Dredg: "The Pariah, The Parrot, The Delusion" è un perscorso tortuoso fra alti e bassi

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Presentazione: Ecco "The Pariah, The Parrot, The Delusion", il quarto album della band californiana.

Giudizio complessivo: Ammetto che per quanto mi riguarda l'attesa per il nuovo album dei Dredg era veramente tanta, visto che considero il loro "El Cielo" (2002) uno dei migliori album della decade. L'ultimo album, "Catch Without Arms", pur risultando comunque un ottimo disco, aveva alcuni sintomi di una flessione creativa. Sintomi che in "The Pariah, The Parrot, The Delusion" diventano ancora più evidenti: alcuni pezzi ("Saviour", "I Don't Know") sono davvero esageratamente "easy", mentre altri risultano poco a fuoco e meno ispirati del solito. Specie nei pezzi strumentali ("Stamp of Origin", "Down to the Cellar") comunque non mancano quei colpi di classe che in passato mettevano i brividi, il che fa aumentare ancora maggiormente l'amarezza verso "The Pariah, The Parrot, The Delusion", perchè sono una band dalle potenzialità enormi. Insomma se confrontato con un album come "El Cielo", c'è tanta "delusion", ciò nonostante non me la sento di stroncare un album che in ogni caso è una spanna sopra a molte delle uscite discografiche di quest'anno.

Lista tracce - Voto:

Pariah - 7
Drunk Slide - 7
Ireland - 7
Stamp of Origin - Pessimistic - s.v.
Lightswitch - 7
Gathering Pebbles - 6
Information - 7
Stamp of Origin - Ocean Meets Bay - s.v.

Saviour - 5 (Peggior Traccia)
R U O K - 7
I Don't Know - 5
Mourning This Morning - 7
Stamp of Origin - Take a Look Around - s.v.
Long Days and Vague Clues - 7
Cartoon Showroom - 7
Quotes - 7
Down to The Cellar - 8 (Miglior Traccia)
Stamp of Origin - Horizon - s.v.

Voto complessivo: 6,71

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