Hip Hop Tv B-Day Party, Max Brigante presenta a Blogo le novità 2015

Star internazionali, diretta radio e molto altro: il direttore artistico ci parla del mega-evento, e parla anche di sè stesso… parla del mega-evento, e parla anche di sè stesso…

Se si cerca su Google “Intervista Max Brigante”, i primi 2,000 risultati saranno in effetti di interviste condotte da Max, ma è raro trovarlo dall’altra parte del microfono.
Abbiamo approfittato dell’imminente Hip Hop B-Day Party 7 per scambiare quattro chiacchiere con il poliedrico dj, direttore artistico, conduttore radiofonico…

Ciao Max, giunti alla settima edizione dell’Hip Hop B-Day Party, la macchima organizzativa è già rodata, o è sempre uno stress colossale mettere in piedi tutto?

“Ti dirò, pensavo che ormai fosse tutto rodato, e quando a Febbraio ho iniziato a lavorare su questa nuova edizione, lo facevo con calma e serenità, sicuro che tutto sarebbe andato liscio. Oggi, a due settimane dall’evento, sono al lavoro dieci ore al giorno per far combaciare tutti i pezzi, e lo stress è paragonabile a quando a scuola avevi 300 pagine da studiare per il giorno dopo, e le leggevi ma sapevi che non saresti riuscito a fare tutto, ma al contempo sapevi che te la saresti cavata.
Il punto è che non ci piace riposare sugli allori, ogni anno cerchiamo di aggiungere qualcosa di nuovo, e questo causa nuovi imprevisti… ma è questo il bello della sfida, e alla fine saremo tutti soddisfatti, ne sono sicuro.”

Quali sono quindi le novità che state aggiungendo per quest’anno?

“Ne ho due, e sono molto grosse e molto impegnative per noi. Una, di cui posso parlare già da ora, è la diretta radiofonica su Radio 105. Questo comporta tanti nuovi punti organizzativi, come trovare lo spazio in cui mettere una postazione radio con suoni perfetti all’interno del Forum, e poi organizzare i tempi per due chiacchiere con gli artisti, fra una esibizione e l’altra.
La seconda è la presenza di una star internazionale di grosso peso – al momento non posso dire altro, stiamo cercando di definire il contratto, e poi potremo fare un annuncio che stupirà tutti. La sfida legata a questo artista, è convincere qualcuno di molto rilevante a venire in Italia non per un suoconcerto, ma per una festa a cui si si esibiscono altri 38 rapper italiani. Alcuni management ci hanno guardato come pazzi, ma è bello riuscire a trasmettere il significato di “festa” che vogliamo dare con il B-Day Party.”

La diretta radio è una notizia attesissima da tanti, anche se molta altra gente chiederebbe una diretta video, visto che la festa è appunto di Hip Hop TV…

“Ne sono consapevole, ma ci sono due motivi che ci bloccano. Il primo è che noi siamo piuttosto maniaci del prodotto, ed una diretta per quanto bella ha sempre mille intoppi. Visto che i nostri programmi, stando sulla piattaforma di Sky On Demand, possono poi essere richiesti in qualsiasi momento dal pubbico, vogliamo che il prodotto sia di alta qualità, e che viva ben oltre il momento della diretta. Ci sono ancora tante persone che guardano i video delle edizioni passate, e vogliamo che la qualità rimanga alta.
Inoltre, inutile negarlo, i costi di produzione rispetto alla radio sono completamente diversi, e al momento sono difficilmente sostenibili.”

Il successo del birthday party è in continua ascesa – tu quando hai capito che era il momento di passare dall’Alcatraz – capienza 3.000 persone – al Forum – capienza oltre 11.000?

“Non l’ho capito da solo, ce l’ha fatto capire la gente: l’ultima edizione all’Alcatraz, nel 2011, registrò il soldout con 3.000 persone, ma ne lasciò fuori almeno altrettante, se non 4.000, e fu un vero dispiacere perchè molti si erano fatti viaggi di centinaia di chilometri per essere presenti. Era chiaro che avremmo dovuto cercare un posto più grande, perchè per fare una festa degna di questo nome dovevamo trovare un posto che ci permettesse di ospitarle, questo persone. Purtroppo nella nostra Milano non ci sono vie di mezzo, si passa dall’Alcatraz al Forum…”

…guarda, ho appena scritto un articolo a riguardo, quindi so benissimo che c’è un buco a forma di PalaSharp nella scena live milanese!

“Esatto, ci fosse stato un PalaSharp, che teneva sulle 7.000 persone, forse ci saremmo spostati lì, però la cosa funzionò alla grande, visto che alla prima edizione al Forum registrammo già il tutto esaurito. E all’epoca, anche se si parla solo di quattro anni fa, era un azzardo enorme spostarsi in un posto così capiente, l’hip hop stava iniziando a farsi notare, ma i media mainstream lo ignoravano completamente, non era un fenomeno “di massa”, e anche noi avevamo dei dubbi riguardo al Forum. E invece fu una vera “conquista del Forum”, per fare una citazione…”

Il Forum inizia a starvi stretti, o va bene un bel soldout senza bisogno di spostarsi a San Siro?

