The Cure live al PalaSharp – 2 marzo 2008

In questo clima post-sanremese, lontani anni luce dai fasti della Riviera Ligure, sono arrivati in Italia i The Cure. Due date, per un totale di 6 ore di grande musica dal vivo, che non hanno di certo deluso le aspettative.E ieri, insoddisfatto dall’unica canzone della kermesse che, a mio parere, era degna di nota (ma


In questo clima post-sanremese, lontani anni luce dai fasti della Riviera Ligure, sono arrivati in Italia i The Cure. Due date, per un totale di 6 ore di grande musica dal vivo, che non hanno di certo deluso le aspettative.

E ieri, insoddisfatto dall’unica canzone della kermesse che, a mio parere, era degna di nota (ma che è passata totalmente inosservata in finale), sono stato al PalaSharp per rivivere un concerto unico. E chi ha visto almeno una volta Robert Smith e soci on stage sa di cosa parlo.

I Cure salgono puntualissimi sul palco quando sono le 20:45 e si inizia in grande stile con Plainsong. A seguire la band esegue tutti i successi storici che sono diventati degli autentici classici: Lovesong, Pictures of you, Lullaby, Friday I’m in love, In between days e Just like heaven.

Per i Cure gli anni sembrano non passare mai. La voce di Robert Smith è impeccabile, dall’inizio alla fine senza neanche un calo, una stonatura: perfetta. Nessuna sbavatura oltre a quella, immancabile, di rossetto sulle labbra. Su The kiss e One hundred years il PalaSharp è catapultato direttamente negli anni ’80, un’esecuzione che non lascia spazio ad altro se non ad applausi e urla.

Se poi al tutto aggiungi Lovecats, Let’s go to bed, Close to me e Why Can’t I be you, ti sorprendi se i Cure riescono anche a strapparti un sorriso. E, quando meno te l’aspetti, saltelli dimenandoti seguendo un imbarazzante Smith ballerino. Il terzo encore comincia con l’intramontabile Boys don’t cry e si chiude, quando è ormai quasi mezzanotte, con Killing an arab.

Dal 1976 a oggi di cose nella musica dei Cure ne sono cambiate, ma tante altre sono rimaste fortunatamente immutate. Ieri non è mancato proprio nulla: anche la “e” finale di un incompleto “grazi”, con un po’ di pazienza è arrivata. E aspettando di sentire il nuovo disco, è bello vedere tanta passione in una band che riesce, ancora, a far parlare lo stesso linguaggio a tre diverse generazioni, almeno per una sera.

Ecco la setlist completa del concerto al PalaSharp:

Plainsong
Prayers For Rain
Alt.end
A Night Like This
The End Of The World
Lovesong
Pictures Of You
Lullaby
Catch
From The Edge Of The Deep Green Sea
Kyoto Song
Please Project
Push
Just Like Heaven
A Boy I Never Knew
If Only Tonight We Could Sleep
The Kiss
Us Or Them
Never Enough
Wrong Number
The Baby Screams
One Hundred Years
Disintegration
– – –
At Night
M
Play For Today
A Forest
– – –
Lovecats
Friday I’m In Love
In Between Days
Freak Show
Close To Me
Why Can’t I Be You?
– – –
Boys Don’t Cry
10:15 Saturday Night
Killing An Arab