Home Notizie Bohemian Rhapsody, 50 anni dopo: il brano che ha insegnato al rock a essere opera

Bohemian Rhapsody, 50 anni dopo: il brano che ha insegnato al rock a essere opera

I Queen celebrano il mezzo secolo di Bohemian Rhapsody con una serie di video sul loro canale ufficiale. Ma la storia del brano è molto più lunga e sorprendente di quei 5 minuti e 55 secondi che all’epoca sembravano interminabili e impossibili da trasmettere sulle radio, che pretendevano singoli non più lunghi di tre minuti.

1 Novembre 2025 10:52

Quando oggi ascoltiamo Bohemian Rhapsody ci sembra un oggetto alieno: sei sezioni diverse, un’introduzione quasi da operetta, una parte operistica, un intermezzo hard e una coda malinconica. E invece, come raccontano Brian May e Roger Taylor nella nuova serie The Greatest pubblicata proprio per il cinquantesimo anniversario del loro più grande successo, per i Queen del 1975 non fu una rottura, ma la naturale evoluzione di quello che avevano già scritto prima.

I Queen e Bohemian Rhapsody, la genesi

Sul primo album c’era già My Fairy King; su Queen II c’erano March of the Black Queen e The Fairy Feller’s Masterstroke: pezzi incentrati su una parte di piano, teatrali, con cambi d’umore continui e sovraincisioni vocali esasperate. Mercury, spiegano May e Taylor, venne in sala prove dicendo più o meno…“C’è questo pezzo, ha più parti, c’è un segmento operistico, dovremo sovraincidere tanto”. E la macchina-Queen si mise in moto.

Una ricostruzione ripercorsa in modo piuttosto rispettoso dal film biografico sui Queen, altro grandissimo successo, nel quale il ruolo di Mercury viene affidato al premio Oscar Rami Malek.

Bohemian Rhapsody, 180 sovraincisioni e il nastro che si scioglieva

La registrazione di Bohemian Rhapsody viene effettuata ai Rockfield Studios in Galles e fu un mezzo tour de force anche tecnico. Il produttore Roy Thomas Baker ricordò che Freddie arrivò con il pezzo praticamente completo in testa, comprese le armonie di Galileo Scaramouche e Fandango, parole inventate ma che suonavano bene nella metrica della canzone.

Lavorarono a blocchi: prima la ballad per piano e voce, poi la sezione operistica, poi il finale hard. Per le voci incollarono decine di tracce fino al limite della tecnologia dell’epoca: tanto che Baker disse che “si vedeva letteralmente il nastro diventare trasparente” anche perché tutto veniva inciso su una bobina tradizionale multipista. Roger Taylor per fare gli acuti richiesti perse quasi completamente la voce per tre giorni.

In quella fase il titolo provvisorio era The Cowboy Song, perché la coda con “nothing really matters” aveva ancora un sapore western e Mercury stava cercando la tonalità giusta ma non aveva ancora ben chiaro come la canzone si sarebbe dovuta concludere.

Freddy Mercury
Uno scatto ufficiale di Freddy Mercury in sudio di registrazione – Credits Peter-Roshler, Mercury Songs Ltd. (Soundsblog.it)

Il no della EMI

Ma la parte più famosa della leggenda di Bohemian Rhapsody arriva dopo. La EMI all’inizio non voleva pubblicare il brano come singolo: quasi sei minuti, niente ritornello tradizionale, troppe parti, nessun DJ l’avrebbe passato. C’è una lite furibonda nell’ufficio di Ray Foster, il pezzo grosso della EMI che rifiuta di fare uscire il brano come singolo.

Un ruolo che nel film verrà affidato a Mike Myers, grande ammiratore della band, che dirà… “voglio una canzone che la gente ascolti a tutto volume in macchina scuotendo la testa” che è esattamente quello che fanno i protagonisti del suo Fusi di Testa (Wayne’s World) sulle note di Bohemian Rhapsody.

Il sì di Kenny Everett e il video rivoluzionario

A quel punto Freddie Mercury fece ascoltare il pezzo a Kenny Everett, deejay e amico della band, che lo mandò in onda a ripetizione su Capital Radio dicendo che era “solo un provino”. In pochi giorni i fan lo richiedevano tutti e la EMI fu costretta a cedere. Per promuoverlo i Queen girarono un filmato con Bruce Gowers: quattro ore di riprese, poche sterline, tantissima inventiva.

