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Intervista esclusiva con Nino Buonocore “Mettiamo in salvo l’amore e non dimentichiamoci che non è mai scontato…”

A distanza di dodici anni dal suo ultimo album, Nino Buonocore presenta M.I.S.L.A., album di inediti con il quale torna a parlare di sentimenti e relazioni, mettendo a fuoco anni complicati e non facili per mettere al centro ancora una volta la musica

28 Novembre 2025 17:34

Si intitola M.I.S.L.A. (mettiamo in salvo l’amore). E la prima riflessione ascoltando un disco non solo bello, ma ricco di citazioni, riferimenti e argomenti di grande intensità, parte proprio dal titolo. Dobbiamo davvero preoccuparci di mettere in salvo l’amore? Ma non era la cosa che non doveva mai essere data per scontata, l’unica per la quale valesse la pena stare al mondo?

M.I.S.L.A. (mettiamo in salvo l’amore)

…E come davanti a un computer che va in crash e rischia di cancellarci all’improvviso tutto il lavoro, siamo qui a preoccuparci di mettere in salvo l’unica cosa che conta: “Viviamo tempi molto complicati e non particolarmente belli – dice Nino Buonocore – di fronte alla fretta, alla faciloneria con la quale viviamo determinate esperienze forse è il caso di mettere un punto e di dirci per cosa vale la pena stare al mondo. L’amore sicuramente è una delle cose da salvare, sempre e comunque. Il titolo del mio disco è un po’ esortazione e un po’ preghiera. Un invito a stare al mondo per vivere le cose che contano davvero”.

Dunque l’amore non è più il motore, non è più al centro delle nostre vite: “In questi dodici anni in cui pur suonando molto non ho registrato un nuovo album di inediti, sono cambiate moltissime cose. E da quello che ho osservato molti cambiamenti non sono stati per nulla positivi. Mi sembra che l’uomo abbia perso la sua centralità, siamo diventati dei numeri. Non abbiamo più la capacità di fare in modo che l’amore sia un valore elemento distintivo e di valore. Ci sfiora, magari ci attira, ma poi non ci appassiona”.

Analisi spietata: “Ci stiano anestetizzando per una omologazione che ci spinge sempre di più verso il basso. Stiamo diventando sempre più istintivi e forse, per un centro aspetto, sempre meno umani”.

L’amore deve essere il nostro carburante 

La riflessione di Nino Buonocore è molto severa ma legge anche una dinamica sociale ben precisa che non può passare inosservata: “Arrivo da una generazione che motivava tutto con l’amore. Abbiamo fatto tutto con amore e per amore. Era il nostro carburante. Oggi questo valore è stato soppiantato da cose che non hanno senso: si dà molta più importanza al denaro, a comprare cose che non ci definiscono e non ci rappresentano ma ci omologano in uno status symbol che lascia il tempo che trova. Si parla tanto di social, di rapporti sociali, ma la verità è che nel corso degli anni stiamo rendendo le nostre vite sempre più virtuali e che abbiamo soppresso la voglia di socializzare, di essere solidali”.

Nino Buonocore
Nino Buonocore, 67 anni e dodici album di inediti – Credits Soundsblog.it

Quando le proteste erano all’ordine del giorno

Insomma, era meglio prima quando eravamo meno social: “Sono uno di quelli che considerava i social network una splendida novità, una grande opportunità, qualcosa che poteva essere davvero rivoluzionaria. Ma con gli anni li abbiamo banalizzati e noi siamo diventati fatalmente sempre più poveri. Mi sono sorpreso a vedere la gente ferma in coda sulle tangenziali per applaudire i manifestanti contro l’embargo in Palestina. Ho visto proteste davvero sincere, motivate. Ma non dimentichiamo che negli anni ’70 manifestazioni come queste erano all’ordine del giorno. Noto una forte rassegnazione. Molto dipende certamente dalla politica, ma i social hanno fotografato una progressiva degenerazione di valori che si sta facendo preoccupante e che anziché avvicinarci ci ha allontanato”.

Eppure ci è stato raccontato che il Covid in qualche modo ci avrebbe dovuto cambiare in meglio: “Magari mentre vivevamo quel momento drammatico è stato anche così. In quella chiusura, in quella bolla, abbiamo messo a fuoco rapporti che all’interno delle nostre piccole realtà avevano perduto. Ma ne abbiamo perso molte altre e rischiamo di non recuperarle più”.

