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Alter Bridge in Italia: il tour 2026 il nuovo album omonimo | Le date di Roma e Bergamo

Gli Alter Bridge annunciano due date italiane per febbraio 2026 nell’ambito del What Lies Within Tour, portando dal vivo il nuovo album omonimo appena pubblicato. Una band amatissima in Italia fin dai suoi primi giorni anche in considerazione di un brano diventato iconico

pubblicato 23 Gennaio 2026 aggiornato 23 Gennaio 2026 17:49

Gli Alter Bridge tornano in Italia con due attesissime date del What Lies Within Tour 2026. La band statunitense guidata da Myles Kennedy e Mark Tremonti si esibirà il 2 febbraio all’Atlantico di Roma e il 3 febbraio alla ChorusLife Arena di Bergamo, che si conferma arena interessante per il rock dopo la data di Marilyn Manson di poche settimane fa, portando dal vivo il materiale del nuovo album omonimo pubblicato il 9 gennaio scorso.

Il tour europeo, che prende il via il 15 gennaio da Amburgo, vede come special guest Daughtry e Sevendust, confermando ancora una volta la statura internazionale della formazione americana.

Dalle ceneri dei Creed alla rinascita con Myles Kennedy

La storia degli Alter Bridge è legata a doppio filo a quella dei Creed, una delle band post-grunge di maggior successo commerciale tra gli anni Novanta e primo Duemila. Nel 2003, dopo un tour controverso e crescenti tensioni interne, i rapporti tra il cantante Scott Stapp e il resto del gruppo si deteriorarono definitivamente. Il chitarrista Mark Tremonti, il batterista Scott Phillips e il bassista Brian Marshall – già uscito dai Creed nel 2000 e poi rientrato per l’ultimo disco – decisero di intraprendere una nuova strada musicale. La scelta del frontman cadde su Myles Kennedy, ex leader dei Mayfield Four, gruppo che aveva aperto alcuni concerti dei Creed nel 1998.

Tremonti rimase impressionato dalla voce e dalla passione di Kennedy, descrivendolo come una delle persone più umili e talentuose mai incontrate. Esageratamente talentuoso ma anche troppo, davvero troppo umile e schivo in un mondo come quello del rock dove spesso chi la spara più grossa vince. Buon musicista, voce assolutamente straordinaria e dotata di una estensione impressionante, Kennedy impiega poco tempo a definire quella che è la strada della band.

Perché Alter Bridge

Il nome Alter Bridge deriva da un ponte situato su Alter Road, al confine tra Detroit e Grosse Pointe nel Michigan, vicino alla casa d’infanzia di Tremonti: un luogo che per il chitarrista rappresentava il confine tra il conosciuto e l’ignoto, una metafora perfetta per il nuovo progetto.

L’ufficializzazione dello scioglimento dei Creed arrivò nel giugno 2004, proprio mentre nascevano gli Alter Bridge. Il debutto discografico One Day Remains venne pubblicato nell’agosto dello stesso anno, raggiungendo la quinta posizione della Billboard Hot 200 e vendendo 750.000 copie. Un debutto importante: ma al singolo d’apertura Open Your Eyes che ottiene un discreto successo radiofonico, si aggiunge l’incredibile responso del pubblico per Metalingus, scelt dalla WWE come entry music di Edge, all’epoca popolarissimo tra i wrestler della compagnia.

Blackbird e la consacrazione artistica

La band affronta il suo primo tour passando da un piccolo club di Reggio, suonando tutto l’album d’esordio e una manciata di cover. È con il secondo album Blackbird, pubblicato nell’ottobre 2007, che gli Alter Bridge conquistarono definitivamente la critica internazionale. La title track, un brano di quasi otto minuti scritto da Kennedy in memoria di un amico scomparso, contiene quello che la rivista britannica Guitarist avrebbe successivamente eletto “miglior assolo di chitarra di tutti i tempi” nel 2011.

La band torna in Italia è ci si rende conto che il Fillmore di Cortemaggiore non è più abbastanza: concerto strepitoso che fa eco a recensioni entusiastiche che consolidano la reputazione della band come una delle formazioni hard rock più tecniche e ispirate del nuovo millennio. Il tour mondiale di supporto all’album culminò in un concerto alla Heineken Music Hall di Amsterdam, registrato e pubblicato nel DVD Live from Amsterdam. In questo periodo, la notorietà di Myles Kennedy crebbe esponenzialmente: circolarono voci, poi smentite ma non del tutto infondate, di una sua possibile collaborazione con i sopravvissuti dei Led Zeppelin Jimmy Page e John Paul Jones. Kennedy confermò di aver effettivamente scritto materiale con loro, ma il progetto non andò avanti.

Nel 2009 gli Alter Bridge si prendono una pausa per permettere a Tremonti, Marshall e Phillips di riunirsi con Scott Stapp nei Creed riformati. Nel frattempo Tremonti scrive per la sua band personale altra musica e il progetto cresce ancora con Kennedy pubblica il suo primo progetto solista e inizia una storica collaborazione con Slash che lo avrebbe portato a diventare il cantante stabile del chitarrista degli ex Guns N’Roses, sia in studio che dal vivo: AXL ascoltandolo dirà… “fantastico, ha davvero la dignità e la qualità per cantare le nostre canzoni: alcune le interpreta in modo straordinario”  detto dal cantante dei Guns and Roses, non esattamente una persona conciliante è un attestato di stima straordinario.

