qui ogni volta che vedo qualche sconosciuto in un albergo mi sorride… e la cosa mi piace”

Lionel Richie, terza giovinezza

Qualcuno gli dice che per lui sembra essere la terza giovinezza. Dopo i Commodores e la lunga carriera solista che lo ha reso ricchissimo, Lionel Richie è ancora molto richiesto: “Sono felice, sono fortunato, un privilegiato, non c’è alcun dubbio. L’idea di continuare a fare questo lavoro è la cosa migliore che ci sia. Cerco di selezionare, evito di ammazzarmi in viaggi, concentro gli show e chiedo alle mie agenzie di darmi una mano a razionalizzare, ma andare in scena è ancora straordinario. Una emozione unica cui non so davvero rinunciare”.

Questa sera sarà il protagonista di un incontro pubblico a Los Angeles… “In teoria non devo cantare, è una sorta di intervista pubblica, mi piace incontrare la gente. Ma poi finisce sempre che qualcuno mi chiede un brano e ne faccio due”. Poi si trasferirà a Las Vegas per una ricca residency di alcuni giorni all’Encore Theatre del Wynn Hotel, uno dei posti più esclusivi e raffinati della città delle luci. Il biglietto più economico è di oltre 200 dollari. Sei concerti per il suo show King of Hearts che include tutti i suoi successi, sei decenni di musica e oltre 100 milioni di copie vendute nel mondo.

Lionel Richie Le ombre sull’America

Nato e cresciuto in Alabama, con un’infanzia segnata dalle battaglie per i diritti civili grazie a due genitori attivissimi, Lionel Richie osserva l’America del 2025 con inquietudine: “La politica si sta dimostrando ingiusta e le cose continuano a peggiorare. Il nostro ruolo in quanto artisti è quello di essere presenti, di continuare a cantare e parlare d’amore, di speranza, di ottimismo. Ho sempre cercato di essere coerente con le cose che i miei genitori mi hanno insegnato e con quello che provo. La musica è un linguaggio universale, che purtroppo non tutti sono pronti ad ascoltare”.

Lionel Richie
Lionel Richie, 76 anni, ha appena pubblicato la sua autobiografia – Credits Lionel Richie Official (Soundsblog.it)

Michael Jackson, amicizia e cadute del mito

Lionel Richie ha vissuto da vicino ascesa e declino del più grande superstar pop della modernità. Michael Jackson è stato davvero il più grande, e forse il suo amico più vicino: “Quando ho cantato per la prima volta in tour con i Commodores supportavamo i Jackson 5. Io avevo 22 anni e Michael 12. Michael era eccentrico ed estremamente caotico spesso indossava gli stessi vestiti di giorni, al punto che lo avevamo soprannominato Michael Smelly, il puzzolente. Lui ci rideva sopra. Ma anche quella era una originalità…”

La figlia di Richie, Nicole – adottata molti anni fa – era la figlioccia di Michael Jackson: “Eravamo spesso tutti insieme. Io non ho mai visto niente di inappropriato e a tante accuse non ho mai creduto. In compenso posso dire che molte persone si sono arricchite alle sue spalle, a volte gli stessi truffatori che stavano cercando di trarre vantaggio da lui stavano arrivando a sfruttare me”.

Truly Lionel Richie

Il motivo della sua frequente presenza in Europa è la sua compagna, Lisa Parigi, splendida imprenditrice svizzera, 40 anni meno di lui. I due sono sempre insieme. La sua autobiografia Truly sta andando molto bene… “Ho impiegato molto tempo a pensare di poter scrivere quelli che sono i miei ricordi, dagli inizi nel Tennessee a tutte le varie fasi della mia carriera. Era il momento giusto. È stato un buon modo di fissare su carta le cose più importante, di fare un bilancio della mia vita”.

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