Drupi: "Dopo la fiction su Mia Martini tutti sono diventati suoi amici: che ipocrisia"

Drupi contro i fan improvvisati della cantante di Bagnara Calabra: "Che ipocrisia!".

Il successo della fiction su Mia Martini è stato clamoroso e oggi sono in tanti a celebrarla. "C'è un limite all'ipocrisia dei brutti str... che vantano amicizie immaginarie. Ormai è pieno", si lamenta il cantante Drupi sulle pagine del settimanale Oggi. "Ora tutti la conoscevano, tutti le erano amici. E cavalcano l'onda. Quando a frotte all'epoca, nell'ambiente, la schifavano: entrava in sala di registrazione e si toccavano gli attributi per fare gli scongiuri, oppure la chiamavano "L'Innominabile". Forse dovrei tacere per non fare anche io la figura di quello che... Ma è uno sfogo d'istinto che le devo", racconta al giornalista Franco Bagnasco.

Drupi, d'altronde, deve molto a Mimì. Nel 1972 su proprio grazie alla Martini che dette il via alla sua carriera nel mondo della canzone. "Era il 1973. Io, agli inizi, sconosciuto, bazzicavo la Ricordi a Milano, ma stavo quasi per mollare il colpo. Mia all'epoca era la regina dell'etichetta. Un giorno mi chiesero di incidere il provino del pezzo che lei avrebbe dovuto portare a Sanremo: Vado via di Riccardi-Albertelli. Alla fine però non se la sentì di andare e i discografici mi dissero: 'Perché non ci mandiamo quel ragazzino che ha fatto il provino?'. Lì, con un boom e altri successi internazionali, iniziò la mia carriera".

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