“Quello sarebbe il mio sogno, ed il mio editore Gianluca Galliani è spesso stuzzicato dall’idea, quindi non mi dici una cosa totalmente aliena. Probabilmente però andrebbe pensare il tutto in maniera più ampia, con più artisti internazionali, far diventare la festa di Hip Hop Tv una festa dell’Hip Hop in generale…
Penso che le fondamenta di questo tipo di festa le getteremo proprio a questa edizione del B-Day Party, aprendoci ad un artista internazionale, poi vedremo cosa succederà…”

Sono sicuro che in tanti vogliono sapere che atmosfera si respira nel backstage di un evento con così tanti artisti. Cosa mi dici a riguardo?
E soprattutto, c’è abbastanza spazio per tutti?

“Riguardo lo spazio, ti dico che dobbiamo affittare anche un altro locale, il Live Forum, che si trova sotto al Forum e dove si tengono concerti più “intimi” durante l’anno. E’ un locale dalla capienza di 700 persone, e lo trasformiamo in ulteriore area backstage per alloggiare tutti, fra dj, mc, management, ospiti, coristi, ballerini…
Riguardo a quel che succede nel backstage, lo lascio raccontare agli artisti stessi, io mi faccio solo portavoce di quello che dicono un po’ tutti: nel nostro backstage c’è una vera aria di festa, e moltissime idee per collaborazioni future sono nate proprio al Forum. E’ un momento per vedersi tutti insieme, fare il punto della situazione, entrare in contatto con chi magari non riesci a vedere mai e proporre un featuring.
Mi piace anche dire che non ho mai visto niente di negativo: per molti la scena rap è ancora una scena di rancori, di dissing, ma invece penso che la scena italiana abbia dato una grande lezione di unità alla musica italiana e mondiale. Se da cinque anni ci sono sempre album hip hop italiano ai vertici della classifiche, è perchè chi ha iniziato ad abbattere i muri ed è diventato grosso ha tirato dentro nei featuring gli emergenti, gli emergenti han fatto gruppo, e ora si naviga tutti compatti.”

Un’altra cosa che secondo me rende unica la scena hiphop italiana è che si canta tutto in italiano, non ci sono artisti che, al di là del flow che è un linguaggio universale, guardano al mercato estero e cantano in inglese. Secondo te è un bene o un male?

“So che molti artisti italiani guardano molto all’estero, lo frequentano molto, e infatti moltissime produzioni sono affidate anche a enormi producer stranieri – Gue Pequeno, Fabri Fibra, Marracash hanno avuto produttori francesi, americani…
Dal punto di vista dei testi, io trovo molto bello che il rap italiano si esprima in italiano: una chiave del suo successo è proprio dovuta al fatto che chi ascolta si può immedesimare in pieno, senza dover tradurre i testi, e sentendo anche parlare di una realtà molto più vicina a loro, lontana da archetipi di pistole o dollari.
Succede però che le nuove generazioni vanno avanti, e ci sono ragazzi come Nitro che evidentemente hanno una fruizione della lingua inglese che è superiore a quella che poteva avere un ventenne di quindici anni fa. Oggi è così, grazie a internet ma anche grazie alla possibilità di viaggiare di più, di vedere telefilm in lingua originale sottotitolati, e cose del genere: molte parole entrano a far parte del lessico quoidiano di Nitro, ma anche di Baby K o Noyz Narcos, e loro iniziano a chiudere barre in inglese, essendo ormai cittadini del mondo. E’ un fatto più sociale che musicale, secondo me.”

Parli di nuove generazioni, e ho un’ultima domanda per te, premettendo che io ho un anno in meno di te, quindi non leggerci malizia, ma solo curiosità: ti senti mai “troppo vecchio” per questo lavoro a contatto con leve sempre più giovani?

“Mi sento fortunato ad occupare una serie di ruoli che permettono anche una età “avanzata”: sono produttore artistico, sono presentatore, organizzatore…
Mi sento comunque fortunato a stare in contatto con certi giovani talenti, da cui comunque posso imparare qualcosa: se guardi l’ascesa al successo di Fedez o Emis Killa, comprendi che hanno dato lezioni a tutti su come si fa la promozione ai giorni nostri, facendo tutto da soli o con le persone giuste, e sono ragazzi di poco più di vent’anni.
Sono poi felice che finalmente in Italia, come all’estero succede da anni, ci siano artisti appena oltre la maggiore età come un Rocco Hunt, che trovo fenomenale a livello compositivo. A me il fatto che in Italia servisse avere almeno 35 anni prima di poter dire qualcosa e avere un impatto su larga scala, non è mai piaciuto: il talento non è legato all’età, ma a 35 anni si è già più cinici riguardo la vita, mentre io sono contento di sentire il punto di vista di questi ragazzi.”

A questo punto l’appuntamento è per il 29 Settembre al Forum: nel frattempo, rimanete sintonizzati per l’annuncio di nuovi guest… soprattutto per il misterioso ospite internazionale!

E per chi volesse approfondire l’argomento “carenza locali per concerti a Milano”, ecco l’articolo citato nell’intervista. Preparatevi ad un viaggio nostalgico…

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