Nesli a Blogo: “‘Kill Karma’ è un disco fatto di contraddizioni, e grazie a loro mi racconto”

La nostra videointervista a Francesco Tarducci, in arte Nesli, che ci racconta qualcosa in più su “Kill Karma”

Raccontarsi attraverso le contraddizioni: è quello che ha cercato di fare Nesli in “Kill Karma”, il suo ultimo lavoro di studio, in cui si mette totalmente a nudo. Come lui stesso ci ha raccontato:

“E’ il secondo capitolo di una trilogia: ‘Kill Karma’ vuol dire ‘uccidi te stesso’. Ho inventato una sorta di alter ego che mi uccide, per vedere che effetto fa. E’ un disco provocatorio, fatto di tante contraddizioni, e attraverso queste contraddizioni mi racconto, come artista e come essere umano”

Per riuscire ad entrare così a fondo nella propria anima, un artista ha bisogno di tempo (ne parlavamo già poco tempo fa con Andrea Mirò ad esempio):

“Sono andato in controtendenza rispetto al piano che ti propone il tuo interlocutore: ad esempio non si dovrebbe uscire a luglio, non ho tenuto conto di una programmazione radio, tv, non me ne è fregato nulla. Abbiamo lavorato in analogico con musicisti, strumenti, ci siamo davvero divertiti tanto, abbiamo fatto come si faceva una volta. Questo è il punto forza dell’album secondo me”

Un disco molto personale, dicevamo:

“Ci ho messo tanto di me: ho sempre scritto canzoni attraverso gli occhi degli altri e invece questo è scritto attraverso i miei. Ogni canzone è una fotografia precisa di un giorno, di un momento”

Ma esporsi così tanto, mettersi a nudo, non fa paura?

“In realtà ho scoperto che è la mia corazza. Io non ho vergogna, non ho pudore, ho solo sviluppato un enorme senso individuale di libertà. Mi sono sentito molto più con un senso di vergogna, restrizione e limiti nell’ambiente del rap, quando dovevo essere qualcosa. Quello era molto più nascondersi secondo me. Io adesso così non lo faccio per apparire, perchè mi senta figo, la scelta dei tatuaggi non è stata certo per abbellirmi, è una provocazione. Se questo è il mondo che voi volete, se questo è il contenitore che volete, se serve per avere la vostra attenzione io son disposto anche a farlo e non mi vergogno, no, anzi, diventa una personalissima lotta contro tutto quello che crea ostruzionismo. Le due dita che mandano affan**** non sono per chi non mi capisce o chi mi odia, sono per chi denigra, per chi ostacola, per chi limita, e lo faccio senza grandi filtri”

Per sapere cosa altro ci ha raccontato Nesli, cliccate su play e gustatevi la nostra videointervista!

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