Elegia dell’imprevisto

Nino Buonocore esce con un disco che è una straordinaria lettura narrativa che è estremamente artigianale e curata: “Anche per me le cose sono cambiate. Sono sempre stato un musicista da studio, pubblicavo quando avevo delle cose da dire e suonavo dal vivo con una certa moderazione. Forse troppa. Poi ho cominciato a divertirmi, a uscire, a suonare sempre di più e nel corso degli ultimi anni il mio rapporto con il live e con il pubblico si è fatto costante e continuo. Sotto un certo aspetto questo disco nasce anche dalla grande quantità di live che ho fatto negli ultimi anni e che sto continuando a fare. In un certo qual modo non è cambiato il mio modo di comporre, ma è cambiato il processo con il quale concretizzo le cose. Gli ultimi anni hanno portato tanti cambiamenti nel mio modo di propormi, ho cercato di trasformare ogni live in un happening senza mai avere la certezza di quello che sarebbe potuto accadere. Ho scoperto la bellezza dell’imprevisto. E quindi ogni sera mi trovo a cambiare la scaletta, persino gli arrangiamenti”.

Il che in un mondo di live preconfezionati e copia-incolla, sempre uguali a se stessi, è una rarissima qualità: “Il disco per definizione è una natura morta, si fissano delle cose su un supporto che resta. Il live è la mia natura viva. D’altronde anche la qualità dei dischi sta peggiorando, è sempre più difficile ascoltare cose che appassionano davvero. E almeno dal vivo non voglio portare al pubblico canzoni che sembrano fotografie statiche ma i miei umori momentanei di quella sera. Non voglio nascondere nulla…”

Nino Buonocore: Felice di essere quello che sono

Che musicista è oggi Nino Buonocore? “Sono uno che ha sempre approfondito e studiato. Amo gli strumenti, amo suonare. Non voglio scimmiottare nessuno. Alla mia età non posso fare il rocker. Anzi… le persone che non si rendono conto che il tempo passa e che per fare certe cose bisogna avere un fisico e una età mi mettono un po’ di tristezza. Mio padre diceva che se uno nasce tondo non muore quadrato. Tondo o quadrato sono contento di come sono nato e di ciò che sono diventato. Sono felice di essere me stesso. Ho avuto la fortuna di attraversare tantissime epoche musicali e ho cercato di assorbire un po’ di tutto. Ma so che non posso fingere di avere un’altra età né una radice diversa dalla mia. Fingere nella musica è la cosa più disonesta che ci sia”.

Nino Buonocore
Nino Buonocore, pubblica il suo inedito a dodici anni di distanza da Segnali di Umana Presenza – Credits Soundsblog.it

Amore, esperienze ed errori

Il disco offre diverse letture interessanti. In Nessuno Nino canta in prima persona una relazione omosessuale: “A definirla tale è solo una parola, un dettaglio nel testo del brano. Sta alla gente coglierla. A me quello che interessava era raccontare un amore assolutamente normale, con i suoi alti e bassi, la sua quotidianità, senza rivendicazioni da barricata o analisi sociali di chi è cosa. L’amore è amore. Nessuno ha il potere di definire quanto valga”.

In Pane Sale e Olio la sensazione di un certo rimpianto per come si è cresciuti evidenza una notevole distanza tra i ragazzi cresciuti negli anni ’70 e quelli di oggi: “Forse siamo stati troppo protettivi, magari perché i nostri genitori ci hanno lasciato una libertà maggiore o anche perché ce la eravamo meritata. Abbiamo fatto le nostre esperienze, sicuramente abbiamo anche commesso qualche errore. Ma posso dire che siamo cresciuti senza tutte queste ansie che circondano i giovanissimi di oggi e che a volte mi sembrano davvero eccessive. I ragazzi oggi commettono stupidaggini assurde ma la cosa più brutta è che non danno alcun peso ai loro atti: pensano che tutto sia senza coneguenza. Forse la voglia di avventura di quelli della mia generazione era un motore che nel bene e nel male ci ha portato da qualche parte. Avevamo un obiettivo”.

Senza scorciatoie: un disco ispirato

Il disco è molto bello. Dieci ritratti artigianali, curatissimi che lo rivelano non solo un autore ispirato ma anche un musicista capace di creare sfumature eleganti e curate che francamente oggi sono sempre più rare da ascoltare. In M.I.S.L.A. c’è sempre la sensazione di ascoltare un disco pensato, ma soprattutto suonato sul serio,  senza scorciatoie: “Dopo il grande successo avrei potuto continuare a comporre altre Scrivimi all’infinito ma ho rifiutato di ripetere un unico cliché, lasciando che fosse l’istinto e la passione per la musica a guidarmi. L’idea di non replicabilità che cerco di portare nelle canzoni di questo disco e in ogni esecuzione live mi piace moltissimo”.

Nino Buonocore
La copertina di M.I.S.L.A., ultimo album di Nino Buonocore – Credits Soundsblog.it)

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