Quello che oggi chiamiamo “videoclip musicale” – riprendere la band che suona, montarla con effetti e usarla in tv al posto dell’ospitata – nasce praticamente lì, nel novembre 1975. Per questo i siti celebrano oggi non solo la canzone, ma il suo modo di essere lanciata.

Curiosità, ritorni e un impatto che non finisce

Ci sono almeno tre aneddoti che spiegano quanto Bohemian Rhapsody sia diventata più grande degli stessi Queen. Il primo: nel 1975 molti critici inglesi la stroncarono, considerandola “eccessiva e pretenziosa”. Eppure restò al numero 1 delle classifiche inglesi per nove settimane e nel 1991, dopo la morte di Freddie, tornò in vetta per altre cinque.

Il secondo: nel 1992 è proprio il film Wayne’s World  a riportarla addirittura nelle classifiche USA facendola conoscere a una generazione che non sapeva neppure cosa fosse A Night at the Opera. Mercury era morto da un anno…

Il terzo: per incidere la parte operistica dal vivo sarebbe servito un coro troppo grande, così i Queen decisero che dal vivo avrebbero usato il nastro originale uscendo di scena per qualche secondo, lasciando il palco completamente vuoto e inondato di giochi di luce per rientrare in scena solo per la parte rock. Mercury disse… “Non è playback, sono i Queen”.

Queen, Freddie Mercury
La statua di bronzo di Freddy Mercury a Montreux, sul lago di Ginevra, vicino alla sua ultima abitazione – Credits Instagram @freddiemercury (Soundsblog.it)

Bohemian Rhapsody oggi

Una classifica riporta Bohemian Rhapsody al primo posto tra i brani rock inglesi di tutti i tempi, davanti a Stairway to Heaven dei Led Zeppelin e a Come Together di Beatles.

Al momento è tra le prime tre canzoni più trasmesse nella storia delle radio inglesi e ha fruttato ai Queen il disco di diamante, dieci milioni di copie vendute, negli USA, prima band britannica a conquistare questo riconoscimento. Il film ha incassato in due settimane quasi un miliardo solo al botteghino dei cinema di tutto il mondo.

Testo Bohemian Rhapsody

Is this the real life? Is this just fantasy?Caught in a landslide, no escape from realityOpen your eyes, look up to the skies and seeI’m just a poor boy, I need no sympathyBecause I’m easy come, easy goLittle high, little lowAny way the wind blows doesn’t really matter to me, to me
Mama, just killed a manPut a gun against his head, pulled my trigger, now he’s deadMama, life had just begunBut now I’ve gone and thrown it all awayMama, ooh, didn’t mean to make you cryIf I’m not back again this time tomorrowCarry on, carry on as if nothing really matters
Too late, my time has comeSends shivers down my spine, body’s aching all the timeGoodbye, everybody, I’ve got to goGotta leave you all behind and face the truthMama, ooh (any way the wind blows)I don’t wanna dieI sometimes wish I’d never been born at all
I see a little silhouette of a manScaramouche, Scaramouche, will you do the Fandango?Thunderbolt and lightning, very, very frightening me(Galileo) Galileo, (Galileo) Galileo, Galileo Figaro, magnificoBut I’m just a poor boy, nobody loves meHe’s just a poor boy from a poor familySpare him his life from this monstrosity
Easy come, easy go, will you let me go?BismillahNo, we will not let you go (let him go)BismillahWe will not let you go (let him go)BismillahWe will not let you go (let me go)Will not let you go (let me go)Will not let you go (never, never, never, never let me go)No, no, no, no, no, no, no
Oh, mamma mia, mamma miaMamma mia, let me goBeelzebub has a devil put aside for me, for me, for me
So you think you can stone me and spit in my eye?So you think you can love me and leave me to die?Oh, baby, can’t do this to me, babyJust gotta get out, just gotta get right outta here
OohOoh, yeah, ooh, yeah
Nothing really matters, anyone can seeNothing really mattersNothing really matters to me

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