Stromae parla del suo esaurimento nervoso: “Tornare a cantare? Me la prendo con calma”

Intervistato da France 2, il cantante belga racconta il crollo nervoso avuto dopo il grande successo del 2013.

Assente dalle scene da ormai tre anni, Stromae torna in tv e parla dei motivi della sua lunga assenza: un esaurimento nervoso che lo ha messo a dura prova e che gli ha insegnato a prendere la vita con più calma e con maggior attenzione a se stesso.

“Avevo davvero bisogno di scrollarmi da dosso tutta la pressione venuta col successo”

dice Stromae, finalmente un po’ più in carne, dopo averlo visto scavato ed ‘essenziale’ nella sua indimenticabile esibizione a Sanremo 2014. Si presenta all’intervista con il fratello Luc e con la compagna Coralie, a mo’ di cordone sanitario.

Il giovane Paul Van Haver, classe 1985, già aveva annunciato nel dicembre 2016 l’intenzione di smettere di cantare per concentrarsi più sulla composizione e sulla produzione dopo il grande successo internazionale del suo secondo album in studio, Racine Carrée. Ma c’era dell’altro

“Tutto è iniziato quando ho cominciato a prendere un farmaco contro la malaria, il Loram (che gli causò problemi di salute e lo portò alla cancellazione delle date italiane del suo tour, ndr). Da allora ho dovuto praticamente ricostruirmi e c’è voluto tempo”

racconta al giornalista che lo ha intervistato in esclusiva per la rubrica Une Histoire Française (che per l’occasione aggiunge al titolo “e belga, ovviamente!”, facendo riferimento alle origini del cantante) del programma 19h Le Dimanche:

“Non mi sono reso conto che quello che per me è sempre stato un piacere, come i concerti, stava diventando un mestiere. Il troppo lavoro mi ha portato a un burn-out, a un esaurimento. Ero arrivato al limite… E’ davvero brutto, destabilizzante, non poter più far affidamento alla propria psiche”

confessa Stromae, che di certo non si è mai risparmiato nelle sue esibizioni live, estremamente fisiche e teatrali, interpretativamente impegnative. Del resto la sua produzione mescola ritmi vivaci e testi cupi, realisti, densi, cantati spesso con ‘allegria’ dal pubblico, come nota l’intervistatore:

“Ne sono consapevole – precisa Stromae – ma del resto il mio tentativo è proprio quello di celebrare la vita in tutti i suoi aspetti, da quelli magnifici a quelli terribili. La parola che mi piace di più è ‘malinconia’ perché non è né brutta, né bella, come la vita, con i suoi momenti belli e brutti”.

Di un suo ritorno in scena per adesso non se ne parla. Diciamo che, per ora, ha rotto il suo periodo di isolamento esibendosi lo scorso 28 marzo a Bruxelles durante il concerto del rapper francese Orelsan:

“Quell’esibizione mi ha rassicurato. Se ho fatto più di 200 concerti è perché, in fondo, mi piace farlo, mi piace cantare. Mi ha ricordato quel che mi piace…”.

Se dovesse tornare alla musica lo farebbe, però, in maniera diversa:

“Se dovessi immaginare un mio ritorno, un nuovo tour, un nuovo album insomma, questo avverrebbe con ritmi e modi decisamente diversi, più sani e più calmi, vista l’esperienza fatta. Adesso sono molto più in pace con me stesso dopo i due anni frenetici che ho vissuto (il bienno 2013-2015, ndr)”.

A vederlo più rilassato, la speranza è che decida di tornare a scrivere. Se ne sente la mancanza.

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