Denise Faro: “Ecco come è nata Jacuzzi, il mio nuovo singolo” (intervista)

Jacuzzi, il nuovo singolo di Denise Faro: leggi l’intervista alla cantante su Soundsblog.it e ascolta la canzone

Appassionata fin da bambina al canto, alla danza e alla recitazione, Denise Faro ha mosso i primi passi ricoprendo alcuni ruoli sugli schermi televisivi e cinematografici fino a calcare i palchi teatrali italiani e internazionali. In seguito, dedicatasi principalmente alla musica è stata la prima e unica italiana ad entrare
nel famoso tv show messicano “La Academia”, una competizione canora che ha visto nascere alcuni dei più grandi artisti latini.

Lo show dà il via alla carriera oltreoceano di Denise che nel 2012 conquista i cuori latini, vincendo uno dei “festival della canzone” più importanti al mondo, “El Festival de Viña del Mar”, rappresentando l’Italia con un suo brano inedito “Grazie a te”.

Nel 2019 inizia una nuova era musicale per Denise con il brano “Breaking Free”, in collaborazione con il DJ Luis Rodriguez. L’artista presenta il brano nello stadio di San Siro durante i concerti di Vasco Rossi, davanti ad oltre 120 mila persone. In seguito scrive “Intrappolata (Atrapada)” in collaborazione con la cantautrice colombiana, vincitrice di un Grammy, Ana Casalett, in cui si racconta senza filtri. Nel 2020, durante il lock down decide di pubblicare una canzone scritta e prodotta a Los Angeles, “Inolvidable” (indimenticabile), senza però toccare il tema della pandemia, concentrandosi invece completamente sul tema universale dell’amore e della passione.

Jacuzzi è il suo nuovo singolo, uscito oggi, 20 novembre 2020. Ecco la nostra intervista a Denise.

Mi racconti come è nata Jacuzzi e il significato, il messaggio della canzone?

E’ arrivata alla chiusura dell’album, stavamo decidendo quali brani inserire e quali no ed è arrivato questo pezzo, quasi un po’ dal nulla. L’ho sentita e me ne sono completamente innamorata, gli autori sono stati fantastici. Abbiamo scritto anche il pezzo insieme per renderla più personale. E da ultima canzone arrivata è diventata il primo singolo. La traccia dice “Cado in milioni di pezzi, lacrime in una Jacuzzi”. La frase che mi sono ripetuta un milione di volte: per quanto tu possa essere immerso nel lusso, avere oggetti, se non hai un amore o persone a cui vuoi bene intorno a te, realmente non serve a niente. Una sensazione che abbiamo provato un po’ tutti durante il lockdown, con la mancanza degli altri, l’abbraccio. Io ero a Los Angeles, vivo là, stavo bene, ero a casa mia, ho un giardino ma sentivo la mancanza degli affetti.

Come hai vissuto il lockdown?

L’ho iniziato da marzo a Los Angeles. Ero fortunata perché ero comoda in casa, stavamo lavorando all’album. Abbiamo rallentato ma ho anche scritto di più. Questa pandemia ha fatto provare qualsiasi tipi di emozione. Ho scritto un sacco di pezzi. Poi, dopo mille peripezie sono arrivata a giugno, in Italia.

Vivi a Los Angeles, in uno Stato che tra manifestazione contro il razzismo e le elezioni Biden/Trump è al centro di discussioni, rivolte e ha vissuto anche momenti difficili…

Io vivo all’estero da anni, sette a Los Angeles. Quando è iniziato il movimento del Black Lives Matter è stato molto particolare. All’inizio c’erano manifestazioni pacifiche, era quasi bello perché si sentiva l’unione della popolazione. Poi c’è stata quell’altro tipo di manifestazione, parallela, di quelli che spaccavano vetrine, danneggiavano negozi. Io una sera a Los Angeles ho passato la notte intera con pigiama e scarpe da ginnastica addosso perché ero circondata da incendi e da spari. Sembrava di essere in un film di Hollywood… Era strano. C’era il coprifuoco, con i militari per strada, armati.

Nella tua carriera ha anche eseguito il brano “Breaking Free”, in collaborazione con il DJ Luis Rodriguez  nello stadio di San Siro durante i concerti di Vasco Rossi…

Un’emozione gigante, probabilmente l’ultima bella su un palco gigante prima del blocco del mondo. E’ successo per caso. L’ho scritta in inglese senza sapere che l’avrei cantata poi io. La mia era solo una demo ma si sono innamorati della voce e della versione com’era. Hanno direttamente masterizzato quella demo. Io e Vasco siamo molto amici e l’unione con il Dj che apriva i suoi concerti ha reso tutto più facile. Mi ha chiesto se volevo aprire il suo live. Io Vasco l’ho vissuto più umanamente che professionalmente, come persona. Quando sono arrivata a San Siro -era la prima volta per me- l’impatto visivo era immenso e mi son detta “E’ Vasco… non quello che conosco io ma quello che canta davanti a 120.000 persone…”. E’ strato stranissimo e bellissimo. Il pubblico è stato molto carino con me.

Hai partecipato a “La Academia”, come è stata come esperienza come talent show? Non hai mai pensato ad un programma italiano?

A me piacciono i talent show, trovo siano delle belle esperienze che ti possono segnare nel mondo giusto. La Academia è stata stranissimo: mi hanno trovata su un palco, un talent scout mentre ero in Spagna per fare un musical. Ero in Spagna, non parlavo spagnolo ai tempi. Mi è arrivata questa proposta, questo biglietto diretto per il Messico dalla sera alla mattina. Ma letteralmente. Il giorno dopo ho preso l’aereo alle 9. Il manager mi parlava via email. Da lì è stato un susseguirsi di tante cose che mi ha portato al Festival de Viña del Mar che ho vinto. Anche se non ho vinto La Academia, è stato l’inizio di tutto il resto. Quando ero piccola ero fan di Amici, sfegatata. Non c’è un “Perché no”, dipende dal periodo. E’ bello però ti prendono un sacco di tempo, ti mettono sotto contratto. E rischi di perdere la tua strada solista, lottare per arrivare in finale e fare l’inedito. Negli ultimi anni ho iniziato a scrivere i miei brani, a lavorare agli arrangiamenti con il mio team. Mi fa piacere esserci in prima persona.

 

 

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