Giorgio Armani, l’eleganza che incontrava la musica: dal rapporto con Madonna ai progetti sonori
Dalle feste leggendarie agli album Emporio Armani Caffè, il lato musicale dello stilista che ha segnato moda e spettacolo: Giorgio Armani amava la musica e la considerava una parte integrante del suo mondo e della sua proposta di stile e di arte visiva.
La morte di Giorgio Armani, ufficializzata ogig a 91 anni, non rappresenta solo la fine di un’epoca per la moda internazionale. Significa anche perdere un uomo che ha saputo parlare alla musica come pochi altri stilisti.
Per Armani, le passerelle erano veri spettacoli da concepire a 360 gradi. Le scalette musicali dei suoi eventi erano curate personalmente, con un occhio attento a generare emozioni precise. Dai classici al pop più contemporaneo, ogni brano era scelto per accompagnare il passo dei modelli e per sottolineare il carattere delle collezioni.
Giorgio Armani e la musica: le sue amicizie
Il suo legame con Madonna rimane uno dei più celebri. Giorgio Armani non si è limitato a vestirla per tour e apparizioni pubbliche: con lei ha condiviso momenti di amicizia autentica, diventando parte del suo immaginario scenico.
Le feste organizzate dallo stilista erano frequentate da star come Beyoncé e Tina Turner, Elton John e David Bowie, con cui re Giorgio aveva un rapporto personale molto stretto e affettuoso in un intreccio continuo tra moda, musica e cultura pop internazionale. Ogni evento diventava un palcoscenico globale, con Armani regista invisibile e allo stesso tempo protagonista.
Negli ultimi anni era diventato buon amico di Lady Gaga che riteneva un’artista spregiudicata e preparata. Fu lui a vestirla nel suo momento di massimo successo, ritirando i Grammy del 2010 e durante il Monster Ball Tour, dove Armani presenziò al suo show in almeno in tre occasioni, inclusa Milano. E poi Rihanna, elegantissima in Armani nel 2012 e nel 2017 ma anche Adele, in nero sempre ai Grammy e agli Oscar.
La musica con tutto il suo mondo pop legato alla comunicazione e all’essere è stato un formidabile meccanismo promozionale per Giorgio Armani in un osmosi continua di mutuo successo.

L’Armani Privé
Per anni Aa Milano una delle serate più prestigiose era il giovedì dell’Armani Privé, denominata Giorgio’s. Musica lounge prima, house e deep-house fino a tardissima notte. Armani si vedeva molto spesso a suo agio insieme ai suoi ospiti: Loredana Bertè, Lenny Kravitz, Jack Savoretti, Patty Pravo, Sister Sledge. La musica era in linea con i grandi night-club di Londra e New York e faceva tendenza.
Armani e la musica nella pubblicità
Si dice che Giorgio Armani, maniacale nel controllo dei dettagli, fosse attentissimo anche alla produzione dei promo e delle clip dei suoi prodotti. Per i contenuti musicali si affidava a producer che gli proponevano tutta una serie di brani dai quali poi di solito era lui a scegliere quello definitivo. E solo raramente la scelta cadeva su brani conosciuti o artisti affermati.
Il suo orecchio portava delle volte a evidenziare autori semisconosciuti: è il caso dello spot di Acqua di Giò per il quale venne scelto Way Down We Go degli islandesi Kaleo che anche grazie al suo spot divenne un grande successo, scelto anche per diverse colonne sonore.
Giorgio Armani e le citazioni musicali
Pur essendo legato a uno stile più vicino al pop tradizionale sono stati i grandi rapper a definire Armani icona dello stile e della moda nei propri brani con riferimenti chiari e inequivocabili. Si dice che lo stilista non ne fosse felicissimo, soprattutto quando il suo nome usciva insieme alle immagini di armi o al linguaggio più pesante delle rime trap. Ma non diffidò mai nessuno, e lasciava fare. Una volta, molti anni fa, quando i Pet Shop Boys uscirono con Paninaro chitandolo nel testo insieme ad altre parole italiane gli chiesero se la cosa lo disturbasse: “Ma no, sono amici, mi hanno anche chiesto il permesso. Non lo sgualciranno mica….”
Jay-Z, il produttore e marito di Beyoncé lo cita in Money Ain’t a Thang: “The watch froze up, my Armani suit close up.” Nas in Get Down” (2002): “Armani suits, fresh fruit, Bally boots.”
Anche Drake parla più volte di Armani suits. Numerose le citazioni anche nelle canzoni italiani: da Sfera Ebbasta a Gué, a Lazza.
I progetti musicali: Emporio Armani Cafè
Ma il rapporto con la musica non si fermava al mondo delle passerelle o delle celebrità. Negli anni Armani ha dato vita agli album Emporio Armani Caffè, raccolte di musica ambient, elettronica e sperimentale create con il sound designer Matteo Ceccarini. Questi dischi, pensati come colonna sonora ideale per accompagnare i suoi spazi, raccontavano la visione multisensoriale dello stilista: moda, architettura e musica unite in un’esperienza totale.
Collaborazioni e legami personali
Armani non ha mai nascosto il suo sostegno agli artisti emergenti. Disegnò gli abiti per la cantante Alexia, icona della dance italiana e internazionale, legata alla famiglia Armani attraverso il matrimonio con suo nipote Andrea Camerana.
Anche questo gesto dimostra quanto lo stilista fosse vicino non solo alle superstar globali, ma anche alle voci della scena europea. La sua sensibilità musicale si rifletteva nelle amicizie e nelle collaborazioni, costruite più su affinità e rispetto che su mere strategie di visibilità.

L’acquisizione della Capannina di Forte dei Marmi
Proprio pochi giorni fa Giorgio Armani aveva voluto legare ancora di più il suo nome alla musica acquistando La Capannina di Franceschi a Forte dei Marmi, uno dei templi della mondanità italiana e luogo iconico per generazioni di musicisti e artisti. Un ritorno sentimentale alle radici, visto che proprio in Versilia lo stilista aveva conosciuto Sergio Galeotti, suo compagno di vita e di lavoro. La Capannina rappresentava, per Armani, la sintesi di un’Italia capace di coniugare stile, musica e mondanità. Il locale aveva ospitato sia come set che come centro narrativo un gran numero di eventi anni ’60 storici: a cominciare dal film Sapore di Sale dove i protagonisti si conoscono giovanissimi per poi incontrarsi ormai maturi venti anni più tardi.
Un’eredità che unisce moda e suono
Le sue feste, le scalette delle sfilate, gli album e le amicizie rimangono testimonianza di un uomo che ha saputo trasformare la moda in un concerto di emozioni. Armani lascia un patrimonio che non si misura solo nei tessuti e nelle forme, ma anche nelle note che hanno accompagnato la sua visione del mondo.
La camera ardente sarà aperta a Milano, presso l’Armani/Teatro, il 6 e 7 settembre. I funerali, come da sua volontà, si svolgeranno in forma privata.