Bad Bunny ai Grammy 2026: “ICE fuori”, il discorso contro le politiche di Trump spalanca una enorme polemica
La cerimonia dei Grammy Awards 2026 si è trasformata in un palcoscenico fitto di proteste e dissenso: Bad Bunny, Olivia Dean e diversi altri artisti denunciano le operazioni violente della polizia anti-immigrazione dopo le morti a Minneapolis.
I Grammy Awards 2026 hanno segnato una delle serate più politicamente cariche nella storia della prestigiosa cerimonia musicale.
La notte degli Oscar della musica si è trasformata in un palcoscenico di protesta contro le politiche migratorie dell’amministrazione Trump, con artisti di primo piano che hanno usato i loro discorsi di ringraziamento per denunciare le operazioni dell’ICE.
Bad Bunny: “Non siamo animali, siamo umani”
Il momento più esplicito è arrivato dalla superstar portoricana Bad Bunny, clamorosamente vincitore del premio per il miglior album, il primo artista in lingua spagnola a conquistare un Grammy tra i major four: “Prima di ringraziare Dio, voglio dire: ICE fuori”, ha dichiarato subito dal palco, riferendosi agli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement: “Non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo stranieri in casa d’altri: siamo americani e siamo uomini. L’odio diventa più potente se lo controlli o lo reprimi con altro odio. L’unica cosa più potente dell’odio è l’amore, quindi per favore dobbiamo essere diversi. Se combattiamo, dobbiamo farlo solo con le parole della comprensione e dell’amore.”
Il discorso di Bad Bunny arriva dopo settimane di tensione a Minneapolis, dove gli agenti federali hanno ucciso due cittadini americani: Renee Good, il 7 gennaio, e Alex Pretti, un’infermiera di 37 anni. Le morti hanno scatenato proteste in tutto il paese e portato il Dipartimento di Giustizia ad aprire un’indagine sui diritti civili.
La protesta coinvolge anche le stelle britanniche
Anche la cantante britannica Olivia Dean, vincitrice del premio come miglior artista emergente, ha usato il suo momento sul palco per sostenere gli immigrati: “Sono qui come nipote di un’immigrata – ha detto riferendosi alla nonna Carmen, parte della Windrush Generation, arrivata in Regno Unito dalla Giamaica – sono il prodotto del coraggio dei miei noni e penso che queste persone meritino di essere celebrate. Noi non siamo nulla senza il coraggio di chi ci ha preceduto ed educato.”
Billie Eilish, vincitrice del brano dell’anno con “Wildflower”, ha aggiunto anche la sua voce al coro di proteste: “È davvero difficile sapere cosa dire e cosa fare in questo momento. Dobbiamo continuare a lottare, parlare e protestare. Le nostre voci contano davvero, e le persone contano.”

Pin “ICE OUT” e solidarietà sul red carpet
Prima dell’inizio della cerimonia, molti musicisti, produttori e cantanti hanno indossato spille bianche con la scritta “ICE OUT” in nero. Tra loro Kehlani, vincitrice di due premi R&B, che ha dichiarato ai giornalisti… “Il lavoro di un artista è riflettere i tempi. Le persone in tutto il mondo possono vedere anche solo quando apriamo la bocca una volta, quindi penso che abbiamo l’opportunità di usarla saggiamente.”
Gloria Estefano e Shaboozey: immigrati, e figli di immigratiu
Anche l’icona cubano-americana Gloria Estefan, una vera leggenda del mondo della musica pop americana e latina, voce dei Miami Sound Machine insieme a suo marito Emilio e vincitrice per il miglior album tropical Latin con “Raíces”, ha espresso preoccupazione per la situazione negli Stati Uniti: “Ciò che sta accadendo non riguarda affatto l’arresto di criminali. Queste sono persone che hanno una famiglia e stavano semplicemente esprimendo il loro pensiero senza alcuna violenza, persone che hanno contribuito a questo paese per decenni, uccisi in quella che viene definita la terra dei liberi. Amo l’America, ma non sono così certa di amare quello che sta diventando sotto questa amministrazione” ha detto la Estefan, figlia di immigrati cubani fuggiti negli USA dopo la rivoluzione di Castro.
Shaboozey, vincitore del suo primo Grammy per la performance country in duo con “Amen” insieme a Jelly Roll, ha dedicato il premio alla madre, una donna vittima di indicibili violenze prima di una fuga rocambolesca dalla Nigeria agli USA: “Gli immigrati hanno costruito questo paese, quindi il mio premio è per loro, e per tutti quelli che come me sono americani, orgogliosamente figli di immigrati.”
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