Alter Bridge
Alter Bridge, in Italia per due date con il loro ottavo album – Credits Ufficio Stampa (Soundsblog.it)

La maturità artistica e la discografia recente

Al rientro dalla pausa, gli Alter Bridge pubblicarono AB III nel 2010, un concept album oscuro e introspettivo che affrontava tematiche esistenziali e spirituali. L’album ricevette plausi dalla critica per la sua profondità compositiva e per brani come Isolation, Ghost of Days Gone By e l’epica Words Darker Than Their Wings.

Seguirono Fortress nel 2013, The Last Hero nel 2016 e Walk the Sky nel 2019, ciascuno dei quali consolidò ulteriormente la reputazione della band come una delle formazioni rock più affidabili e tecnicamente superiori del panorama contemporaneo. Nel 2022 uscì Pawns & Kings, accolto con entusiasmo da fan e critica, che precedette un’altra pausa durante la quale Tremonti, di nuovo al lavoro con la sua omonima band, Marshall e Phillips tornarono in tour anche con i Creed riformati per una serie di concerti di grande successo.

Il tutto mentre gli Alter Bridge da band di nicchia inizia a riempire spazi importanti e a diventare punto di riferimento di una fan-base appassionata e informata.

Il nuovo album omonimo: una dichiarazione d’identità

Al rientro da progetti solisti e, nel caso di Kennedy, anche da un tour di altissimo livello, gli Alter Bridge tornano al lavoro nel 2025.

L’ottavo album in studio della band porta semplicemente il nome Alter Bridge, una scelta che dopo 22 anni di carriera suona come una dichiarazione d’identità piuttosto che come un nuovo inizio. Pubblicato il 9 gennaio 2026 via Napalm Records, il disco è stato prodotto ancora una volta da Michael “Elvis” Baskette, collaboratore storico della band fin dai tempi di Blackbird. Le registrazioni si sono svolte nella primavera 2025 tra il leggendario studio 5150 in California e lo studio personale di Baskette in Florida.

La recensione del nuovo disco

L’album si apre con Silent Divide, un brano che secondo la critica internazionale stabilisce immediatamente il tono del disco: riff vibranti e atmosfere cupe, il pezzo mostra una band pienamente consapevole delle proprie capacità. La voce di Kennedy raggiunge registri altissimi con una precisione invidiabile, mentre Tremonti dimostra ancora una volta perché sia considerato uno dei chitarristi più sottovalutati della sua generazione. Come sottolineato dalla rivista Kerrang!, si percepiscono influenze che spaziano da Jerry Cantrell degli Alice in Chains fino a Randy Rhoads, il leggendario chitarrista di Ozzy Osbourne.

Tra i brani più interessanti del disco figura Slave To Master, la traccia conclusiva più lunga mai registrata dalla band con i suoi nove minuti di durata. Il pezzo, descritto come “epico” e “strutturato a capitoli” dalla critica, affronta tematiche legate all’intelligenza artificiale e include un assolo doppio di tre minuti tra Kennedy e Tremonti, un vero e proprio duello di chitarre che rappresenta il culmine tecnico dell’intero album. Altri momenti chiave includono Hang By A Thread, ballata acustica paragonata ai classici Watch Over You e Wonderful Life, e Disregarded, uno dei brani più diretti e concisi del disco, pensato per scatenare il pubblico dal vivo.

La critica internazionale ha accolto l’album con grande entusiasmo. Ethereal Metal Zine lo ha definito “un capolavoro hard rock impossibile da ignorare”, sottolineando come dopo ventuno anni la band non stia inseguendo la rilevanza ma stia affinando la propria eredità artistica. Rock Sins ha evidenziato la capacità degli Alter Bridge di bilanciare momenti di introspezione con esplosioni di potenza, mentre Blabbermouth ha elogiato la capacità del gruppo di creare non soltanto musica, ma momenti ed emozioni che risuonano profondamente nell’ascoltatore.

Il tour europeo e le date italiane

Il What Lies Within Tour 2026 rappresenta uno degli impegni live più ambiziosi della carriera degli Alter Bridge. Dopo l’apertura del 15 gennaio ad Amburgo, la band attraverserà 17 paesi europei prima di spostarsi negli Stati Uniti in primavera. Le due date italiane si inseriscono nella prima parte della tournée: la presenza di Daughtry e Sevendust come special guest garantisce un evento di altissimo livello per tutti gli appassionati di hard rock e alternative metal.

Per gli Alter Bridge, che non hanno mai goduto di enorme supporto mainstream nonostante l’acclamazione della critica, il rapporto con il pubblico dal vivo è sempre stato fondamentale. La band ha costruito la propria reputazione attraverso tour incessanti e performance intense, conquistando una fanbase leale soprattutto in Europa. Le date italiane rappresentano quindi un’occasione imperdibile per assistere dal vivo a uno dei quartetti rock più tecnicamente superiori e emotivamente intensi del panorama contemporaneo, in un momento in cui la band sembra aver raggiunto la piena maturità artistica senza perdere nulla della fame e dell’energia che l’hanno sempre contraddistinta.

Alter Bridge in Italia

2 febbraio Roma – Atlantico
3 febbraio Bergamo – ChorusLife Arena

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