Le più belle canzoni d’amore degli anni 80 (dal 1980 al 1989)

Quali sono le canzoni d’amore più belle e conosciute degli anni ’80? Scopriamo su Blogo.it i titoli indimenticabili di questo decennio

Vi abbiamo indicato le canzoni d’amore più belle degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta. Oggi procediamo con i titoli più romantici degli anni ’80, i brani che sono rimasti impressi in quegli anni e sono, ancora oggi, conosciuti da buona parte dei lettori. Artisti italiani e stranieri che, con le loro interpretazioni, hanno saputo accompagnare i momenti più romantici e conquistare il gusto del pubblico.

Partiamo proprio dal 1980 e da uno dei pezzi di Pupo che ancora oggi è tra le hit più note della sua intera carriera: Su di noi. L’amore è una favola (letteralmente), nessuno ci avrebbe scommesso eppure i due si amano ancora, a dispetto di tutte le previsioni degli amici.

Nel 1981, invece, spicca la voce intensa ed emozionante di Barbra Streisand a cantare i sentimenti di una “Woman in love“, al terzo posto dei brani più venduti nell’anno, nel nostro Paese.

I Ricchi e Poveri, intanto, convincono il pubblico con la loro solare e allegra “Sarà perché ti amo“. E’ confusione, un’emozione che cresce piano piano e diventa una dei pezzi che più rappresentano il gruppo italiano.

Seconda classificata a Sanremo 1981, Loretta Goggi aveva presentato “Maledetta primavera“: il pubblico ne decreta immediatamente il successo commerciale portandola al primo posto nella Hit Parade del dopo-Sanremo.

In quello stesso anno, gli Abba rilasciano una delle loro ballad più emozionanti e strazianti. E’ il racconto di una donna che piange il suo amore e si chiede se il suo amato stia provando le stesse emozioni con l’altra donna, la sua nuova compagna. Ancora oggi è davvero un pugno nello stomaco per intensità: The Winner takes it all.

Per un amore ormai finito, ecco arrivare la romanticissima “Endless love” cantata da Diana Ross & Lionel Richie: una dichiarazione d’amore cantata e interpretata dai due artisti, un amore senza fine e una dedica assoluta.

Nel 1982, Il tempo delle mele conquista i botteghini e la canzone che fa da colonna sonora ad uno dei momenti più romantici della pellicola diventa tra i più venduti di quell’anno. Parliamo, ovviamente, di Reality di Richard Sanderson.

E’ lo stesso periodo in cui Al Bano e Romina cantano la loro ricetta per la Felicità, conquistando la numero uno dei brani più venduti, trasmessi e ascoltati.

Riccardo Cocciante torna ai primi posti con la Celeste Nostalgia di un amore (“Dolce compagna di storie d’amore sempre mia, sempre mia”)

Nel 1983, Moonlight shadow di Mike Oldfield è il brano perfetto per abbracciarsi sotto un cielo d’estate o una sala da ballo e tenersi stretti mentre le note risuonano. L’atmosfera è assicurata con la voce calda e dolce in sottofondo a incorniciare un amore.

I Police, intanto, incantano con una vera e propria dichiarazione nei confronti della propria ideale amata: guardarla respirare, fissare i suoi occhi e vederla accanto è motivo di gioia e serenità. Una delle canzoni più romantiche dell’anno e del decennio intero è sicuramente Every breath you take.

Pathos assoluto è You don’t say you love me dei Wall Street Crash, conosciuta anche come “Io che non vivo senza te”. Non serve aggiungere altro, no?

Nel 1984 Stevie Wonder canta “I just called to say I love you” per la colonna sonora del film “La signora in rosso”. Sia il film che la canzone diventano un piccolo grande cult in quell’anno. Ho solo chiamato per dirti quanto ti amo e quando tengo a te. (sospiro)

George Michael punta alla malinconia e alla nostalgia con la sua toccante “Careless Whispers”

In quello stesso anno, Cyndi Lauper racconta il suo amore difficile e fedele nella sua ballad “Time after Time” (“se cadrai io ti prenderò, ti aspetterò continuamente”). Il tempo diventa misura di amore e pazienza, nonostante tutto e tutti.

“E ho bisogno di te stanotte, E ho bisogno di te ora più che mai, E se solo tu mi stringerai saldamente, Rimarremo stretti per sempre, E noi ce la faremo, Perché insieme non sbaglieremo mai”. Bonnie Tyler incide una delle sue canzoni con le quali ottiene il successo internazionale e, ancora oggi, è il brano più rappresentativo: Total Eclipse of the Heart

Claudio Villa, in quello stesso anno, è ospite, fuori gara, con il brano “Un amore così grande“, recentemente reinterpretato anche dai Negramaro per i Mondiali 2014.

