Mostro a Blogo: “Con ogni canzone devi impressionare il pubblico e lasciare un messaggio forte”

Il rapper romano torna sulle scene dopo una pausa passata a “studiare” e maturare a livello personale: ora è arrivato il momento di Ogni Maledetto Giorno.

Mostro ha iniziato a fare rap talmente giovane, che ancora adesso lo si può chiamare “giovanissimo”. Eppure è già un veterano, al punto da essersi potuto permettere una pausa di quasi tre anni, dopo aver raggiunto l’apice delle classifiche di vendita in Italia. Una pausa necessaria, vista la sua età, come spiegherà fra poco rispondendo alle nostre domande. Una pausa che gli ha permesso di crescere, di distaccare il suo nome da quello di LowLow, con cui aveva condiviso dischi, palchi e notorietà nel primo periodo della sua carriera, quando entrambi erano da poco maggiorenni.
Ora Mostro è tornato con il video di Ogni Maledetto Giorno, nuovo singolo estratto dall’album che porterà lo stesso nome. Il pezzo è stato apprezzato unanimemente, e quindi abbiamo sentito il rapper romano per sapere quale è stato il percorso che l’ha portato a girare un video in una prigione…

mostro_maledetto.jpg

Mostro, bentornato. Ma dove sei stato in tutti questi anni?

“Ho sentito il bisogno di prendermi il tempo necessario per far sì che il mio disco fosse al meglio delle mie possibilità. Negli anni precedenti a questa pausa siamo andati avanti a bomba, producendo dischi, facendo lunghi tour, facendo tantissimi instore, e ho capito che se avessi voluto fare un nuovo disco, avrei dovuto prendermi una pausa per vivere e trovare nuove cose da raccontare. Ho deciso di staccarmi dalla scena musicale, sia mentalmente che fisicamente, per potermi concentrare sui miei aspetti personali e creare buoni contenuti per l’album. Possiamo dire che in questi anni sono stato a studiare.”

Alla tua etichetta, Honiro, andava bene questa cosa, o ti hanno spinto per un rientro più veloce? Di solito si preferisce battere il ferro finchè è caldo…

“La cosa perfetta di Honiro, è che è un’etichetta che supporta gli artisti. Non mi hanno fatto nessuna pressione, e al contempo io ero consapevole che viviamo in un mercato in cui i tempi sono sempre strettissimi e tu devi sempre stare sul pezzo, tenendo sempre alta l’attenzione. Ma ho sentito il bisogno di fermarmi, e Honiro ha compreso la mia scelta.”

Ora che sei tornato, quali sono i tuoi piani?

“Il disco è pronto, siamo già usciti con il primo video, quello della canzone che dà il titolo al disco, ed è solo il primo passo di un percorso che ci porterà all’uscita dell’album. A breve seguiranno nuovi singoli, probabilmente qualche data in Estate, tutto per preparare il campo al disco completo.”

Mi piace il messaggio positivo di rivalsa di Ogni Maledetto Giorno, in cui dici che lo sapevi che ce l’avresti fatta, e te lo ripetevi ogni maledetto giorno… è questo lo spirito che pervaderà anche il resto del disco?

“Sì, volevo far sapere che sono tornato, e sia per il testo che per il video era perfetto come primo singolo. Voglio arrivare alle persone con quella energia e con quei contenuti, sottolineando che sì, sono stato lontano, ma ogni maledetto giorno la mia testa era comunque presa dal disco. Mi ero rinchiuso in una specie di prigione mentale, e come dico nel brano, la penna è stata la chiave per uscire.”

Quindi il Mostro di oggi è diverso da quello che si era preso una pausa qualche anno fa?

“Sono cresciuto, e penso che alla mia età sia una cosa più che naturale.”

Ha colpito molte persone la tua citazione di Bassi Maestro all’interno del brano, e della citazione di un brano in particolare come “Succhiatemi il Cazz0”. Cosa ti colpì, all’epoca, di quel brano? In che modo ti esplose in testa, proprio quel pezzo?

“Mi colpì quel pezzo perchè fu il primo pezzo hip hop che io abbia mai sentito in vita mia. C’è tutta una storia, dietro: io avevo 11-12 anni -forse 13, ma non sono sicuro- ed un mio amico venne da me con questa canzone, dicendo che dovevo sentirla perchè faceva ridere – sai, a 12 anni una canzone intitolata “Succhiatemi il cazz0″ è trasgressiva, fa ridere che abbia un titolo così. Invece il mio amico l’ha messa su, e non ci ho trovato nulla di comico: mi si è aperto un mondo, perchè io non avevo mai immaginato che in una canzone si potesse sputare tutta quella rabbia, si potessero dire tutte quelle parolacce, trasmettere tutta la propria incazzatura.
Da quel momento, mi è rimasta impressa la cosa che quando fai una canzone, ogni singola canzone, devi impressionare il pubblico e lasciare un messaggio forte.”

Cosa ascoltavi prima di avere questa rivelazione con Bassi Maestro?

