Intervista a FRE,”Sott’acqua” è il nuovo singolo: “L’invito di ricominciare a vivere, a sognare”

Sott’acqua, il nuovo singolo di FRE: leggi l’intervista al cantante, il significato della canzone, ascolta il brano

Scritto e prodotto da FRE presso il Wall of Sound Studio a Milano, “Sott’acqua” è il nuovo singolo che si rivolge a
tutti coloro che si trovano ad affrontare delle difficoltà e che si sentono schiacciati da esse.

Il messaggio è chiaro: non bisogna mai darsi per vinti né gettare la spugna, soprattutto nei momenti difficili, quando non sembra esserci una via d’uscita. In “Sott’acqua”, FRE ribadisce l’importanza di non arrendersi mai, di lottare per ciò in cui si crede senza farsi influenzare da ciò che ci circonda. Il brano è anche un chiaro riferimento alla difficile situazione socio-economica che il nostro paese sta attraversando, con l’esortazione a non smettere di sognare.

Abbiamo intervistato FRE per parlare con lui del suo nuovo brano. Ecco cosa ci ha raccontato.

Come è nata la canzone? Mi sembra un pezzo autobiografico con un messaggio adatto a tutti…

Ho scritto “Sott’acqua” prima che venisse fuori la pandemia, quando si iniziavano a sentire i primi casini in arrivo. Non l’ho scritto durante… Il brano è malinconico, guardavo la città, le persone intorno, che camminavano. Siamo con la testa sulle nuvole, pensiamo troppo ai problemi. Le parole sono malinconiche ma il messaggio è positivo: quello di uscire fuori da questa bolla. Nel video si vede una bambina con un pesce dentro all’ampolla e alla fine lo libera nello stagno. E’ quello il messaggio, uscire dall’ampolla e ricominciare a vivere, a sognare. Vedo ragazzi che non sognano, sono incollati sui social. Volevo trasmettere questo concetto positivo. E’ autobiografico perché avevo io avevo la testa che mi vola, ora cerco di concentrarmi sulle cose positive.

Leggendo la tua biografia, hai iniziato fin da giovane… La tua gavetta c’è stata, hai suonato nei locali, hai avuto le risposte dal pubblico. Quanto è stato importante?

Ho fatto la gavetta  e poi anche qualche featuring con qualche artista ma non mi ha mai portato a nulla. Pensavo che mi potessero aumentare la visibilità ma non l’ho vissuta molto bene. Ho vissuto anche un periodo di stop, forse non ero convinto che fosse la mia strada… Abbiamo avuto una data a Riccione in mezzo a tantissima gente e sono venuto fuori molto meglio. La gavetta mi è servita per capire cosa è importante e cosa no. Ora penso a fare una buona traccia da solo, non cerco per forza di appoggiarmi ad altri artisti.

Mi hai accennato a questo stop. Ti ricordi qualcosa che ti ha convinto che questa era la tua strada?

Sì, la pubblicazione del pezzo “Gomorrista“. E’ salita molto lenta però siamo arrivati a 100.000. E ho fatto il primo contratto con Believe, ho avuto le prime attenzione agli addetti ai lavori, il primo Ep. Il pubblico mi dava riscontro e qualche produttore iniziava ad essere interessato. Mi hanno dato la spinta per iniziare, ho cambiato poi management e il mio team di oggi non lo cambierei mai.

Domanda “out of the blue”, cosa ne pensi del talent show per emergere?

Un artista vero si crea da solo. Se fai delle cose buone che hanno un messaggio potresti comunque salire. Fare un talent è rischioso, è lui il protagonista della cosa. Se vinci potresti avere tanta visibilità ma è legato al tempo con i nuovi protagonisti che arriveranno nella nuova edizione. Ci vuole tempo, energia, soldi per riuscire ad emergere e fare tutto da solo. Non sono un grandissimo fan dei talent, non per snobismo eh, ma non lo farei. Non fa per me ma so che molti puntano su quella strada per il successo. Devi vedere cosa rimane, dopo. I messaggini su Instagram con i complimenti sono le cose che ti gratificano. Sognare fa bene ma bisogna avere i piedi per terra e capire se stai andando bene o no.