Fiona Apple “The Idler Wheel” – la recensione

Auguri a Fiona Apple che compie 35 anni. La recensione e la scheda del suo ultimo album “The Idler Wheel”.

Fiona Apple "The Idler Wheel" - la recensione

Il 13 settembre di trentacinque anni fa, a New York nasceva Fiona Apple. Abbiamo deciso di farle gli auguri di buon compleanno con una breve recensione di “The Idler Wheel”, il suo ultimo album uscito questa estate a giugno.

Innanzi tutto il titolo integrale: “The Idler Wheel Is Wiser Than The Driver Of The Screw And Whipping Cords Will Serve You More Than Ropes Will Ever Do”. Frase criptica che qualcuno ha anche provato a risolvere con un diagramma (…) e che suona più o meno come un misto tra la volontà di lasciar fare alle cose il loro corso e – allo stesso tempo – la necessità di imparare a utilizzarle. Ecco: proviamo a partire da qui, dal titolo.

Molte delle canzoni del disco sono state presentate in anteprima live durante l’edizione 2012 del South By Southwest. Interpretazioni magistrali, arrangiamenti poco dissimili da quelli dell’album, intensità e emozioni assicurate. Di più: una grande naturalezza nell’esecuzione live, tanto da farle sembrare in scaletta da sempre. Tornando al possibile significato del titolo: “lasciar fare alle cose il loro corso”.

Se le prime cinque tracce di “The Idler Wheel” inanellano brani quasi perfetti (dall’onesta autoanalisi di “Valentine” – “I’m a tulip in a cup / I stand no chance of growing up” – al rancore nostalgico di “Jonathan” – con quel pianoforte e la linea melodica arrovellata che incedono quasi come una persona in preda a stalking selvaggio), le cose iniziano a incrinarsi con la pessima avvisaglia di “Left Alone” per poi scantonare fuori dai binari con “Periphery”. Il disco diventa molto percussivo, con alcune trovate brillanti e poco intrusive (“Anything we want”) e altre decisamente fuori misura (la già citata “Left Alone” e l’interlocutoria, rabbiosa “Regret”).

Non stiamo parlando di canzoni di poco valore, tutt’altro. Diciamo piuttosto che – seguendo il ragionamento iniziale – manca un po’ la capacità di utilizzare e controllare a pieno certe intuizioni, affinché valorizzino i brani più che distrarci. La variabile che allontana “The Idler Wheel” da un giudizio interamente positivo, per chi scrive è la scelta del produttore. Se ormai Jon Brion era in grado di accompagnare gentilmente (e fruttuosamente) l’irrequieta vena melodica della Apple, il batterista Charley Drayton ne asseconda l’affascinante schizofrenia, ma al punto da renderla spesso fine a se stessa.

Per qualcuno questo è un pregio e non un demerito, certo. Quello che risulta abbastanza innegabile è però il risultato: una sostanziale disomogeneità tra prima e seconda parte (lato A e lato B, se avete sottomano il vinile) che lascia interdetti. Alla fine arriva “Hot Knife” a mettere d’accordo quasi tutti – pur con qualche difficoltà. “The Idler Wheel” continuerà a farci compagnia anche nei prossimi mesi.

(7/10)

Fiona Apple
“The Idler Wheel Is Wiser Than The Driver Of The Screw And Whipping Cords Will Serve You More Than Ropes Will Ever Do”

01. Every Single Night
?02. Daredevil
?03. Valentine
?04. Jonathan
?05. Left Alone
?06. Werewolf
?07. Periphery
?08. Regret
?09. Anything We Want
?10. Hot Knife

Etichetta Epic Records
Produttore Fiona Apple, Charley Drayton
Registrazione Stanley Recordings Venice, Los Feliz CA e NBB Studio, NYC

Fiona Apple – artwork, produzione
Charley Drayton (accreditato come Seedy) – produzione
Dan Gerbarg – mastering
Eric Roinestad – art direction, designing
Dave Way – mixing
Howie Weinberg – mastering
John Would – ingegneria del suono
Eddison Sainsburg – ingegneria del suono
Andrew Slater – management

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