Home Interviste Alberto Urso: “Con ‘Come noi mai’ ho trasformato la sofferenza d’amore in musica. La gente capisce quando ci sei o ci fai” | Intervista Esclusiva

Alberto Urso: “Con ‘Come noi mai’ ho trasformato la sofferenza d’amore in musica. La gente capisce quando ci sei o ci fai” | Intervista Esclusiva

L’ex vincitore di Amici Alberto Urso torna con un nuovo singolo nato “di getto, in macchina” e racconta il suo rapporto con Sanremo, il duetto con Gigi D’Alessio e un album a cui lavora da tre anni: “La musica non è algoritmo, non è moda. Si parla di stati d’animo e deve essere tutto molto chiaro e credibile…”

30 Gennaio 2026 17:00

Alberto Urso è tornato a dicembre con “Come noi mai”, un brano che segna una svolta nel percorso artistico del tenore siciliano. Non è stata una canzone programmata, studiata a tavolino. È nata d’istinto, in macchina, come spesso accade quando le emozioni più vere chiedono di uscire: “L’ho scritto di getto, già pensando alla musica. Mi è venuta in mente prima la strofa, il passaggio musicale rispetto alle parole, che ho perfezionato a poco a poco”, racconta Alberto.

Come noi mai: come e dove

Si tratta di un brano che nasce da una sofferenza d’amore autentica, vissuta sulla propria pelle. “Ho scelto di reinterpretare quella che era la sofferenza per amore. È un brano importante per me dal punto di vista personale, è stato sicuramente liberatorio”, spiega. Una canzone scritta per sfogarsi, per dare forma sonora a qualcosa di puramente emotivo, senza pensare a strategie di mercato o classifiche. “Ho cercato di fare in modo che questo brano fosse un momento di sfogo, un momento che rappresentasse qualcosa di puramente emotivo per me”.

Il risultato è qualcosa di diverso rispetto a tutto ciò che ha prodotto finora, una canzone che Alberto stesso percepisce come nuova nel suo percorso artistico, più personale, più vera.

Sanremo 2026: nessuna rivalsa, solo scelte consapevoli

“Come noi mai” era stato originariamente presentato per Sanremo 2026, ma non è stato selezionato. Alberto Urso accoglie questa decisione con serenità e maturità: “Non c’è nessuna voglia di rivalsa nei confronti di Sanremo, ormai sono passati anni dalla mia presenza lì”. Il riferimento è al Festival 2020, quando salì sul palco dell’Ariston in duetto con Ornella Vanoni, un’esperienza che definisce “meravigliosa” e che porta ancora nel cuore.

“Certo, se fossi lì adesso probabilmente avrei un’esperienza diversa e affronterei il palco forse anche per divertirmi, cercando di stare più vicino alla gente”, riflette il cantante. La sua visione del Festival è cambiata con gli anni: oggi vorrebbe evitare “quel meccanismo gigantesco di promozione che poi alla fine ti porta a essere fuori da quello che è il tuo ruolo di artista, che dovrebbe essere proprio di vicinanza, di costante e continuo contatto con la gente”.

Parole che rivelano una consapevolezza maturata attraverso l’esperienza, dopo la vittoria ad Amici nel 2019, dopo un tour internazionale di oltre 200 concerti con i The Tenors, dopo aver calcato palchi prestigiosi come la Royal Albert Hall, l’Hollywood Bowl e il Radio City Music Hall.

Alberto Urso
Il nuovo album di Alberto Urso potrebbe uscire entro l’anno – Credits Ufficio Stampa (SoundsNlog.it)

Il duetto con Gigi D’Alessio: una storia lunga sei anni

Poi dal 16 gennaio è arrivato anche “Non dirgli mai”, il duetto con Gigi D’Alessio che rappresenta un incontro artistico autentico e profondo: “Questa collaborazione nasce nel 2020, quando Gigi mi chiamò per propormi una nuova versione di ‘Non dirgli mai’. Era una versione speciale, riarrangiata da Adriano Pennino, e mi chiese di cantarla insieme”, racconta Alberto.

All’epoca, per motivi di lavoro, non riuscì a scendere a Napoli a registrare e il progetto si fermò, lasciandogli “un grande rimorso”: “Poi, dopo un po’ di tempo, sentivo il bisogno di tornare su questo brano, e ho fatto la cosa più semplice. Ho chiamato dicendo che ero pronto, e che ne avevo una gran voglia. Gigi con grande generosità mi ha ridato questa opportunità. La sua risposta è stata immediata e generosa, ed è così che questa collaborazione è finalmente nata”.