“Me lo sento, vinceremo noi alla fine, Non ti farò del male o colpirò le tue difese, Vanità e sicurezza”. Nel 1985 i Simple Minds cantano alla propria donna di non essere dimenticati. E Don’t you (forget about me) è il sesto pezzo più venduto dell’anno.

I Wham regalano al pubblico una canzone che diventerà un vero e proprio classico natalizio, nostalgico e simbolo di un amore immeritato (“Last Christmas“).

Nel 1986, Gianna Nannini canta l’amore per un uomo irraggiungibile, letteralmente “Bello e impossibile“. Questa volta è un uomo al centro dei desideri di una donna e descritto nella sua fisicità imponenti (“Con gli occhi neri e la tua bocca da baciare”).

In questo stesso periodo, i Matia Bazar cantano “Ti sento” (“Mi ami o no, mi ami o no, mi ami…”).

Nel 1987, I just can’t stop loving you di Michael Jackson & Siedah Garrett diventa un successo nel nostro Paese e raggiunge la seconda posizione dei singoli più venduti (noni a fine anno). L’amore non può finire, semplicemente.

Whitney Houston, nel frattempo, chiede di poter ballare con qualcuno che la ami veramente e che le faccia veramente battere il cuore. Parliamo di “I Wanna Dance With Somebody

Joe Cocker chiede alla sua donna di lasciarlo andare. L’amore è finito e deve trovare di liberarsi: (“Libera il mio cuore, baby, lasciami andare. Libera il mio cuore, perché non mi ami più”). Parliamo di Unchain my heart.

Peter Gabriel confeziona una dedica d’amore assoluta con “In your eyes” (Nei tuoi occhi, la luce,il calore, nei tuoi occhi, Io mi sento completo, nei tuoi occhi)

Fiorella Mannoia canta il mondo femminile in “Quello che le donne non dicono” (“Siamo così, è difficile spiegare certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui, con le nostre notti bianche, ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro Sì”)

Madonna soffre d’amore (“Apri il tuo cuore a me, baby, Io ho il lucchetto e tu hai la chiave, Apri il tuo cuore a me, caro, Ti darò l’amore, se tu giri la chiave”) in Open Your Heart

Il 1988 è l’anno di Simon Le Bon e dei Duran Duran che cantano “I Don’t Want Your Love“. Sono pronti a dimenticare a lasciare l’amore che ferisce (“Non voglio il tuo amore per ferirmi, Non voglio il tuo amore e allora volgilo altrove”).

La pensa diversamente Fausto Leali che con “Mi manchi” si dispera con l’amata in questo appello strappalacrime (“Mi manchi, nei tuoi sguardi e in quel sorriso un po’ incosciente (…), Mi manchi, mi manchi, posso far finta di star bene ma mi manchi, ora capisco che vuol dire averti accanto prima di dormire mentre cammino a piedi nudi dentro l’anima”).

Per un amore che sa di rimpianto, Anna Oxa canta, invece, la nascita di un sentimento con “Quando nasce un amore” (“Ed è come un bambino che ha bisogno di cure, preparargli il cammino, il terreno migliore, quando nasce un amore…”)

Massimo Ranieri, invece, commuove con la straziante “Perdere l’amore” (“E adesso andate via, voglio restare solo, con la malinconia, volare nel suo cielo, non chiesi mai chi eri, perché scegliesti me, me che fino a ieri, credevo fossi un re”).

Gli U2 esplodono in tutto il mondo con “With Or Without You“. Dalla diversa interpretazione, per la maggior parte delle persone è una canzone d’amore travagliato, ispirata dai sentimenti di Bono, contrastanti per la voglia di portare avanti sia la propria vita di musicista sia quella di uomo qualsiasi che ama la propria famiglia.

Nel 1989, Fausto Leali e Anna Oxa uniscono le forza nel brano “Ti lascerò“. (“Farei di tutto per poterti trattenere, perché dovrai scontrarti con i sogni che si fanno quando si vive intensamente la sua età, Ti lascerò provare a dipingere i tuoi giorni con i colori accesi dei tuoi anni, ti aiuterò a sconfiggere i dolori che verranno”)

Mia Martini, in questo periodo, dà vita ad una vera e propria perla di canzone che è entrata nella storia: Almeno tu nell’universo. Un fragile, emozionante, intenso appello a non essere ferita. Struggente.

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