“Come immaginerai, a 12 anni non è che si ascolti con attenzione molta musica, posso dire che probabilmente conoscevo solo qualche pezzo degli Articolo 31, che mio fratello più grande ascoltava, ma poi incontrai subito Bassi Maestro e fu tutt’altra cosa. Fu grazie a lui che ascoltai anche tutti gli artisti collegati, andando a sentirmi tutta la discografia di Jack The Smoker perchè aveva fatto un featuring con Bassi, arrivando poi a Hinoki, i Club Dogo, Marracash…”

Ti ho fatto la domanda sugli ascolti pre-hiphop perchè ti ho visto indossare magliette di Ronnie James Dio, felpe dei Suicidal Tendencies, il tuo ultimo freestyle si chiama Heavy Metal… insomma hai un rapporto anche con il metal?

“Il metal è un genere a cui mi sono avvicinato molti anni più tardi. All’inizio non mi coinvolgeva molto, finchè poi non ho iniziato a capirlo meglio. Mi piace molto tutto il filone aggressivo del nu-metal, soprattutto gli Slipknot, ma poi apprezzo anche le melodie di Ronnie James Dio, o i Metallica che non c’è nemmeno bisogno di citare, per quanto siano importanti nella scena.”

Quindi non c’è mai stato un momento in cui una decisione diversa ti avrebbe portato ad essere un cantante metal anzichè hip hop?

“No, no, le mie basi sono nel rap, e nel momento formativo in cui crescevo in mente avevo solo il rap. Al metal mi sono avvicinato a 18 anni circa, ma ormai il mio cervello era fottuto con il rap, non ho mai pensato di cantare in maniera diversa.”

Tornando alla canzone di Bassi, in quel brano del 2004 fa diceva che l’Italia era “terzo mondo del rap e popolo di fessi” – vedi le cose cambiate, da allora?

“Ma certo che sono cambiate, Bassi stesso ne è consapevole, ma devi pensare che tredici anni fa erano veramente pochissime persone a farlo, e se dicevi che ascoltavi rap venivi preso in giro, se dicevi di FARE rap ti menavano direttamente, mentre in quell’epoca in Francia ad esempio le cose erano molto più consolidate. In quel pezzo si sente la frustrazione di chi ama quella musica, ma in quel momento vedeva veramente una scena molto arretrata.
L’esplosione in Italia del rap è stata circa cinque anni fa, e ogni anno è servito a cementarla fino ad avere una scena molto rinomata, fino ad arrivare a conquistare di continuo le vette delle classifiche.”

Quindi anche tu sei arrivato al momento giusto?

“Sì, diciamo di sì. Io faccio parte proprio di una generazione a cavallo delle due epoche – quando avevo quattordici anni nessuno diceva di ascoltare rap, mentre verso i diciannove era diventata una cosa più accettata, e a ventuno ho iniziato ad accorgermi che avevano iniziato ad ascoltarlo anche persone intorno a me che anni prima non si sarebbero mai avvicinate alla scena. Ma in quel momento io già uscivo con i dischi…”

Ti sei costruito anche un’ottima fanbase, e mi ha colpito molto il fatto che fra i commenti al video di Ogni Maledetto Giorno su youtube, in tanti si lancino in interpretazioni simboliche di quel che si vede, dando un significato alla donna, all’uomo muscoloso, alle guardie… ti fa piacere questa analisi molto dettagliata di ogni cosa che fai?

“Sì, perchè vuol dire che ho colpito gli ascoltatori al punto da invogliarli ad ascoltare più volte il brano e vedersi bene il video. Mi piace sapere che porto la gente a pensare, a riflettere. Poi ok, alcune interpretazioni sono assolutamente lontane dalle mie intenzioni del brano, ma è comunque interessante leggerle!”

Guardando il video su youtube, sulla colonna destra ci sono una serie di rap reaction o parodie… come prendi queste cose, che da un certo punto di vista campano sulla tua notorietà? Alcuni di questi video hanno 60,000 visualizzazioni, non sono noccioline…

“E’ una realtà del mondo moderno, e direi una realtà triste perchè a quanto pare la gente non ha più nemmeno la capacità di ascoltare un brano di 4 minuti e farsi un’opinione, e deve vedere un video di 15 minuti in cui fanno ironia o si perdono in chiacchiere cercando di dire se la canzone è piaciuta o no, oppure guardano gente che ascolta per la prima volta il brano e ci parla su, alternando lunghi momenti di silenzio perchè ovviamente deve sentire (male) il testo. E’ una follia che questa cosa abbia seguito, ma internet è così: determinati personaggi vengono messi su un piedistallo, e diventano “persone che parlano ai ragazzi” anche se non hanno niente da dire.”

Di attività live ne stai preparando?

“La maggior parte dell’attività arriverà ovviamente dopo l’uscita del disco, ma già questa Estate faremo dei dj set per non rimanere fermi e per far sentire i nuovi pezzi.”

Vuol dire che il nuovo disco uscirà quindi dopo l’Estate?

“Domanda difficilissima! Non lo so, al momento è una cosa abbastanza imprevedibile. Uscirà al momento giusto: per ora è uscito il primo singolo, ad Aprile ci sarà il secondo, e poi… vedremo!”

I Video di Soundsblog