In questi anni con Gigi D’Alessio è cresciuta anche una bellissima amicizia: “È un artista che stimo profondamente, un musicista, autore e interprete completo. ‘Non dirgli mai’ è stata una canzone fondamentale per la sua carriera ed è anche una delle mie preferite. Quando ho sentito l’arrangiamento orchestrale me ne sono innamorato e non vedevo l’ora di cantarla con lui”.

Contro gli algoritmi: “La musica è uno stato d’animo, non moda”

Alberto Urso ha le idee molto chiare su cosa significhi fare musica oggi, nell’era degli algoritmi e dei numeri che dominano le classifiche: “Sono ancora convinto che anche se siamo dominati dagli algoritmi e anche se molto spesso sono gli algoritmi a definire il successo o quello che la gente percepisce come successo, la musica non sia un algoritmo”, afferma con decisione. E ancora… “La musica non è moda, la musica non è sfarzo. Anzi, nemmeno la moda è sfarzo. Parliamo di idee che per la loro stessa percezione non costano nulla. Sono pensiero. E nella musica si parla di stati d’animo e tutto questo deve essere molto chiaro. Ognuno deve esprimere quello che è, come lo è nel momento in cui sente quello che canta. La credibilità è tutto. La gente capisce quando ci sei o ci fai”.

Una visione che si scontra inevitabilmente con le logiche del mercato discografico italiano, dove dominano il rap e la trap. Ma Alberto Urso per questioni di valuta commerciale non cerca scorciatoie né compromessi: “Quello che sogno di fare ora lo sto già facendo: sto cercando di esprimermi con la massima libertà possibile, con canzoni che raccontino come mi sento e che escono solo quando lo ritengo davvero opportuno”.

Alberto Urso
Alberto Urso, vincitore di Amici e ora titolare della sua etichetta – Credits Ufficio Stampa (SoundsNlog.it)discografica

Un album pensato a lungo

Sono ormai quasi tre anni che Alberto Urso lavora al suo nuovo album, un progetto a cui tiene particolarmente e di cui è già “particolarmente orgoglioso”: “Credo molto nel lavoro che sto facendo, lo propongo a tante persone. Il riscontro che ho dalle persone che lo ascoltano è positivo e questo per me è già estremamente importante”, racconta.

“È un album ricco che offre brani che hanno degli spunti davvero molto interessanti e cui ho lavorato personalmente”, anticipa il cantante, senza però svelare troppo di un disco che non ha ancora una data d’uscita. Ciò che conta, per lui, sono processo creativo e risultato finale: “Il primo obiettivo l’ho raggiunto: sto facendo le cose che voglio, come voglio e con i miei tempi. Il prossimo sarà un album che ho scritto pensando a me e a come sarebbe stato cantarlo alle persone, facendomi forte dell’emozione che provavo quando ho scritto queste canzoni”.

Dopo Amici e il Covid: ricominciare da zero con umiltà

Il percorso di Alberto Urso non è stato lineare. Dopo la vittoria ad Amici nel 2019 e Sanremo 2020, è arrivato il Covid: “Il periodo del Covid è stato il più duro. Ho avuto porte chiuse in faccia da parte di tante persone e addetti ai lavori che semplicemente non credevano più in me”, ha Alberto raccontato in un’intervista recente.

La sua reazione? “Ho aperto la mia etichetta discografica e ho cercato di trarne un beneficio investendo su me stesso. La mia famiglia mi ha sempre supportato”. Una scelta coraggiosa che dimostra carattere e determinazione, valori che ha sempre portato con sé fin da quando, bambino, studiava cinque ore al giorno tra pianoforte, sax, batteria, chitarra e canto.

Maria De Filippi e gli Amici: quelli veri

Di Maria De Filippi, che lo ha accompagnato nel suo percorso ad Amici, dice: “Mi è sempre stata vicina, mi ha dato tanti consigli. Di base mi ha sempre spinto a essere me stesso e amare quello che faccio senza limiti. Lei con gli allievi è come una mamma musicale”.

Un legame che continua anche oggi, come dimostrato dal suo recente ritorno nello studio di Amici come ospite, accolto da un pubblico in piedi che non lo ha dimenticato.

Alberto Urso continua il suo cammino con la stessa passione del primo giorno, con quella disciplina che gli ha insegnato il conservatorio e quella libertà che ha conquistato con l’esperienza. “Non sono legato alla fama, non mi sono mai montato la testa. Io voglio solo che la mia musica arrivi, quello è il vero successo”. E quando la musica arriva davvero, quando tocca le persone, allora gli algoritmi e le classifiche diventano dettagli secondari di fronte all’unica cosa che conta: l’emozione condivisa.

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