L’invasione dei cantanti stonati

Due giorni fa Andrea Scanzi su La Stampa ha scritto un articolo che sta facendo discutere parecchio (citato persino anche da Maria De Filippi ad Amici). In sintesi, la domanda che viene fuori è: com’è possibile che molti cantanti siano stonati o, comunque, non abbiano una bella voce?Il tema è tornato alla ribalta dopo l’ultimo

di dodo

Due giorni fa Andrea Scanzi su La Stampa ha scritto un articolo che sta facendo discutere parecchio (citato persino anche da Maria De Filippi ad Amici). In sintesi, la domanda che viene fuori è: com’è possibile che molti cantanti siano stonati o, comunque, non abbiano una bella voce?

Il tema è tornato alla ribalta dopo l’ultimo Festival di Sanremo dove la prima serata (ma non solo la prima) stonarono quasi tutti. Forse c’era un problema tecnico? Forse la legittima emozione di trovarsi, magari per la prima e unica volta, davanti a milioni di persone? Per qualcuno è proprio fisiologico: uno su tutti lo stralunato Tricarico.

Ma fosse solo per i cantanti di Sanremo… Scanzi ricorda – e come dargli torto? – la “zeppa” di Jovanotti e persino il “diapason incastrato nella trachea” di Carmen Consoli. Potremmo aggiungere il (da) sempre un po’ fuori-tono De Gregori o lo sgraziato Francesco Bianconi dei Baustelle (l’elenco sarebbe lungo): tutti bravi – non si discute – ma non certo per le doti vocali!

Della cosa ne hanno parlato in tanti, anche nelle scorse puntate di Scalo 76 e in realtà è una vecchia questione. Se ne discuteva già per Bob Dylan e Neil Young e, qui da noi, per la voce cartavetrata di Lucio Battisti.

L’articolo su La Stampa, dopo varie stoccate, si chiudeva con un lapidario: “L’Italia è un paese strano. I politici fanno i comici. I comici fanno i politici. E gli stonati fanno i cantanti”. Senz’altro una provocazione e, per fortuna, non è sempre così. Anche se a ben pensarci, oggi più che mai, riguarda soprattutto i cantanti nostrani.

E se il canto “perfetto” non fosse così indispensabile? Di certo non lo è per tutti gli ascoltatori e appassionati, così come probabilmente è necessario solo per alcuni generi musicali. Se pensiamo all’universo dei cantautori, infatti, ci sono tanti esempi di grandi comunicatori con poca tecnica e non per questo meno efficaci o meno amati.

Non si può non considerare, poi, il fatto che molti cantanti, la cui voce non è certo limpida e spesso nemmeno tanto intonata, ottengano comunque un notevole successo: piacciono a prescindere. Allo stesso tempo altri, magari dotati di un canto tecnicamente ineccepibile, non “arrivano” e non conquistano nessuno.

Alla fine, credo che la risposta più semplice e azzeccata la diede proprio Lucio Battisti. In un famoso battibecco, avvenuto in un programma tv di Renzo Arbore di tanti anni fa, a un giornalista che lo criticava per la voce imperfetta Battisti disse: quel che conta non è la bella voce ma la capacità di trasmettere emozioni. Punto e basta.
E voi, cosa ne pensate?